Tutti gli articoli di Nicola Cargnoni

The Square > Ruben Östlund

The Square > Ruben Östlund

Cannes 70 / Sélection officielle Un’installazione d’arte contemporanea: questa potrebbe essere la definizione per The Square, Palma d’oro al Festival di Cannes 2017, regia del feroce Ruben Östlund, già autore di un grandissimo lavoro come Forza Maggiore. Ed è proprio muovendo dalla considerazione che inquadra questo film come oggetto d’arte che si possono trarre alcune considerazioni di merito. Probabilmente non

Krotkaya (A Gentle Creature) > Sergei Loznitsa

Krotkaya (A Gentle Creature) > Sergei Loznitsa

Cannes 70 / Sélection officielle Non è un caso se Sergei Loznitsa si è presentato a Cannes cinque volte nelle ultime otto edizioni, di cui tre in concorso. All’uscita della sala, dopo aver visto i fulminei 143 minuti di Krotkaya (titolo internazionale: A Gentle Creature), si ha la sensazione di aver partecipato a un’esperienza irripetibile, di aver assistito a qualcosa

Cuori puri > Roberto De Paolis

Cuori puri > Roberto De Paolis

Cannes 70 / Quinzaine des Réalisateurs Tra le note di regia sul pressbook di Cuori puri si può leggere «per scrivere il film ho condotto una ricerca sul campo, attraversando la periferia dei centri accoglienza e dei campi rom per poi entrare nelle chiese e documentarmi sulla realtà contemporanea delle comunità cristiane. La scrittura della sceneggiatura è ben presto diventata “esperienza”

120 battements par minute > Robin Campillo

120 battements par minute > Robin Campillo

Cannes 70 / Sélection officielle Che il cinema tornasse a parlare finalmente di AIDS, in un contesto come quello del Festival di Cannes, era necessario. Che lo facesse in un modo così graffiante e feroce, mantenendo alla base un’assoluta delicatezza dello sguardo, era difficile da auspicare. Eppure Robin Campillo porta a Cannes un lavoro eccezionale, che ha francamente lasciato il

La “donna costretta” nel cinema di Marco Bellocchio e di Carl Th. Dreyer

La “donna costretta” nel cinema di Marco Bellocchio e di Carl Th. Dreyer

La “donna costretta” nel cinema di Marco Bellocchio e di Carl Th. Dreyer a cura di Nicola Cargnoni Estratto da: Figure femminili nel cinema di Marco Bellocchio e Carl Theodor Dreyer. Di prossima pubblicazione per i tipi di Falsopiano, Alessandria.   Piccola introduzione Analizzare e mettere a confronto le opere di due cineasti così apparentemente diversi fra loro è impresa tanto

Mia madre > Nanni Moretti

Mia madre > Nanni Moretti

Nanni Moretti è sempre meglio di come te lo aspetti In un racconto circolare e chiuso Moretti racconta del rapporto tra il cinema e la realtà, sullo sfondo di una storia personale che non si limita all’autobiografia. C’è un momento in cui ogni grande regista decide di realizzare un film sul cinema, o un film sul rapporto che egli ha

Ma vie de Courgette (La mia vita da zucchina) > Claude Barras

Ma vie de Courgette (La mia vita da zucchina) > Claude Barras

È facile farsi ingannare dal titolo, cadendo nella trappola di lasciarsi sfuggire un sorrisetto ironico di fronte a esso. Lo stesso sorriso spontaneo, ma nemmeno malizioso, nato sul viso di ogni interlocutore ogni volta che si è parlato di questo strepitoso film d’animazione. La mia vita da zucchina (Ma vie de Courgette) è tra i 5 “finalisti” per l’Oscar al

Fai bei sogni > Marco Bellocchio

Fai bei sogni > Marco Bellocchio

Se si dovesse entrare in sala senza sapere che si tratta di un film di Bellocchio, lo si capirebbe dopo i primi cinque minuti. Una figura femminile/materna che scompare e che è sempre presente come un fantasma demoniaco, alimentando le tensioni e le ossessioni di un uomo che viene privato dell’affetto più ancestrale. Suore che irrompono nell’inquadratura, rimanendone ai margini,

Mr. Turner > Mike Leigh

Mr. Turner > Mike Leigh

Il «Turner» diretto da Mike Leigh, tra luci intense e ombre profonde   La storia di William Turner: un ritratto del grande anticipatore dei nuovi linguaggi pittorici e una lucida riflessione sull’inesauribilità dell’arte   François Truffaut sosteneva che quando un film inglese è un ottimo film, si tratta di una contraddizione in termini. In realtà era un simpatico pretesto per