I Love You Phillip Morris > Glenn Ficarra, John Requa

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Steven Russell conduce un’esistenza normale: suonatore d’organo in chiesa, membro della polizia e, apparentemente, felicemente sposato. Questo fino a quando un incidente d’auto lo porta a realizzare di essere gay e di volere vivere la sua vita fino in fondo.
Per sostenere il costoso stile che ha scelto per la sua nuova vita, Steven si trasforma in un truffatore professionista e finisce in carcere. Lì incontra l’amore della sua vita nella persona del giovane Phillip Morris.

Phillip Morris: “Golf?
Steven Russell: “What?
PM: “You’re a homosexual!”
SR: “It’s for work
PM: “They can’t fire you because you’re gay
SR: “I know that
PM: “I’m trying to be understanding here, honey, but golf? Why don’t you just eat pussy?

Steven Russell esiste davvero (sta scontando in Texas una pena detentiva di 144 anni, un’esagerazione visti i reati per cui è stato condannato). La precisazione, che appare a inizio film, è preziosa e converrà ricordarsene ogni volta che la storia prenderà una china poco credibile, cosa che accade spesso, o il personaggio ricorderà il Frank Abagnale Jr. interpretato da Leonardo DiCaprio in “Catch Me If You Can” (“Prova a prendermi”, 2002, Steven Spielberg).
Già, perché Steven Russell è un personaggio pieno di risorse, tutte usate male ma sempre per scopi benevolenti. Sposato con la religiosissima Debbie, impiegato nella polizia e membro attivo della locale chiesa, Steven sembra un uomo soddisfatto, anche se il suo passato di bambino adottato – rifiutato anche da adulto da sua madre naturale – sembra avere un peso non indifferente sul suo presente.
Sarà un incidente d’auto a cambiargli per sempre l’esistenza: È infatti in quella occasione che ammette di essere gay e decide di voler prendere in mano la sua vita per viverla fino in fondo. Il problema è che il suo stile di vita è fondamentalmente ispirato allo stereotipo e economicamente proibitivo. Da qui, la scoperta di un autentico talento, quello per la truffa.
La seconda svolta per Steven avviene in carcere, dove finisce per le truffe commesse. È qui che incontra l’ingenuo Phillip Morris, in cella per un furto d’auto, e se ne innamora ricambiato.
Scontata la pena, Steven farà di tutto per vivere il suo rapporto con Phillip, comprese una nuova escalation nella truffa e una serie di evasioni alquanto creative che non solo gli costeranno il carcere a vita ma rischieranno anche di inimicargli il bene amato.

John Requa e Glenn Ficarra, per il loro debutto alla regia, si basano sulla biografia di Steven Russell scritta da Steve McVicker (“I Love You Phillip Morris: A True Story of Life, Love, and Prison Breaks”) in cui le vicissitudini del famoso truffatore vengono snocciolate con dovizia di dettagli. Sceneggiato da loro stessi (già autori della sceneggiatura di “Bad Santa” che prometteva molto più di quanto riuscisse a mantenere), “I Love You Phillip Morris” nel suo continuo altalenare tra dramma, storia sentimentale e commedia, sembra talvolta perdere colpi. Paradossalmente, è proprio la parte più complessa – quella della commedia – a funzionare meglio grazie a una serie di battute fulminanti e a un personaggio cui è praticamente impossibile non volere bene.
La scelta del protagonista Jim Carrey – in una delle sue interpretazioni a parer mio migliori (unitamente a quelle di “The Truman Show” di Weir, “Man in the Moon” di Forman e “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” di Gondry) – rappresenta una scelta felice per la sua capacità di trasformarsi in maschera come il personaggio spesso richiede. Di tutto altro
genere l’interpretazione di Ewan McGregor (sempre più bravo, e già non era partito male), tutta rossori e timidezze.

Nel complesso, “I Love You Phillip Morris” è un film curioso: non completamente riuscito ma pur sempre molto godibile e spiritoso, quando non esilarante, sfugge alla classificazione nel suo alternare i generi e gli umori.
Che sia per questo che negli Stati Uniti è stato un insuccesso (13 milioni di dollari di costo per un incasso di poco più di 2 milioni all’aprile di quest’anno) a causa anche di una distribuzione limitata, dimostrazione di un’errata scarsa convinzione sul risultato da parte della produzione?
Da vedere.

I Love You Phillip Morris
(“Colpo di fulmine: il mago della truffa”, Francia-USA, 2009)
Regia, sceneggiatura: Glenn Ficarra, John Requa
Soggetto: Steve McVicker (dal suo libro (“I Love You Phillip Morris: A True Story of Life, Love, and Prison Breaks”)
Musiche: NickUrata
Fotografia: Xavier Pérez Grobet
Montaggio: ThomasJ. Nordberg
Interpreti principali: Jim Carrey, Ewan McGregor, Leslie Mann, Rodrigo Santoro, Antoni Corone, Brennan Brown
98′

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