Monthly Archives: ottobre 2013

Halloween > John Carpenter

Ci sarà un motivo se, a 35 anni dalla sua uscita nelle sale, a Halloween di John Carpenter viene riconosciuto lo status di archetipo del genere horror/slasher che non ha perso nulla della sua originaria capacità di intrattenere e fare sobbalzare lo spettatore (e se ancora oggi vince alla grande il confronto con il suo remake del 2007 ad opera di

Antonio Costa | Viaggio sulla luna

Antonio Costa Viaggio sulla luna Voyage dans la Lune (Georges Méliés, 1902) Seguito da L’automa di Scorsese e La moka di Kentridge Mimesis edizioni, 2013 Collana: Cinema/Origini pp. 120 Isbn: 9788857516240 Prezzo di copertina: 10,00€ Compra online: 8,50€       Il libro è dedicato all’analisi di uno dei film più famosi della storia del cinema: Voyage dans la Lune

Regeneration > Raoul Walsh

Regeneration Il primo gangster movie della storia del cinema, by Raoul Walsh recensione a cura di Fabrizio Fogliato In coda alla recensione il film, visibile in versione integrale.   «È felice solo quando lavora. Walsh accetterebbe qualsiasi regia pur di trovarsi sul set.» J.P. Coursodon   Owen Conway (John McCann, bambino, Rockliffe Fellowes, adulto) rimane orfano e viene adottato, suo

Bologna // Omaggio ad Augusto Tretti (5 novembre)

«Negli scaffaloni della cinematografia italiana, Augusto Tretti […] è difficile da collocare. Bisogna rinunciarvi. Resterà un fenomeno isolato o, peggio, da isolare». Ennio Flaiano   NOMADICA Centro Autonomo per il Cinema di Ricerca Festival perpetuo per il cinema e le arti presenta IL POTERE AUTARCHICO DEL CINEMA Omaggio itinerante al cinema di Augusto Tretti (1924-2013) in collaborazione con Cineteca Nazionale

La vie d’Adèle > Abdellatif Kechiche

«Non saprei dire quanto mi piacciono i primi piani americani. Netti. Improvvisamente lo schermo mostra un volto e il dramma, in un faccia a faccia, mi dà del tu e cresce con un’intensità inaspettata. Ipnosi. Adesso la Tragedia è anatomica. Il fondale del quinto atto è questo angolo di guancia squarciato di netto da un sorriso. L’attesa di un epilogo

León & Cociña y Atallah | Lucia, Luis y el lobo

Lucia, Luis y el lobo (Lucia, Luis e il lupo) è un dittico realizzato dagli animatori cileni Cristóbal León e Joaquín Cociña (León & Cociña) con la scenografo Niles Atallah, composto da due straordinari cortometraggi: Lucia (2007) e Luis (2008). Sulle pagine di Rapporto Confidenziale abbiamo in questi anni magnificato l’animazione made in Italy dei Villoresi, Massi, Sansone, MammaFotogramma, Agnetti

Intervista a Marianne Pistone, coautrice di “Mouton”

Intervista a Marianne Pistone, coautrice di “Mouton”

Les tragédiens abandonnés Intervista a Marianne Pistone, coautrice (con Gilles Deroo) di “Mouton” a cura di Alessio Galbiati vai alla recensione del film Un film basato su una struttura spiazzante non poteva che produrre, alle domande troppo spesso banali di un’intervista, una risposta sorprendente, che fa a pezzi il campo-controcampo di un dialogo che spesso (ma non sempre, altrimenti su

Corneliu Porumboiu

Corneliu Porumboiu

I premi vengono e vanno, personalmente sono altre le cose di cui mi preoccupo. Intervista a CORNELIU PORUMBOIU   Corneliu Porumboiu (Vaslui, Romania, 14 settembre 1975) è un cineasta rumeno. Dopo essersi trasferito a Bucarest per frequentare la scuola di cinema, realizza tre cortometraggi prima di debuttare nel lungometraggio con A fost sau n-a fost? (A est di Bucarest, 2006),

Bogdan Dumitrache

INTERVISTA a BOGDAN DUMITRACHE Il volto simbolo della new wave cinematografica rumena di Roberto Rippa   Bogdan Dumitrache (Bucarest, 1977) decide di dedicarsi al teatro già ai tempi del liceo. Diplomatosi presso la Universitatea Nationala de Arta Teatrala si Cinematografica “I.L. Caragiale” nel 1999 con Mircea Albulescu, uno tra i più grandi attori teatrali rumeni, debutta nel 2000 nella pièce

Când se lasă seara peste Bucureşti sau metabolism (When Evening Falls on Bucharest or Metabolism) > Corneliu Porumboiu

Regista tra i meno convenzionali nel novero dei contemporanei europei, Corneliu Porumboiu, al suo terzo lungometraggio dopo A fost sau n-a fost? (A est di Bucarest, 2006) e Politist, adjectiv (2009), sorprende ancora una volta. Se nel precedente, il dialogo era ridotto all’osso in un film che parlava proprio del potere della parola, qui il dialogo è fitto e in