Sleuth > Kenneth Branagh

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Trama

Nella sua lussuosa tenuta in campagna, Andrew Wyke, famoso scrittore di gialli, si confronta con il giovane amante di sua moglie, venuto a comunicargli che lei si appresta a lasciarlo. Lo scrittore però ha in mente un piano.

Commento (attenzione, il testo che segue contiene elementi rivelatori della trama e del finale del film)

Kenneth Branagh è da sempre specializzato nel portare sullo schermo opere teatrali e qui non si smentisce scegliendo di basarsi su un testo scritto da Anthony Schaffer, riadattato per lo schermo da Harold Pinter, per raccontare una trama ordita da un egocentrico scrittore di gialli che si vede confrontato dalla perdita della moglie, decisa a lasciarlo per un giovane parrucchiere aspirante attore.
Lo scrittore Andrew Wyke ha in mente un piano per sbarazzarsi del giovane e non esiterà a metterlo in atto, rimanendone alla fine vittima.
Diviso in tre atti, Sleuth mette in scena nel primo la trama orchestrata da Wyke con il giovane come vittima, nel secondo la rappresaglia della vittima e nel terzo un epilogo che vorrebbe essere sorprendente e che invece non lo è affatto.
Interamente ambientato nell’antica dimora (esternamente ma estremamente tecnologica al suo interno) dello scrittore, Sleuth non tradisce mai la sua origine teatrale e si basa quindi molto sulle interpretazioni: ottima quella di Michael Caine, che offre al suo ruolo la giusta ambiguità, debole quella del suo antagonista Jude Law. Ma è proprio la storia a non funzionare sempre: se la prima parte vede giganteggiare Caine mentre circuisce il giovane facendo capo al suo carisma e alla sua autorevolezza, il secondo, con il giovane che si prende la rivincita, diventa già molto più debole anche perché nessuno riesce a non notare che sotto le spoglie dell’ispettore di Scotland Yard si nasconde in realtà ancora Jude Law. Il terzo atto, quello conclusivo, è ancora più debole e quelle che fino ad allora erano interpretazioni di pregio diventano esercizi di gigioneria a causa di un epilogo poco convincente che non aiuta gli attori.
Rifacimento dell’omonimo film (in italiano Gli insospettabili) diretto da di Joseph L. Mankiewicz nel 1972, in cui era Michael Caine a confrontarsi nel ruolo del giovane con Laurence Olivier, Sleuth parte bene creando una tensione che però inizia a smontarsi sin dalla seconda parte. Peccato mortale per un thriller.

Roberto Rippa

Sleuth (USA, 2007)
Regia: Kenneth Branagh
Soggetto: Anthony Shaffer (dalla sua pièce teatrale)
Sceneggiatura: Harold Pinter
Musiche: Patrick Doyle
Fotografia: Haris Zambarloukos
Montaggio: Neil Farrell
Interpreti: Michael Caine, Jude Law
86′

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