Tutti gli articoli di Dario Agazzi

La generazione perduta

La generazione perduta

La generazione perduta a cura di Dario Agazzi Non vi pare una superba espressione, “generazione perduta”? Induce a pensare a placidi soggiorni in un confortevole nulla, sdraiati allo spento sole dell’oblio, semi-sprofondati – per meglio dire – nel muffito limbo della dimenticata mediocrità; immersi nell’olezzante afrore di topesche tane cadenti prossime alla polvere, sorseggiando il grog del proprio dispiacere. È

Indagine su sei brani di vita rumorosa dispersi in un’estate afosa – raccolti e scomposti in cinque atti > Ilaria Pezone

Indagine su sei brani di vita rumorosa dispersi in un’estate afosa – raccolti e scomposti in cinque atti > Ilaria Pezone

Sei brani di vita rumorosa, sei personaggi in cerca d’autore: “come si fa a vivere” attraverso il cinema di Ilaria Pezone a cura di Dario Agazzi Ilaria Pezone è regista e mia coetanea. Lo specifico ripensando a quella dichiarazione che elargì a Sette un lustro fa Mario Monti, il quale sostenne che la sua generazione avesse creata a sua volta

“I resti di Bisanzio” di Carlo Michele Schirinzi e la musica elettroacustica di Biagio Putignano: la Puglia austera di un mondo perduto

“I resti di Bisanzio” di Carlo Michele Schirinzi e la musica elettroacustica di Biagio Putignano: la Puglia austera di un mondo perduto

I resti di Bisanzio di Carlo Michele Schirinzi e la musica elettroacustica di Biagio Putignano: la Puglia austera di un mondo perduto a cura di Dario Agazzi   forse in una notte stellata d’estate?, e il mare era azzurro uno scherzo, una facezia ormai perduta: che si sorride, che si conosce il perché la causa, ma il valore i significati

Bergamo Film Meeting 35: un piccolo excursus e una nota sulla musica di Ivan Vandor in “Il passo” di Giulio Questi

Bergamo Film Meeting 35: un piccolo excursus e una nota sulla musica di Ivan Vandor in “Il passo” di Giulio Questi

Bergamo Film Meeting 35: un piccolo excursus e una nota sulla musica di Ivan Vandor in “Il passo” di Giulio Questi a cura di Dario Agazzi   Da bergamasco, posso dire che il Bergamo Film Meeting sia – bon gré mal gré – una sorta d’appuntamento obbligatorio dell’intellighenzia borghese di sinistra (o non: a destra della sinistra o a sinistra

Paolo Castaldi: musica come cinema? / Caro Babbo

Paolo Castaldi: musica come cinema? / Caro Babbo

Paolo Castaldi: musica come cinema? Paolo Castaldi / Sentieri selvaggi: Caro Babbo 7 marzo 2017, Teatro Elfo Puccini, Milano a cura di Dario Agazzi   Ieri sera, 7 marzo 2017, presso la sala Fassbinder del Teatro Elfo Puccini a Milano (acustica tremenda, in verità), è stato eseguito un concerto monografico dedicato al compositore italiano Paolo Castaldi, nato nel 1930 presso

Luigi Pestalozza, un’appendice

Luigi Pestalozza, un’appendice

Sono soltanto i morti che diventano Percettibili / ai vivi / Tadeusz Kantor   23 febbraio 2017: Luigi Pestalozza ha lasciato noi e questa valle di lacrime. Nel mio ultimo articolo, Giacomo Manzoni e la sua musica superflua nel film Malina di Werner Schroeter, pubblicato da Rapporto Confidenziale il 20 febbraio, sono stato particolarmente critico nei suoi confronti. Ciò non

Giacomo Manzoni e la sua musica superflua nel film “Malina” di Werner Schroeter

Giacomo Manzoni e la sua musica superflua nel film “Malina” di Werner Schroeter

Giacomo Manzoni e la sua musica superflua nel film Malina di Werner Schroeter “[…] Voglio spassarmela, io.” “Un appartamento a Mayfair?” “Si capisce.” “Champagne a tutti i pasti?” “Naturale.” “Rolls Royce?” “Anche.” “Ma lascerai qualcosa per soccorrere il proletariato indigente, vero? Darai al popolo quello che ti avanza?” “Non avanzerà niente.” Ero un po’ imbarazzato. Prima d’allora non avevo mai

La musica di Iannis Xenakis in L’Attesa di Francesco Selvi

La musica di Iannis Xenakis in L’Attesa di Francesco Selvi

Non sono frequenti, specialmente oggi in Italia, i casi di registi che adoperino nei loro film musiche dei “padri fondatori” della musica contemporanea: quei “padri” che, nella Darmstadt gloriosa degli anni 50-60 del secolo scorso, ridefinirono molti punti del linguaggio compositivo da noi ereditato: dalla scrittura al modo stesso di concepire l’esecuzione musicale, nonché la sua fruizione pubblica. Poche tracce