To Die For > Gus Van Sant

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To Die For01

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale – numero13, marzo 2009 (pagg. 14-15).

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Trama

Suzanne Stone sa esattamente cosa vuole nella sua vita, anche perché l’unica cosa che vuole nella sua vita è diventare una personalità televisiva. Nel perseguire il suo obiettivo, ciò che le manca in intelligenza verrà ampiamente compensato da furbizia e determinazione.
Mentre insegue con pervicacia il suo unico scopo, si vedrà forzata a distruggere tutto ciò e tutti coloro che
intralceranno il suo cammino.

You know Mr. Gorbachev, the guy that ran Russia for so long?
I am a firm believer that he would still be in power today if he had had that ugly purple thing taken off his head.

( S u z a n n e  S t o n e )

Commento

Per risollevarsi dalla rovinosa caduta commerciale di Even Cowgirls Get the Blues del 1993, Gus Van Sant sceglie una sceneggiatura di Buck Henry (1) tratta da un romanzo di Joyce Maynard. Il romanzo, ispirato a un vero fatto di cronaca, narra di una ragazza del New Hampshire di nome Pamela Smart, condannata all’ergastolo per avere convinto un suo studente quindicenne, dopo averlo sedotto, a uccidere suo marito.
Van Sant trasforma un semplice fatto di cronaca in un pezzo di satira sul mondo televisivo, che a metà degli anni ’90 sta vivendo una radicale trasformazione (2), attraverso il personaggio di Suzanne Stone, ragazza di provincia costantemente vestita di colori pastello la cui vita è votata unicamente al raggiungimento del suo sogno di lavorare in televisione.
Nulla e nessuno può fermare la provinciale Suzanne nel suo intento. Anche il suo matrimonio con Larry Maletto, italo-americano, viene giustificato da lei come “studio sui rapporti inter-etnici, utile per il suo lavoro televisivo”.
Del resto tutto ciò che fa non è mai disgiunto dalla sua ambizione e anche il documentario su alcuni liceali cui lavorerà sarà un mezzo per manipolare un trio di ragazzini e convincere uno di essi a uccidere il marito che non crede alla possibilità che le sue ambizioni si realizzino e la vuole trasformare in angelo del focolare.
Suzanne è lucida nella sua follia e anche l’omicidio non sarà motivato da un desiderio di vendetta verso un marito che non crede in lei, bensì dalla volontà di mantenere il privilegio economico da lui garantito.
Il fatto che la storia venga narrata a ritroso (come già in Drugstore Cowboy) nella forma di documentario, con tanto di finte interviste, non permette di basare il film sullo sviluppo lineare della trama, lasciando Van Sant libero di essere fedele al suo stile, evitando scelte scontate, lavorando di fino su immagini e musiche ma, soprattutto, sui personaggi.
Se tutti gli interpeti fanno un lavoro notevole (con Joaquin Phoenix straordinario nel mostrarsi tremante ogni qualvolta si trova Suzanne davanti), è Nicole Kidman a portarsi sulle spalle il peso di un personaggio che, grazie anche a lei, diventa più complesso e sfaccettato di quanto avrebbe potuto essere. Quando viene scelta in sostituzione di Meg Ryan, che si ritira dal progetto, la Kidman è nota soprattutto per essere moglie di Tom Cruise e per avere condiviso con lui lo schermo in alcuni film.

Qui, nel ruolo della sua vita, offre al personaggio un distacco quasi regale da tutto ciò che non tocca  direttamente le sue ambizioni ma anche uno spessore interpretativo – riconosciuto con un Golden Globe – notevole nel mostrare una sorridente e sciocchina ragazza del meteo televisivo come una mente disturbata, capace di qualsiasi manipolazione e malizia per sgomberare la sua strada da qualsiasi ostacolo. Non le è da meno Illeanna Douglas, sua cognata sullo schermo, con il suo caustico umorismo.
Alla fine Suzanne, come già ben quarantacinque anni prima di lei la Norma Desmond di Sunset Blvd. (3) avrà diritto a un ultimo primo piano tutto per lei.
Costantemente in equilibrio tra commedia grottesca e noir, ulteriore ritratto fedele della provincia americana (4), To Die For aggiunge un capitolo memorabile alla filmografia del regista, che due anni dopo dirigerà Good Will Hunting, da una sceneggiatura di Matt Damon e Ben Affleck portata al regista dal fratello di quest’ultimo Casey proprio sul set di questo film.
Danny Elfman compone una colonna sonora fatta di voci, cori e orchestra che a tratti omaggia le atmosfere di quelle composte da Bernard Hermann per Alfred Hitchcock.
David Cronenberg appare non accreditato.

Roberto Rippa

You’re not anybody in America unless you’re on TV. On TV is where we learn about who we really are.
Because what’s the point of doing anything worthwhile if nobody’s watching?
And if people are watching, it makes you a better person.

( S u z a n n e S t o n e )

To Die For
Da Morire

Regia: Gus Van Sant; Soggetto: dal romanzo di Joyce Maynard; Sceneggiatura: Buck Henry; Fotografia: Eric Alan Edwards; Montaggio: Curtiss Clayton; Musica: Danny Elfman; Scenografia: Missy Stewart; Costumi: Beatrix Aruna Pasztor; Interpreti: Nicole Kidman (Suzanne Stone Maretto), Matt Dillon (Larry Maretto), Joaquin Phoenix (Jimmy Emmett), Casey Affleck (Russel Hines), Illeana Douglas (Janice Maretto), Alison Folland (Lydia Mertz), Dan Hedaya (Joe Maretto), Wayne Knight (Ed Grant), Kurtwood Smith (Earl Stone), Holland Taylor (Carol Stone), Susan Traylor (Faye Stone), Maria Tucci(Angela Maretto), Tim Hopper (Mike Warden), Michael Rispoli (Ben DeLuca), Buck Henry (Mr. H. Finlaysson), David Cronenberg (l’uomo del lago); Produzione: Laura Ziskin per Rank Film; Distribuzione italiana: Uip;
Origine: USA; Anno: 1995; Durata: 103’.

Note

(1)
Vero nome Harry Zuckerman, attore comico e sceneggiatore, è stato coautore con Calder Willingham della sceneggiatura di The Graduate, Il laureato (1967) di Mike Nichols, ottenendo una candidatura all’Oscar.

(2)
Punto di svolta per questa trasformazione viene considerato l’omicidio, avvenuto a giugno del 1994, di Nicole Brown, moglie di O.J. Simpson. Il marito, principale sospettato a causa delle denunce per maltrattamenti inoltrate dalla donna nei suoi confronti, è protagonista di una fuga per le autostrade di Los Angeles ripresa in diretta televisiva. Il 1994 è anche l’anno in cui la pattinatrice Nancy Kerrigan viene aggredita nel corso di una sessione di allenamento per i campionati nazionali. Dalle indagini risultò che l’aggressore era stato assoldato
dall’ex marito della rivale Tonya Harding per impedire che la Kerrigan potesse partecipare a Giochi olimpici invernali. La Harding negò il coinvolgimento diretto ma ammise di avere saputo in anticipo che l’aggressione avrebbe avuto luogo. Il caso Harding divenne un fenomeno mediatico.

(3)
Sunset Blvd. (Viale del tramonto), 1950, di Billy Wilder

(4)
Il film è stato in realtà girato in Ontario, Canada.

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