Daniele Gaglianone | Rata nece biti

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Rata nece biti

(La guerra non ci sarà)

di Daniele Gaglianone

Edizione Derive Approdi, 2011
collana Cinema autonomo

Libro + DVD
libro 96 pp. / film 170 minuti

Prezzo di copertina: 15 Euro
Isbn: 978-88-6548-028-1



La notte di capodanno Zoran, 28 anni, vaga per la città di Sarajevo. La sua mente torna all’infanzia dolorosa di giovane serbo, il cui padre ha combattuto nell’esercito bosniaco. Nel villaggio di Suceska, Mohamed, guardia forestale, pascola il suo gregge negli stessi boschi attraverso i quali è fuggito al momento della caduta di Srebrenica. Ex soldato bosniaco, Aziz, miracolosamente scampato ai massacri, si reca al villaggio della madre, sulle rive della Drina, il fiume che separa la Bosnia dalla Serbia. A Tuzla, l’International Commission of Missing Persons conserva i resti esumati dalle fosse comuni e tenta di risalire all’identità dei caduti, per poter finalmente consegnarne le spoglie alle famiglie. Il documentario si compone di dieci storie insieme private ed emblematiche che parlano della Bosnia di oggi, profondamente segnata dal conflitto eppure capace di trovare la forza di vivere.

IL LIBRO

“Rata nece biti” è anche un libro-reportage su cosa significhi continuare a vivere in un paese devastato dalla guerra e incapace di fare i conti con quel passato. Il paese in questione è la Bosnia di oggi e la guerra è quella che ha sconvolto i paesi della ex Jugoslavia poco meno di vent’anni fa. Con testi di Daniele Gaglianone (regista del film), Luca Rastello (scrittore e giornalista torinese), Nicole Janigro (saggista) e Gianfranco Bettin (scrittore).

DANIELE GAGLIANONE

Daniele Gaglianone (1966) dai primi anni Novanta collabora all’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza per il quale realizza, tra il ’91 e il ’97, numerosi documentari. In questi anni gira numerosi cortometraggi: tra questi “L’orecchio ferito del piccolo comandante” (1994), menzione speciale al Festival di Locarno 1995. Nel 1998 collabora alla sceneggiatura e lavora come assistente alla regia del film “Così ridevano” di Gianni Amelio, Leone d’oro alla Mostra di Venezia. Del 2000 è l’esordio nel lungometraggio con “I nostri anni”, selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs del festival di Cannes 2001 e vincitore del Jerusalem Film Festival 2001 e della Sacher d’oro per la miglior opera prima. Nel 2004 il suo secondo lungometraggio “Nemmeno il destino” partecipa nella sezione Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia. Nel 2005, “Nemmeno il destino” vince il Tiger Award all’International Film Festival di Rotterdam e il Premio Speciale della Giuria al Festival di Taipei a Taiwan. Il suo ultimo film, “Pietro“, è stato selezionato al Festival del cinema di Locarno nel 2010 e ha inaugurato la collana Cinema autonomo italiano.

Fonte: Derive Approdi

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