Francesco Selvi + Matteo Pini | Caproni

a cura di
IMMAGINI • July 19th, 2011

Le immagini qui pubblicati sono apparse su Rapporto Confidenziale, numero33 (giugno 2011), pp. 1,4,62-71

Caproni
Francesco Selvi + Matteo Pini

Caprone sm. il maschio della capra, semplicemente più grosso, genere di caprovini con numerose specie domestiche e selvatiche; hanno corna spesso a falce e lungo pelo utilizzato per tessuti; vivono di preferenza in luoghi dirupati. Dicasi anche di uomini dalle nefande abitudini, dalla villana spiccata e dal pelo libero e selvaggio abbracciato tra i bottoni della camicia. Tale peluria, soprattutto quando sudata, emette odori pungenti, rimembranti, appunto, ovino sentore.
Sentore che si troverebbe a suo agio in qualsiasi buon alimentari vecchio stampo di un paese trentino.
In prima fila, in quella vetrinetta di vetro sbeccato, sta una forma di capri formaggio, talvolta, la forma, in foglie pteridophyta.
Grandi mangiatori di questo formaggio sono, oltre alle già citate guardi svizzere, solite spalmarlo sul panino con la fida alabarda, gli Spritzël dell’alta Val Gardenia. Questa popolazione, nativa del sud della Bracønia, usa contendersi le attenzioni delle gentil donzella del villaggio facendo a gara sulle rive del lago del Zött nel lancio della forma caprina. Il vincitore # chi lancia la forma caprina più lontano, la notte stessa * * *.
La forma volante, intanto, ha volato e volato per metri, rilasciando la nefasta puzza di origine caprina nell’aria, schiantandosi poi miseramente al suolo, per nutrire scoiattoli e moffette.
Si è quindi avuto, per qualche istante, un caprone volante. E si potrebbe credere che i caproni possono volare, e possono essere se non mortali, alquanto fastidiosi.
Si pensò quindi, nel lontano 1933, di aprire una fabbrica di caproni volanti.
Caproni.
Nella fabbrichetta, gentili signore fino a poco tempo prima impegnate nella sola stesura della piadina, solevano confezionare formaggelle volanti; grande problema era puzza nell’ambiente di lavoro. A tale scopo, la signora Gira, intuì l’importanza di un buon sistema di areazione, e soprattutto di una molletta posizionata a d’uopo.
Ma le signore, capivano cosa stavano facendo?
Capivano l’orrore del proprio lavoro?
Una formaggella volante può essere letale.
L’età le fece riflettere, ed oggi di quei caprini Caproni resta soltanto archeologia industriale

Pterös
Matteo e Francesco sin da tenera età curiosavano il mondo grazie ai rispettivi occhialoni.
Si può dire in questo caso che ipermetropia e miopia siano state di vitale importanza.
La crescita avrebbe potuto riportare la vista ma, per nostra e soprattutto vostra fortuna, i due ci vedono ancora maluccio, e gli tocca reinventarsi tutto.

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Le immagini qui pubblicati sono apparse su Rapporto Confidenziale, numero33 (giugno 2011), pp. 1,4,62-71

 

 


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