Roma: Detour spazio Doc presenta ZaLab

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Come un uomo sulla Terra, Andrea Segre, 2009

Cineclub Detour dedica una rassegna a ZaLab, un’associazione culturale con sede a Roma e a Barcellona che realizza laboratori di video partecipativo in contesti di marginalità geografica e sociale, e produce film documentari. ZaLab è un collettivo di cinque filmmaker e operatori sociali: Alberto Bougleaux, Stefano Collizzolli, Maddalena Grechi, Andrea Segre e Sara Zavarise.
ZaLab ha realizzato laboratori di video partecipativo a Kerchaou (Tunisia), El Jem (Tunisia), Biddu (Palestina), Stromboli (Italia), Roma (Italia), Bologna (Italia) e Barcellona (Spagna).
Ha prodotto film documentari come “Canzone per Amine” (Spagna-Francia 2009) e “Come un Uomo sulla Terra” (Italia 2008).

Martedì 19 aprile

21.00 IL SANGUE VERDE di Andrea Segre (Italia 2010, 57′)

Rosarno, Calabria, gennaio 2010. Gli immigrati africani scendono in strada per manifestare contro chi, dopo averli sfruttati, li minaccia o addirittura li uccide. Hanno paura. Qualcuno non ha il coraggio nemmeno di manifestare: solo il rumore dei petardi gli riporta alla mente la guerra da cui è fuggito, figuriamoci gli spari veri. Ma il governo italiano dice il contrario, afferma pubblicamente che sono loro a far paura e li costringe alla diaspora. Andrea Segre, da sempre sensibile all’appello dei migranti, forse anche per le origini padovane, va a cercarli per restituire loro la parola. Ecco allora i racconti di chi, arrivato in Italia convinto che fosse il paradiso si è ritrovato all’inferno, a dormire per terra, a rischio di congelamento, dopo aver lavorato 10 o 14 ore a raccogliere arance per un euro a cassetta. Le persone che il documentario sceglie di seguire, lungi dall’essere marziani dal sangue di diverso colore, sono uomini istruiti, passati dalla padella alla brace, schiavi che sanno di esserlo, ridotti così dalla crisi dei più ricchi, che non sono nemmeno liberi di tornare a casa, perché non possono certo farlo a mani vuote. Il messaggio è immediato: sembra roba d’altri tempi e di un altro mondo, invece è “cosa nostra” (la ‘Ndrangheta impera), qui e ora. Cinema dell’urgenza ma non per questo della fretta, il lavoro di Segre bada alle immagini quanto alle parole, privilegiando, anche per le prime, la loro natura di documenti, di dimostrazioni, di prova sul banco degli imputati e se un processo non c’è invece ci dovrebbe essere, che il cinema serva anche a questo. Trenta caporali di Rosarno sono stati arrestati, che sia solo l’inizio. (da mymovies)

22.15 MAGARI LE COSE CAMBIANO un film di Andrea Segre, con la fotografia di Luca Bigazzi.

Neda è una signora romana di 50 anni. Una “romana de Roma”. Nel senso che è cresciuta negli anni ’60 nel cuore della capitale, a due passi dal Colosseo. Oggi però Neda non vive più nel suo rione. Sta a Ponte di Nona. Nel cuore delle “nuove centralità” alla periferia di Roma. 6 Km oltre il Grande Raccordo Anulare, lungo la Prenestina, oltre 20 km dal Colosseo. Sara, 18 anni, a Ponte di Nona invece ci è cresciuta. Figlia di una pugliese e di un egiziano, è una delle pochissime ragazze di Ponte di Nona che ha avuto la possibilità di studiare al liceo. Dal cuore della borgata periferica, Sara e Neda ci conducono in una sorta di inchiesta spontanea sulle dinamiche di interesse e di potere che segnano le vite quotidiane di migliaia di cittadini come loro: quartieri costruiti senza servizi, senza collegamenti viari, senza luoghi di socialità, senza nessuna manutenzione. Un racconto per non tacere il disagio e la rabbia, che prova a seguire in silenzio le vite, i pensieri, le scoperte di persone meravigliose in difficili terre di periferia, ritratte nelle geometrie vive di un grande fotografo come Luca Bigazzi. “Magari le cose cambiano” è un film sulla dignità di uomini e soprattutto donne che hanno ancora il coraggio di non accettare ingiustizie sociali e guerre tra poveri. Un film lanciato da due nuove realtà produttive libere e indipendenti come ZaLab e Officine, per sfidare l’immobile mercato cinematografico italiano.

Mercoledì 20 arile

21.00 COME UN UOMO SULLA TERRA di Andrea Segre, Dagmawi Ymer, Riccardo Biadene. (Italia 2009, 60′)

Dag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi.

22.15 A SUD DI LAMPEDUSA (Italia 2006, 31′) un film di Andrea Segre.

I camion che attraversano il deserto del Teneré; le agenzie di viaggio che da Agadez, nel nord del Niger, organizzano i passaggi; ma soprattutto i rimpatri coatti effettuati dalla Libia sotto le pressioni europee. Questo film racconta la faccia nascosta di un’emigrazione di cui noi spesso vediamo solo l’ultima tappa, lo sbarco nell’isola di Lampedusa. Chi sono questi candidati all’emigrazione? Da dove vengono? E soprattutto, perché emigrano? Girato nel deserto del Sahara nel maggio del 2006, “A Sud di Lampedusa” racconta il vissuto di questi africani in fuga dai loro paesi, per scelta, per disperazione o semplicemente per voglia di avventura -E’ difficile viaggiare con questi camion? – Per noi non è tanto difficile, perchè in qualche modo ci siamo abituati. Ma per qualcuno che lo fa per la prima volta, può essere molto difficile. Un camion serve a trasportare merci, non esseri umani… Cittadino nigerino in viaggio attraverso il deserto.

Giovedì 21 aprile

21.00 MAGARI LE COSE CAMBIANO un film di Andrea Segre, con la fotografia di Luca Bigazzi.

22.15 CANZONE PER AMINE (Spagna, Francia, Italia 2009, 53′) di Alberto Bougleux, da un progetto di Sophie Lorant e Kouider Zerrouk.

Ogni mercoledì, in piazza Addis Abeba ad Algeri, le madri e i parenti dei cittadini algerini scomparsi in carcere negli ultimi 15 anni si riuniscono in protesta davanti alla Commissione Nazionale per la Promozione e la Protezione dei Diritti Umani. Sono ufficialmente 6.146 gli algerini rapiti dall’esercito e dalla polizia durante gli anni della “guerra al terrorismo (1991-…). Sono uomini, donne, anziani e ragazzi, molti di loro accusati ingiustamente di sostenere il terrorismo islamico durante la guerra civile che durante gli anni ’90 dilania il paese, con un bilancio di oltre 200.000 morti. Gli scomparsi sono le vittime del terrorismo di Stato, della tortura e delle esecuzioni extragiudiziarie, con cui i poteri algerini rispondono all’insurrezione dei movimenti islamici armati. Le sparizioni vengono oggi definite “danni collaterali”, per i quali lo Stato si dichiara “responsabile, ma non colpevole”. La Carta per la Pace e la Riconciliazione Nazionale, voluta dal presidente Abdelaziz Bouteflika e sancita con un referendum nel 2005, prevede un indennizzo per le famiglie, che viene di fatto concesso in cambio della rinuncia alla verità sulla sorte degli scomparsi. Canzone per Amine racconta la tragedia delle sparizioni forzate in Algeria attraverso la vita di Nassera Dutour, madre algerina che dopo la sparizione di suo figlio Amine nel 1997, ha dedicato la sua vita alla creazione del movimento delle famiglie degli scomparsi e alla lotta per la memoria, la verità e la giustizia.

Venerdì 22 aprile

21.00 CANZONE PER AMINE (Spagna, Francia, Italia 2009, 53′) di Alberto Bougleux, da un progetto di Sophie Lorant e Kouider Zerrouk.

22.15 IL SANGUE VERDE di Andrea Segre (Italia 2010, 57′)

A sud di Lampedusa, Andrea Segre, 2006

Detour ass. cult. – Via Urbana 107 Roma – tel. +39064747874 (h21-23) – cinedetour@tiscali.it

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