Le locataire > Roman Polanski

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Le locataire è l’ultimo episodio di una trilogia non ufficiale diretta da Polanski sul tema della follia e del sovrannaturale che comprende idealmente Repulsion del 1965 e Rosemary’s Baby del 1968.
Polanski vi interpreta il ruolo di Trelkovski, un Polacco di nascita residente in Francia, che si trasferisce ad abitare in un appartamento precedentemente abitato da una ragazza che ha tentato il suicidio e che morirà in ospedale di lì a poco, non prima però che lui abbia potuto farle visita.
Nel corso del film, Trelkovsky si convince di essere vittima di un complotto ordito dagli altri inquilini, che lo forzerebbero ad assumere la personalità della ragazza suicida per spingerlo a ripeterne l’estremo gesto.
A differenza della Rosemary Woodhouse di Rosemary’s Baby, in cui il dubbio ci attanaglia fino all’epilogo della storia, Trelkovski ci appare presto vittima della sua stessa crescente paranoia.
Polanski si dimostra un maestro nell’evocare e mettere in scena l’abilità dell’uomo nel riconoscere la debolezza nei suoi simili e l’impulso a punirla severamente in un gioco di forza fino all’ultimo sangue.
Questa teoria verrebbe dimostrata anche dal fatto che i personaggi del film che si trovano intorno al protagonista sembrano esistere unicamente in funzione del danno che possono arrecargli, cosa che porta facilmente lo spettatore a giudicare Trelkovsky come un egocentrico destinato alla follia.
Ma è un solo, breve, momento di certezza, Polanski non tarda a gettare il dubbio su di noi mentre ci accompagna in corridoi tortuosi di una casa che sembra quasi avere la sua parte di responsabilità nella vicenda. Gli spazi, infatti, nel film sono protagonisti non meno dei personaggi in carne ed ossa: i citati corridoi tortuosi, muri in cui fare ritrovamenti malaugurati, geroglifici fanno dello stabile una sorta di formicaio, universo aggregante sì dal punto di vista fisico ma disgregante da quello psicologico.
In questi spazi, Trelkovsky si muove come il Gregor de “Le metamorfosi” di Kafka.
Simboli esoterici e mistici sono disseminati sapientemente in tutto il film senza però prendere mai uno spazio di primo piano, come Polanski volesse farli entrare in noi in modo subliminale.
Ispirato a, più che tratto da, un romanzo dell’illustratore Roland Topor dal titolo “Le locataire chimérique”, Le locataire è un film la cui influenza kafkiana è più che evidente.
Quando ci ritroviamo ormai inesorabilmente agganciati alla storia e ci muoviamo avanti e indietro tra lui e gli altri personaggi, scopriamo, a poco a poco, che dietro l’ambiguo comportamento degli inquilini si potrebbe davvero celare il mistero della morte della ragazza, di cui Trelkovski ripercorre, psicologicamente e fisicamente, tutte le tappe fino al tragico epilogo.

Roberto Rippa

Le locataire
(titolo italiano: L’inquilino del terzo piano, Francia, 1976)
Regia: Roman Polanski
Soggetto: Roland Topor (dal suo romanzo Le locataire chimérique)
Sceneggiatura: Gérard Brach, Roman Polanski
Musiche originali: Philippe Sarde
Fotografia: Sven Nykvist
Montaggio: Françoise Bonnot
Interpreti principali: Roman Polanski, Isabelle Adjani, Melvyn Douglas, Jo Van Fleet, Bernard Fresson, Shelley Winters, Lila Kedrova, Josiane Balasko, Michel Blanc.
125′

DVD

Etichetta: Paramount
Origine: USA
Regione: 1
Formato video: Widescreen (16:9)
Formato audio: DD
Lingue: francese Dolby Digital 2.0 Mono, inglese Dolby Digital 2.0 Mono
Sottotitoli: inglese
Extra: trailer

The Tenant

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