Una de dos > Alejo Taube

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Un giovane chiamato «il biondo», che traffica in denaro falso, torna al suo paese da Buenos Aires proprio nei giorni più caldi della grande crisi del 2001.
L’economia del Paese è allo sbando, con i «padroni» che abbandonano le fabbriche, i risparmi di una vita bloccati nelle banche e i commercianti che non possono più fare credito ai loro clienti. Mentre seguiamo le vicende della piccola comunità, sullo sfondo ci sono le immagini della televisione che mostrano le rivolte, i saccheggi e i violenti scontri con la polizia.

La piccola comunità che vediamo nel film è una sorta di metonimia di ciò che accade nel Paese intero. L’improvvisa crisi economica lascia il popolo senza denaro, senza mezzi di sostentamento, senza cibo e, soprattutto, senza alcuna speranza.
Alejo Taube ci racconta de «il biondo», trafficante in denaro falso che si trova emarginato dalle persone per cui lavora perché probabilmente tenuto sotto controllo dalla polizia. Torna al suo paese dove si fa notare per essere l’unico ad avere soldi, visto che paga da bere agli amici e aiuta la madre nelle spese.
Gli uomini si stringono l’uno all’altro come per esorcizzare la paura, e raccontano di sé, della perdita della speranza, dell’incertezza che li attanaglia mentre sullo schermo irrompono di tanto in tanto le immagini della televisione, che mostra le proteste, gli scontri, i saccheggi messi in atto per il più nobile dei motivi: la fame.
«Il biondo» viene trovato dalla polizia e arrestato ma riesce a scappare grazie a uno scontro a fuoco tra quest’ultima e i suoi complici. Lo vediamo raggiungere
una strada dove riesce a farsi dare un passaggio da un camionista in un finale che sa di speranza.
Il film, che offre una visione originale dal punto di vista narrativo e in cui l’utilizzo del video è di estrema efficacia cinematografica, racconta dello scorrere dei giorni per un gruppo di persone che sopravvive tentando di non soccombere definitivamente alla
mancanza di prospettive. È un racconto di grandissima forza in cui denuncia sociale e introspezione psicologica si fondono mirabilmente, senza che mai l’uno prevalga sull’altro.

Alejo Taube è nato nel 1972 a Buenos Aires. Una de dos è il suo primo film.

Roberto Rippa

Una de dos
(Argentina, 2004)
Regia, soggetto e sceneggiatura: Alejo Taube
Fotografia: Segundo Cerratto
Montaggio: Alejandro Carrillo Penovi e Alejo Taube
Interpreti principali: Adrián Airala, Jimena Anganuzzi, Pablo De Nito, Jorge Sesán, Ariel Staltari
88′

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