Spetters > Paul Verhoeven

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CRITICA • May 16th, 2009

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Rien, Eef e Hans sono tre operai che vivono alla periferia di Rotterdam. Non potrebbero essere più diversi tra loro non fosse per la comune passione per le gare di motocross, che tutti e tre vedono come una possibile via d’uscita verso una vita migliore. Un’altra passione giungerà però a sconvolgere le loro vite nelle forme di un’ambiziosa ragazza bionda che provocherà eventi imprevedibili.

Prima di venire considerato il regista più controverso di Hollywood per film mediocri come “Basic Instinct” o “Showgirls“, l’olandese Paul Verhoeven controverso lo era davvero, come dimostrano opere girate in patria come “Turks fruit” (1973) o questo “Spetters” (il titolo – in italiano “Schizzi” – ha un doppio senso: se da un lato sembra definire l’olio lasciato dalle moto, o gli schizzi di olio della friggitoria gestita da due personaggi del film, dall’altra potrebbe alludere allo sperma) del 1980, di sette anni più giovane del successo mondiale di “Robocop”.
Nel film, Rien, Eef e Hans sono tre ragazzi appartenenti alla classe media appassionati di motocross il cui idolo è il campione Gerrit Witkamp (Rutger Hauer, non ancora assurto a fama mondiale, giunta appena due anni dopo grazie a “Blade Runner” di Ridley Scott). I sogni di gloria del trio vengono annullati quando Hans rimane vittima di un incidente che lo costringe su una sedia a rotelle.
Spesso considerato, a torto, una mera raccolta di provocazioni più o meno semplici, nonché tacciato di omofobia, accusa anch’essa invero piuttosto gratuita, “Spetters” appare prima di tutto un ritratto fedele e senza sconti in termini di squallore e desolazione della vita di tre ragazzi nella provincia olandese. Rien, Eef e Hans sono ritratti senza fare ricorso a luoghi comuni o semplificazioni, come evidenzierà anche l’incontro con la giovane Fientje, che con il fratello gestisce una friggitoria ambulante, oggetto di desiderio per i tre. Dopo un duello a base di misurazione dei rispettivi organi sessuali, ad andare a letto con lei sarà per primo Rien, che la conquista facilmente grazie al suo probabile avvenire di corridore professionista. All’incidente che lo lascerà paralizzato, la ragazza si concederà quindi a Eef, attirata dalla sua disponibilità di denaro, denaro che gli viene dai furti e dai ricatti compiuti ai danni dei gay della zona, alcuni tra i quali si vendicheranno violentandolo in una scena che ai tempi avrà fatto rizzare i capelli alle commissioni di censura di mezza Europa. Quando Eef sembra avere apprezzato la violenza sessuale (cui partecipa il fratello della ragazza) in quanto gli ha permesso di prendere coscienza del suo orientamento sessuale (da qui l’accusa di film omofobo), Fientje si butta sull’ultimo rimasto, Hans, con cui aprirà un locale, ritrovandosi al punto di partenza.
Come sempre nelle sue opere, il regista non prende una posizione e si limita ad osservare i suoi personaggi (da qui l’accusa di superficialità e di ricerca di scandalo fine a sé stesso) ma i temi che tratta sono spesso lasciati alla discrezione dello spettatore, libero di interpretare anche eventi come il suicidio di Rien a seguito dell’incidente occorsogli come meglio gli pare (difficile però arrivare a definirlo un discorso sul sentimento di inutilità delle persone disabili nella società, come invece ha voluto fare qualcuno). Ancora più libero di essere interpretato il personaggio di Eef: omosessuale represso che grazie allo stupro si scopre (appare l’ipotesi meno probabile) o semplicemente amante della sottomissione alla violenza già conosciuta dal padre?
Anche l’amorale Fientje è ritratta in modo assolutamente non convenzionale. Si concede volentieri a chi le può offrire di più ma non appare come una semplice puttanella di provincia alla ricerca di una via d’uscita grazie agli uomini, bensì un personaggio ben più complesso.
Verhoeven non cerca strade facili e firma, con il suo sceneggiatore abituale di allora Gerard Soeteman (che tornerà a lavorare con lui nel 2006 per il discusso “Zwartboek”, un film duro, caustico e certo più efficace di quelli girati in seguito negli Stati Uniti per cui è famoso nel mondo.

Roberto Rippa

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Spetters
(titolo italiano: Spruzzi, Olanda, 1980)
Regia: Paul Verhoeven
Sceneggiatura: Gerard Soeteman
Musiche: Kayak (Ton Scherpenzeel)
Fotografia: Jost Vacano
Montaggio: Ine Schenkkan
Interpreti principali: Hans van Tongeren, Toon Agterberg, Maarten Spanjer, Renée Soutendijk, Rutger Hauer, Jeroen Krabbé
120’

DVD

Edizione: MGM
Origine: UK
Regione: 2
Formato video: 1.66:1
Formato audio: mono
Lingue: olandese, spagnolo, tedesco
Sottotitoli: italiano, francese, spagnolo, inglese per non udenti, tedesco per non udenti
Extra: -


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  • alberto

    where can i download the complete movie??? im tired to search it and i can’t find it :S