Les amours d’Astrée et de Celadon > Eric Rohmer

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Trama

Gallia, V secolo d.C., il pastore Céladon ama la pastorella Astrée, che però vuole mantenere segreto il loro rapporto a causa di una faida tra le rispettive famiglie. In seguito a un equivoco, Astrée pensa che Céladon l’abbia tradita e lo affronta con durezza. Lui, disperato, si getta in fiume. Mentre tutti pensano che il suo corpo sia stato trascinato dalla corrente, lui è stato salvato da un gruppo di ninfe che lo tengono nascosto. Il suo proposito di non farsi mai più vedere dalla sua amata, però, è troppo difficile da mantenere e quindi si ripresenta a lei sotto mentite spoglie.

Commento

A quanto pare, per vedere un’opera inattesa e vibrante è bene affidarsi a un regista ottantasettenne, attivo sin dal 1950 e iniziatore (insieme a François Truffaut, Jean-Luc Godard e Claude Chabrol) della Nouvelle vague. Tratto da L’Astrée, romanzo del XVII secolo scritto da Honoré d’Urfé (1), il film di Rohmer si posa su un soggetto molto classico, almeno nell’ambientazione, per trasformarlo in un’opera senza tempo, dall’impianto quasi fantascientifico all’inverso per come i personaggi appaiono distanti e sospesi nel tempo, in cui il regista non arretra di fronte ai toni della tragedia ma sembra talvolta anche divertirsi a giocare con il rischio del ridicolo. Rohmer basa molto del suo film, come suo costume, sul dialogo e qui sembra voler trascinare lo spettatore nella sua storia anche attraverso il linguaggio dei suoi personaggi, sospeso anch’esso come i luoghi e il tempo.
Les amours d’Astrée et de Céladon, che propone echi delle opere passate di Rohmer, è l’inequivocabile dimostrazione di quanto il regista non abbia perso nulla della sua voglia di stupire e appassionare utilizzando anche come spunto, come qui, un’opera che non potrebbe essere più classica per trasformarla in un racconto privo di tempo e quindi spesso anche molto moderno.

Roberto Rippa

(1) L’Astrée è un’opera composta da più di 5000 pagine divisa in cinque parti e dodici libri. Le prime tre parti furono pubblicate nel 1607, 1610, e 1619. Alla morte di d’Urfé, avvenuta nel 1625, il suo segretario Balthazar Baro portò a compimento la quarta parte cui diede un seguito tra il 1632 e il 1633.

Les amours d’Astrée et de Céladon (Francia, 2007)
Regia e sceneggiatura: Eric Rohmer
Soggetto: Honoré d’Urfé (da L’Astrée)
Musiche: Jean-Louis Valéro
Fotografia: Diane Baratier
Montaggio: Mary Stephen
Interpreti principali: Andy Gillet, Stéphanie de Crayencour, Cécile Cassel, Véronique Reymond, Jocelyn Quivrin, Mathilde Mosnier, Rodolphe Pauly, Serge Renko, Arthur Dupont
109′

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