Crossing the Bridge – The Sound of Istanbul > Fatih Akin

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Il regista tedesco di nascita ma di origine turca Fatih Akin, già vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino nel 2004 grazie a Gegen die Wand (La sposa turca), parte alla volta di Istanbul in compagnia di Alexander Hacke, bassista degli Einstürzend Neubaten e già produttore della colonna sonora del film citato.
Per Hacke è un ritorno, dopo la visita alla ricerca di ispirazione per la colonna sonora del precedente film di Akin, e la sua intenzione è questa volta quella di catturare quanto più possibile i suoni della città. È l’inizio di un lungo viaggio attraverso tradizione e modernità, tra musicisti di diverse generazioni, tra diversi generi di musica che Istanbul, con la sua complessa storia, con i suoi contrasti e con la sua ricca cultura riesce a produrre. Akin e Hacke ci accompagnano a conoscere musicisti di ogni genere e ognuno di loro tenta di spiegare cosa sia Istanbul: ponte tra Oriente e Occidente o nessuna di queste due cose giacché questa separazione serve solo a creare un nuovo nemico ora che la Guerra fredda è solo un ricordo?
Tra cantanti tradizionali, strepitosi musicisti di strada, esponenti della nuova scena rock e rapper (il bravissimo Ceza, che spiega come i suoi testi trattino di politica più di quelli dei suoi omologhi statunitensi, impegnati a raccontare piuttosto di vita di strada) e la cantante curda Aynur, (la musica e la lingua curda sono state bandite per un decennio fino agli inizi degli anni ‘90), si arriva al finale in cui Hacke racconta di avere la sensazione di essere riuscito a grattare solo la superficie di una scena molto più ricca. È certamente vero ma è altrettanto sicuro che ciò che ci rimane della visione del film ci accompagnerà a lungo, grazie anche al fatto che regista e musicista scelgono di non limitarsi a mostrare una estrema varietà e complessità musicale ma approfittano dell’occasione per gettare uno sguardo, attraverso questa, su una città dalla cultura ricca e complessa come poche altre.
Akin filma luoghi e responsabili dei suoi suoni in modo tale che ci si dimentica presto di essere davanti a uno schermo e pare quasi di trovarsi, totalmente stregati, nella città.

Roberto Rippa

Crossing the Bridge – The Sound of Istanbul
(Turchia/Germania, 2005)
Regia: Fatih Akin
Fotografia: Hervé Dieu
Montaggio: Andrew Bird
Con la partecipazione di: Alexander Hacke, Baba Zula, Orient Expressions, Duman, Replikas, Erkin Koray, Ceza, Istanbul Style Breakers, MercanDede, Selim Sesler, Brenna MacGrimmon, Siyasiyabend, Orhan Gencebay, Müzeyyen Senar, Sezen Aksu, Sertab Erener
90’

Colonna sonora

“Music” – Sertab Erener (5:18)
“Tavus Havası” – Baba Zula (5:27)
“İstanbul 1:26 A.M.” – Orient Expressions (6:36)
“İstanbul” – Duman (1:40)
“Şahar Dağı” – Replikas (7:08)
“Holocaust” – Ceza (3:28)
“AB-I Hayat” – Mercan Dede (3:47)
“Kürdili Hicazkar Longa” – Selim Sesler (4:58)
“Wedding Song” – The Wedding Sound System (2:04)
“Penceresi Yola Karşı” – Selim Sesler & Brenna MacCrimmon (2:54)
“Hayyam” – Siya Siyabend (2:49)
“Böyle Olur Mu” – Nur Ceylan (1:34)
“Ehmedo” – Aynur Doğan (5:26)
“Hatasız Kul Olmaz” – Orhan Gencebay (5:24)
“Haydar Haydar” – Müzeyyen Senar (1:19)
“İstanbul Hatırası” – Sezen Aksu (4:38)
“Cecom” – Baba Zula (4:35)
“Music (Radyo Versyonu)” – Sertab Erener (3:47)

Fatih Akin

Fatih Akin nasce ad Amburgo nel 1973 da genitori turchi. Dopo avere effettuato gli studi in comunicazione visiva all’Accademia di Belle Arti di Amburgo dal 1994 al 2000, realizza due cortometraggi: “Sensin – Du bist es!” (1995), con il quale riceve il premio del pubblico all’Internationale Kurzfilm Festival Hamburg, e “Getuerk” (1996). Con il suo primo lungometraggio, “Kurz und schmerzlos” (1997), ottiene il Pardo di bronzo al Festival di Locarno e il premio come miglior esordiente al Bayerische Filmpreis di Monaco. Seguono “Im July” (2000), “Wir haben vergessen zurückzukehren” (2001), “Solino” (2002), “Gegen die Wand” (“La sposa turca”, 2004), Orso d’oro al Festival di Berlino e film che lo renderà noto in tutto il mondo.

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