Thierry Jonquet | Tarantola

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Tarantola

di Thierry Jonquet

traduzione di Giovanna De Angeli

Giulio Einaudi editore, 2011
collana Stile libero Noir
146 pagine
prezzo di copertina 12€
compra online 10,20€
Isbn 9788806209766

Il noir che ha ispirato l’ultima pellicola di Pedro Almodóvar La piel que habito (La pelle che abito), nelle sale dal 23 settembre 2011

«Il libro di Jonquet mi ha affascinato, è un materiale del tutto nuovo rispetto a quello maneggiato finora.
…È il lavoro più duro e difficile che abbia mai fatto, il mio debutto nell’orrore». Pedro Almodóvar

Perché Richard tiene rinchiusa Ève in una camera? Quale passato misterioso li tiene uniti e quale segreto impedisce alla vittima di liberarsi del suo carnefice? Una storia nerissima che affonda nell’ambiguità oscena dei corpi e delle loro identità.

Richard Lafargue è un famoso chirurgo plastico. Nessuno sa che la donna che porta in giro con orgoglio è in realtà sua prigioniera. Richard costringe Ève a prostituirsi, gode nel vederla torturare dai clienti, si bea del disgusto e della sofferenza di lei. E ogni tanto la porta da Viviane… Alex Barny ha rapinato una banca. Ha ucciso un poliziotto, è rimasto ferito. Deve nascondersi. Ma le telecamere di sorveglianza hanno ripreso il suo volto. È disposto a tutto pur di salvarsi… Vincent Moreau è andato a fare un giro in moto. Era notte, qualcuno lo inseguiva nella foresta. È stato catturato. Da quattro anni se ne sono perse le tracce…

Thierry Jonquet (Parigi 1954), scrittore, sceneggiatore e autore di testi per l’infanzia, è fra i più importanti esponenti del noir francese. I suoi libri hanno vinto numerosi premi letterari. Per Einaudi Stile libero ha pubblicato Tarantola (2008 e 2011).

* * *

Ci hai messo parecchio per emergere dal torpore. I tuoi ricordi erano vaghi. Avevi fatto un incubo, un sogno orribile, nel tuo letto?
No, tutto era buio come la notte del sonno, ma adesso ti eri svegliato per bene. Hai gridato, a lungo. Hai tentato di muoverti, di risollevarti.
Ma delle catene ti bloccavano i polsi, le caviglie, non accordando loro che una libertà di movimento molto ridotta. Nell’oscurità, hai palpato il suolo sul quale eri disteso. Un terreno duro, coperto da una specie di tela cerata. E dietro un muro, tappezzato di muschio. Le catene vi erano sigillate, solidamente. Le hai strattonate, poggiando un piede contro il muro, ma avrebbero potuto resistere a una trazione ben più forte.
È soltanto allora che ti sei reso conto della tua nudità. Eri nudo, legato a un muro con delle catene. Ti sei palpato il corpo, febbrilmente, cercando piaghe la cui sofferenza poteva essere restata muta. Ma la tua pelle, fine, era liscia, indolore.
Thierry Jonquet,
Tarantola

* * *

In Francia è un «cult» che ha inaugurato una nuova stagione del polar, ma oggi, lì e altrove, è per tutti «il romanzo che ha conquistato Pedro Almodóvar», che ne ha tratto ispirazione per il suo ultimo film.
Già presentato a Cannes e dal 23 settembre nelle sale italiane, l’adattamento cinematografico firmato dall’autore spagnolo si intitola La pelle che abito, e se pure Almodóvar dichiara di aver molto rimaneggiato trama e personaggi, il titolo che ha scelto sarebbe stato perfetto anche per il romanzo di Jonquet. Perché
Tarantola è prima di tutto una storia di corpi «abitati» e una riflessione sull’identità – su come la costruiamo, su come la perdiamo, e su quando sia difficile individuare la materia (fisica, psicologica, emotiva) che la compone.
A trasformare la riflessione in un thriller psicologico dalle sfumature horror – «un horror senza grida di spavento», ha detto Almodóvar parlando del suo film –, un intreccio complesso e perfettamente congegnato: un chirurgo plastico di successo, Richard Lafargue, ha una compagna splendida, Ève, che esibisce alle feste ma che poi, a casa, tiene segregata in un bunker, sottoposta a torture e umiliazioni. Chi è davvero quella donna, e perché per lei sembra così difficile liberarsi del proprio carnefice?
Al mistero che unisce Ève e Richard, Jonquet intreccia le storie – apparentemente lontane – di Alex, che dopo aver ucciso un poliziotto sogna un intervento di chirurgia che lo renda irriconoscibile, e Victor, un ragazzo che si ritrova in balia di un «padrone» crudele e carismatico.
Ovviamente, come in ogni grande noir, tutto torna e tutto si tiene, ma nessuna spiegazione serve a cancellare il senso di profonda inquietudine che si annida tra le righe di
Tarantola. Pagina dopo pagina, nel ribaltamento continuo di ruoli imposto da Jonquet, ci accorgiamo che le vittime non sono mai del tutto innocenti, e la crudeltà dei carnefici non è mai davvero gratuita. Tanto che viene da chiedersi, alla fine, chi sia il ragno e chi la preda.

* * *

Una storia dove i territori del male non hanno confini e il corpo diventa la materia di un incubo senza ritorno.
Fabio Gambaro, Repubblica

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È come se questo romanzo fosse frutto di una collaborazione tra De Sade e Sartre… Una storia che genera, insieme, orrore e rispetto.
Washington Post

 

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El abismo Almodóvar
Intervista a Pedro Almodóvar concessa al quotidiano spagnolo El País il 21 agosto 2011, in cui il Maestro del cinema spagnolo parla del suo ultimo film, della destra in Spagna, degli indignados e del movimento 15-M
leggi l’intervista, in lingua spagnola

 

 

fonte: Einaudi.it

 

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