Alberto Moravia | Cinema italiano

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Cinema italiano

Recensioni e interventi 1933-1990


di Alberto Moravia

a cura di Alberto Pezzotta e Anna Gilardelli

 

Bompiani Editore, collana Overlook, 2010

pagine: 1632

Prezzo di copertina: 34 €

Isbn: 452654570

 

Oltre mezzo secolo di cinema italiano percorso attraverso gli articoli di Alberto Moravia: dagli scritti giovanili agli esordi come critico cinematografico nel 1944-1945, fino alle celebri recensioni per “L’Europeo” e “L’Espresso”.
A vent’anni dalla morte dell’autore di "Gli indifferenti" vengono raccolti, per la prima volta in modo ragionato e completo, tutti gli scritti da lui dedicati al nostro cinema: analisi di film, ma anche interviste, interventi polemici, riflessioni sul lavoro dello sceneggiatore.
Da "Ossessione" di Luchino Visconti a "La voce della luna" di Federico Fellini, Moravia segue passo a passo la carriera dei più grandi registi (tra gli altri Antonioni, Germi, Rosi, Pasolini,
Ferreri, Bellocchio, Bertolucci, Bene, Moretti…). Uguale interesse presentano le sue incursioni nel cinema popolare e di genere.
Quella del critico, per Moravia, è stata una seconda professione, con una continuità straordinaria durata tutta la vita. Recensore ostentatamente non specialista, spicca tra i suoi colleghi per la competenza e l’ampiezza delle questioni considerate: il confronto tra cinema e letteratura; l’attenzione ai dibattiti culturali; l’apertura a una dimensione sociale e politica. A partire da un punto di vista letterario – il cinema come strumento per raccontare storie – Moravia valorizza le specificità del grande schermo, trasformandolo in un osservatorio privilegiato per riflettere sui mutamenti della società. Il risultato è una vera e propria storia del cinema italiano, come non è mai stata raccontata.
Alberto Moravia non è affatto indifferente al futuro del cinematografico di «Libera Stampa» si arrabbia tutte le volte che vede milioni e chilometri di celluloide sprecati per raccontare melense e scipite favolette che non possono interessare nessuno. Si arrabbia quando s’accorge che produttori, scrittori, registi pigliano sottogamba il pubblico e lo considerano composto di sciocchi e di ingenui. Alberto Moravia è il più severo critico e il migliore amico del cinema contemporaneo. Il suo ideale sarebbe andare al cinematografo armato di cesoie (metaforiche) per portare a tagliare dall’albero del cinema di due emisferi i rami inutili, i rami morti, i rami infruttiferi e dannosi.
La sue sapienti critiche appaiono puntualmente su LIBERA STAMPA, il giornale della mattina meglio informato d’Italia, il giornale più sereno.

Fonte: http://bompiani.rcslibri.corriere.it/

 

 

 

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