Four Lions > Chris Morris

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Il presente articolo è stato pubblicato in Rapporto Confidenziale, numero 30 (dic/gen 2010)

 

Omar vive in una cittadina inglese ed è deciso a diventare un combattente jihadista. Llo seguono Waj, l’amico un po’ tonto, lo stralunato Faisal e Barry, bianco convertito. Quando Omar e Waj partono per un campo di addestramento in Pakistan, Barry, il più fanatico del gruppo, è costretto a restare in patria. Recluta allora un nuovo adepto: il rapper Hassan. Quando i due tornano, nonostante la violenta contesa per la leadership tra Omar e Barry e i forti dissidi interni, il gruppo riesce infine a progettare un attentato suicida da attuarsi durante la maratona di Londra. L’esito dell’operazione sarà però diverso dal previsto.

«Ho parlato con esperti di terrorismo, polizia, servizi segreti e centinaia di musulmani. Anche coloro che sono stati formati e che hanno combattuto la jihad ne mettono in luce l’aspetto tragicamente farsesco. Cinque jihadisti progettavano di speronare una nave da guerra della marina americana con una lancia carica di bombe. Mettono la barca in acqua, la caricano di esplosivo, salgono a bordo, affondano. Il terrorismo è ideologia, ma anche idiozia». Questo l’assunto di partenza dal quale Chris Morris con Jesse Armstrong, Sam Bain, Simon Blackwell ha scritto una brillante sceneggiatura per il suo esordio cinematografico. Un’opera tagliente e pungente, capace di riflessioni oltre ogni tabù sull’essenza della fascinazione di molti giovani di fede islamica per il terrorismo fondamentalista ma che, ancora prima d’ogni considerazione, è un film decisamente esilarante.

Omar, Waj, Faisal e Barry (Nigel Lindsay, l’attore che lo interpreta, fa morire dal ridere ogni volta che apre bocca, col suo inglese perfetto da british convertito alla Jihad) vivono a Sheffield, nella contea di South Yorkshire, ed odiano il capitalismo e l’imperialismo americano e britannico. Vogliono la guerra santa e costituiscono fra loro una cellula pronta a tutto pur di punire gli infedeli, ma si dovranno in continuazione scontrare con la loro stupidità ed incapacità a fare alcunché. Per essere meglio pronti alla battaglia, Omar e Waj decidono di andare in Pakistan ad addestrarsi in un campo di Al Quieda, mentre i due rimasti in Gran Bretagna affiliano un nuovo leone, uno stralunato e scarsissimo rapper. Ricomposto il gruppo decideranno di mettere in atto un attentato sanguinario in occasione della maratona cittadina, che per un assurdo motivo capiranno che si svolgerà con gli atleti travisti da pupazzoni. Imbottiti di tritolo i cinque porteranno a termine nella maniera più ridicola il proprio piano terroristico in uno dei finali più drammaticamente esilaranti visti al cinema negli ultimi anni.

Sono molte le scene memorabili di questa straripante farsa: quando ad esempio tutti insieme appassionatamente cantano la super-hit “Dancing In The Moonlight” dei Toploader, oppure quando il povero Faisal, durante una improbabile esercitazione in un campo pieno di pecore, salterà in aria per l’approssimazione nella costruzione dell’esplosivo senza nemmeno uccidere una pecora «infedele».

Il progetto fu proposto e rifiutato dalla BBC e da Channel 4, assolutamente non interessati a produrre un film su di un argomento del genere, ma ha incontrato l’interessamento della Warp Film, divisione cinematografica della celebre etichetta UK specializzata in elettronica (ma non solo) in costante e dirompente ascesa in tutti i migliori festival internazionali con titoli quali: “This is England” e “This is England ‘86” di Shane Meadows (si veda RC29, pag. 47) ed il bel documentario “All Tomorrow’s Parties”.

A nove anni dall’11 settembre il cinema è riuscito a trovare la strada dello sberleffo alla guerra di civiltà, a ridicolizzare ciò che tale appare pur in tutta la sua drammaticità.

Presentato in anteprima nel febbraio 2010 al Sundance, il film è stato incluso da Richard Corliss del Time fra i migliori dieci film dell’anno.

Alessio Galbiati

 

 

FOUR LIONS
regia: Chris Morris; sceneggiatura: Chris Morris, Jesse Armstrong, Sam Bain, Simon Blackwell; fotografia: Lol Crawley; montaggio: Billy Sneddon; scenografia: Dick Lunn; costumi: Charlotte Walter; suono: Malcolm Hirst; interpreti: Riz Ahmed (Omar), Nigel Lindsay (Barry), Kayvan Novak (Waj), Adeel Akhtar (Faisal), Arsher Ali (Hassan), Craig Parkinson (Matt), Preeya Kalidas (Sofia), Julia Davis (Alice), Benedict Cumberbatch (il negoziatore/Peacemaker), Wasim Zakir (Ahmed), Mohammad Aqil (Mahmood); produttori: Mark Herbert, Derrin Schlesinger; produzione: Warp Films, Film4 in associazione con: Wild Bunch, Optimum Releasing; lingua: inglese; paese: UK; anno: 2010; durata: 100′

 

Chris Morris (Bristol, 1965) è da oltre vent’anni conduttore, autore e produttore per la televisione e la radio inglesi. L’esordio televisivo è avvenuto alla BBC come autore, produttore e presentatore della trasmissione satirica “The Day Today” (1994); nel 1997 ha realizzato per Channel 4 un’altra trasmissione parodica di grande successo, “Brass Eye”. Ha anche diretto alcuni episodi di serie comiche da lui create, quali “Jam” (2000) e “Nathan Barley” (2005). “Four Lions” è il suo esordio come regista cinematografico.

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