Roma // POLAR, 7 prove d’autore tra poliziesco e noir

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“Le samouraï”, Jean-Pierre Melville

POLAR! Cinegenere francese tra poliziesco e noir in 7 prove d’autore

25 – 29 maggio 2011, ore 21.00
CINECLUB ALPHAVILLE, via del Pigneto 283, Roma

Aria polar(e) questa settimana ad Alphaville Cineclub, dove dal 25 al 29 maggio alle 21.00 in Via del Pigneto 283 è prevista ‘Polar!’, rassegna dedicata a questo particolare genere cinematografico da gustare attraverso una selezione di autori francesi che lo hanno reso davvero appassionante.
Il polar (poliziesco + noir), genere in primis letterario di lunga e gloriosa tradizione poco conosciuto in Italia ma popolarissimo in Francia, è innanzitutto una sensibilità! Partendo da questo presupposto, certo fragile sotto il profilo teorico, è possibile ripercorrere lo sviluppo delle forme del noir francese, dalle origini ad oggi, senza mai perdere di vista il rapporto molto stretto che questo genere cinematografico ha appunto con la letteratura poliziesca d’oltralpe, nelle tipologie che essa assume attraverso i diversi periodi: il feuilleton popolare di fine Ottocento, i romanzi di Maigret ed i volumi della storica Série Noire della Gallimard. Nessuna tappa può essere tralasciata se davvero si vuol tracciare un percorso credibile del polar : la serialità tipica degli anni dieci, di cui i film di Feuillade (“Fantomas” e “Les vampires”) restano il migliore esempio, il realismo poetico degli anni trenta, che offre una versione fatalista dell’eroe malavitoso, fino al periodo d’oro degli anni cinquanta, in cui viene recuperata, sia in letteratura che al cinema, la dimensione seriale e popolare secondo nuovi canoni che ne definiscono la classicità e la peculiarità rispetto al modello hollywoodiano. E come dimenticare la crescente sensibilità per il genere dimostrata dalla Nouvelle Vague, che offre forme particolarmente mature, moderne e anti-classiche di polar? I primi segni di questo rinnovamento vengono con “Ascensore per il patibolo”, indimenticabile anche per il rivoluzionario accompagnamento jazz di Miles Davis, e si manifestano compiutamente con “Fino all’ultimo respiro” e “Tirate sul pianista”, senza parlare poi del necessario sodalizio che sempre ha regolato la vita cinematografica del noir ‘alla Chabrol’. Dopo il 1968, che trasfonde nel genere la descrizione dei costumi borghesi nella luce a loro più sfavorevole allontanandosi dall’enigma poliziesco, e l’inevitabile tramonto negli anni settanta – con una radicalizzazione dei contenuti in senso ora ideologico ora nichilista – il noir rinasce in versioni postmoderne ed estetizzanti con autori come Beinex e Besson. La ricostruzione storica non può però dimenticare film come “Pepé le Moko”, “Il porto delle nebbie”, “Alba tragica”, “Rififi”, “Les diaboliques” e, su tutti, il maestro del noir francese Jean-Pierre Melville, osannato dai critici-cineasti della Nouvelle Vague (ricordate la sua apparizione in “Fino all’ultimo respiro”?) prima della rottura consumatasi con l’uscita di “Tutte le ore feriscono, l’ultima uccide”. Merita infine un cenno la riflessione di Jean-Patrick Manchette, scrittore francese alla testa dei giovani autori provenienti dal movimento della contestazione che spiega: «Polar vuol dire romanzo noir violento;mentre il romanzo a enigma di scuola inglese vede il male nella natura umana, il polar vede il male nell’attuale organizzazione sociale. Un polar parla di un mondo che ha perso il suo equilibrio e che quindi è labile, destinato ad andare in rovina e a scomparire. Il polar è la letteratura della crisi».
La selezione di Alphaville inizia mercoledì 25 con “Detective”, polar alla Chandler ad alto tasso intellettuale firmato (e si vede!) Godard e prosegue, giovedì 26, con la proiezione di “Il più grande colpo del secolo”, avvincente storia di un colpo sensazionale con protagonista Jean Gabin per la regia dell’esperto Delannoy. Venerdì 27 doppio appuntamento con il polar firmato Clouzot; alle 21.00 è prevista la visione di “L’assassino abita al 21″, storia carica di suspence ed ambiguità con protagonista un commissario alla ricerca di un assassino ,salvo scoprire che in realtà non è uno soltanto … A seguire “Legittima difesa”, uno dei migliori film del regista , qui alle prese con un marito accusato di omicidio ed un commissario che lo sospetta ma non del tutto. Premio per la regia a Venezia.
Sabato 28 la serata inizia alle 21.00 con un focus fuori rassegna dedicato al tema dell’acqua , introdotto dal Comitato2 dell’Acqua per il Municipio 6 che proporrà la visione di Il Rabdomante, film di solido artigianato a firma Fabrizio Cattani sul tema attualissimo ma poco frequentato del cattivo sfruttamento dell’acqua nel sud Italia, più esattamente a Matera,a cui si intreccia la storia d’amore puro tra Harja e Felice … La seconda serata torna al polar con la proiezione di “Frank Costello faccia d’angelo”, capolavoro del maestro del genere Jean Pierre Melville, qui alla guida di un Alain Delon nel ruolo di samurai solitario della malavita davvero superlativo … Ed infine domenica 29 maggio due eccezionali testimonianze del genere; alle 21.00 “La grande razzia” di H.Decoin, ancora una superba prova d’attore per Gabin sullo sfondo di una Parigi in B/N carica di droga con una storia che entusiasmò pubblico e critica; a seguire “Colpo grosso al Casinò” di Henri Verneuil, racconto di una grande rapina a Cannes che vede protagonista, accanto al ‘solito’ grande Gabin il giovane Alain Delon, qui ad imparare il duro mestiere della malavita…Successo di pubblico assicurato!

Programma

Mercoledì 25 maggio

Detective, Jean-Luc Godard, 1985

Giovedì 26 maggio

Il più grande colpo del secolo, Jean Delannoy, 1967

Venerdì 27 maggio

L’assassino abita al 21, Henri-Georges Clouzot, 1942

Legittima difesa, Henri-Georges Clouzot, 1967

Sabato 28 maggio

L’acqua bene comune, proiezione di Il rabdomante, F. Cattani, 2007

Frank Costello faccia d’angelo, Jean-Pierre Melville, 1967

Domenica 29 maggio

La grande razzia, Henri Decoin, 1954

Colpo grosso al Casinò, Henri Verneuil, 1963

Entrata con tessera e sottoscrizione

Cineclub Alphaville


“L’assassin habite… au 21″, Henri-Georges Clouzot

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