Il compleanno > Marco Filiberti

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Una doverosa premessa: un film che abbia Thyago Alves (capace giusto di un’espressione in meno delle proverbiali due di John Wayne) come protagonista avrebbe senso solo se il regista lo facesse rotolare nudo o in costume per 90 minuti, altrimenti la scelta apparirebbe incomprensibile.
E invece Marco Filiberti – autore e protagonista nel 2003 dell’egocentrico, ma a tratti (molto a tratti!) curioso “Poco più di un anno fa” – sceglie di farne il nucleo di un dramma.
Un dramma che ha inizio con una rappresentazione di “Tristano e Isotta” di Wagner, tanto per far capire subito dove si sta andando a parare.

Non basta?

Due coppie (di cui una palesemente scoppiata) affittano una villa a Sabaudia per l’estate. Come se la tensione già palpabile non bastasse, giunge da New York David, il giovane figlio della coppia scoppiata (composta da Diego, Alessandro Gassman, e Shary, Michela Cescon). Il suo arrivo diventa motivo di turbamento per colui che è apparentemente il più equilibrato elemento della combriccola: Matteo, psicanalista, marito e padre affettuoso.
Matteo prende a spiare il giovane David (con uno sguardo che ricorda quello con cui Franco Nero osservava Brad Davis in “Querelle” di Fassbinder, mentre David circola per tutto il film con il corpo costantemente imperlato di gocce di varia natura) provando una profonda e ineluttabile attrazione. Un turbamento che toccherà il suo apice nella scena in cui, con le lacrime agli occhi per l’ormai insopprimibile desiderio misto a senso di colpa, spia David impegnato nel masturbarsi ascoltando “Maledetta primavera” della Goggi (!).
20 minuti (cinematografici) dopo, consumeranno, non mancando di farlo sulle note di Wagner (sempre per non lesinare sul melodramma).
Verranno scoperti dalla moglie di Matteo (la purtroppo sempre dolente Maria De Medeiros) che, sconvolta, scapperà per essere investita mortalmente da un’auto poco dopo. Una storia di troppo in cui il riconoscere le proprie pulsioni diventa sinonimo di colpa (nemmeno senso di colpa) e catalizzatore di tragedia e dolore. Complimenti per l’originalità.
Tutti piangono, riprese della spiaggia a fine stagione, titoli di coda con violini e violoncello.

Alla visione di metà film, a Douglas Sirk (l’indiscusso Maestro del melodramma cinematografico, scomparso nel 1987) avrebbero dovuto amputare entrambe le gambe per il diabete.

Uno spreco di bravi attori come Michela Cescon e Massimo Poggio (Piera Degli Esposti ha una particina), un’estetica che rappresenta la sintesi tra “Un posto al sole” e Michele Massimo Tarantini nascosta dietro aspirazioni da novello Visconti.
Presentato in anteprima nella sezione Controcampo italiano alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Il compleanno
(Italia, 2009)
Regia, soggetto: Marco Filiberti
Sceneggiatura: Deborah Belford de Furia, Marco Filiberti
Musiche originali: Andrea Chenna
Fotografia: Roberta Allegrini
Montaggio: Valentina Girodo
Interpreti principali: Alessandro Gassman, Maria de Medeiros, Massimo Poggio, Michela Cescon, Christo Jivkov, Piera Degli Esposti, Thyago Alves
106′



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