Tutti gli articoli di Alessio Librizzi

Riflessioni su Brian Eno

Riflessioni su Brian Eno

I – Il nome Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno. II – La vita Solo il nome di Eno evoca atmosfere lontane e differenti tra loro, un esotismo inesplorato eppure prossimo, altresì un riferimento alla Francia, al barocco, a una chiesa, alte mura, pale d’altare, visi spenti nella preghiera, il finto tufo del gotico, il

Emile Hirsch e la nostalgia ’00

Emile Hirsch e la nostalgia ’00

‘OO nostalgia Ricordo Emile Hirsch, una chitarra elettrica (che non sapevo e non so suonare), la marijuana e i suoi corifei adolescenziali. Un letto diviso, laido. La mia solitudine, il rumore distorto dello stereo Grundig della mia stanza: viola, compatto, tremendo. Io, capelluto e improbabile. Un televisore enorme. Oggi mi rivedo nel “Corso di cultura sentimentale” di TeleDurruti e per

Gimme Danger > Jim Jarmusch

Gimme Danger > Jim Jarmusch

Gimme Danger: breve invito al non avere opinioni L’arte è oggettiva. L’oggettività risiede nell’oggettualità del discorso sull’arte: una canzone, un disco, un film, sono degli oggetti. Possiamo spendere delle parole, che siano dei concetti, e che quindi abbiano un valore, che generi un interesse, solo su degli oggetti. La nostra epoca è segnata, tuttavia, da un’idea relativistica del discorso umanistico,

Lione // La Femme au Transbordeur

Lione // La Femme au Transbordeur

Il Transbordeur, rispetto a casa mia, che si trova in una periferia centro del mondo, decolla all’altro capo della città, nei pressi di un parco enorme, londinese, imperiale, ma allo stesso tempo spoglio: ampi margini, stradoni di terra battuta, l’erba d’un verde filtrato d’una tristezza tecnica, quanto di più lontano dall’eroico, un marginale privo di sensualità. Appoggiato a una stradella

Lione // The Cure alla Halle Tony Garnier

Lione // The Cure alla Halle Tony Garnier

Debourg è un quartiere dormitorio. Enormi vialoni, qualche supermercato, col Bordeaux in offerta perenne, qualche fast-food, sempre vuoto, una farmacia, poco altro. Debourg è una sorta di contado dell’ENS di Lyon. I suoi abitanti si muovono con disinteresse, le auto sono sempre di passaggio, i mezzi arrivano e ripartono solo per andare altrove. Non c’è sostanza di Debourg oltre l’ENS.

Festival Lumière 2016, Grand Lyon Film Festival: idee e impressioni

Festival Lumière 2016, Grand Lyon Film Festival: idee e impressioni

Festival Lumière 2016, idee e impressioni II Festival Lumière, svoltosi a Lyon tra l’8 e il 16 ottobre, organizzato dall’Institut Lumière, che si occupa di conservare il patrimonio e il lascito materiale, artistico e culturale dei fratelli Lumière, ha presentato una selezione di film classici, focalizzata su vari temi e retrospettive. Il festival è immenso, le sale che lo ospitano

Behemoth > Zhao Liang

Behemoth > Zhao Liang

Behemoth per immagini Behemoth è un mostro. I mostri non hanno una forma propria, ma conferiscono sostanza alla miseria generata dall’umanità nel suo stendersi nel tempo e nello spazio. Il mostro è un’immagine metafisica che interpreta l’orrore del presente. Behemoth è un mostro biblico presente nel Libro di Giobbe: “Le sue ossa sono tubi di bronzo; le sue membra sbarre

Juste la fin du monde > Xavier Dolan

Juste la fin du monde > Xavier Dolan

Gaspard Ulliel è Louis, uno scrittore che vive in una grande città, presumibilmente Parigi o Montréal, la cosa non è esplicitata, ma possiamo dedurlo dal fatto che il suo modo di parlare compito, depurato, si contrappone fortemente all’accento mostrato, anzi esibito, dagli altri membri della famiglia, specialmente da Vincent Cassel, che per mimica e modo di consumare le battute torna

Scenario immaginario, pezzo su pezzo: La Femme – Mystère

Scenario immaginario, pezzo su pezzo: La Femme – Mystère

  “The Essence of Existence is Buddahood.” Jack Kerouac – Mexico City Blues   -Sphynx -Le vide est ton nouveau prènom -Où va le monde -Septembre Devo compiere lo sforzo di sottrarmi, per quanto questo sia possibile, alla retorica dell’entusiasmo. Il paesaggio sonoro disegnato da Sphynx riporta una scenario immaginario che apre una suite iniziale – che si chiuderà con

Taccuino: Ypsigrock 2016

Taccuino: Ypsigrock 2016

Vetri tirati su per il caldo, attraversi l’autostrada, a guardarsi attorno sembra autunno, invece sono stati gli incendi a colorare di rame i denti di questa lingua d’asfalto che lambisce il mare, di paese in paese, orrendi caseggiati senza storia, poi la centrale elettrica, senza luci, e poi ponti, saliscendi, lamiera, il casello, odore di primissima repubblica. Già dall’uscita autostradale