Antonio Somaini | Sergej Ejzenštejn

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrEmail this to someonePrint this page

Sergej Ejzenštejn
Il cinema, le arti, il mondo

di Antonio Somaini
Piccola Biblioteca Einaudi Ns, 2011
pagine XVIII – 442
€ 28,00
ISBN 9788806207328

Compra online

 

Indice
Elenco delle illustrazioni. – Introduzione. Le possibilità del montaggio. – I. La «contagiosità mimica» del movimento espressivo. – II. «Modellare lo spettatore»: il montaggio delle attrazioni. – III. «L’arte è conflitto»: montaggio, dialettica, cinema intellettuale. – IV. Il libro sferico. – V. «Glass House»: cinema e trasparenza. – VI. «Que viva Mexico!»: il cinema e la «colonna verticale della storia». – VII. Stenogrammi dell’estasi e della crudeltà: i disegni messicani. – VIII. La forma cinematografica e il pensiero prelogico. IX. «Metod»: le vie del regresso. – X. Rappresentare lo «scarto» fra tempi diversi: da «Mosca nel tempo» a «Ivan il Terribile». – XI. Il montaggio nella storia delle arti. – XII. La «formula del pathos». – XIII. «Lo storico delle "Mille e una notte" delle possibilità del cinema». – Appendice. Sergej M. Ejzenstejn, Il quadrato dinamico. – Bibliografia. – Filmografia e teatrografia. – Indice dei nomi.

 

 

La biografia intellettuale del più grande e rivoluzionario teorico dell’immagine in movimento. Il libro presenta un percorso attraverso l’intera produzione teorica, cinematografica e grafica (quest’ultima fino ad oggi conosciuta solo in modo assai parziale) del regista sovietico. Ejzenštejn è considerato come fautore di una concezione «intermediale» del cinema, secondo cui determinati elementi di cinematograficità si sono manifestati e continuano a manifestarsi in diverse forme mediali nell’intera storia universale delle forme: non solo nelle forme tradizionalmente considerate «artistiche» (pittura, scultura, disegno, architettura, letteratura, musica, teatro), ma anche nelle forme del rito e dell’espressione gestuale, rendendo così necessaria un’estetica che sia anche in parte antropologia. Vi è poi l’Ejzenštejn teorico di una concezione del montaggio considerato non solo come procedimento compositivo fondamentale del cinema, ma anche come forma di conoscenza e di scrittura. Somaini presenta un Ejzenštejn diverso da quello conosciuto e sottolinea l’attualità dei suoi scritti, che vanno considerati come parte integrante di quell’ampia riflessione sull’arte che negli anni Venti e Trenta coinvolge figure come Warburg, Benjamin, Bloch e Malraux.

Antonio Somaini insegna Cinema e arti visive all’Università di Genova. Ha pubblicato Rappresentazione prospettica e punto di vista (2004), ha curato Il luogo dello spettatore (2005) e Teorie dell’immagine (con A. Pinotti, 2009). Per Einaudi ha curato Pittura Fotografia Film di László Moholy-Nagy («PBE», 2010).

 

 

[Fonte: www.einaudi.it]

 

 





Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrEmail this to someonePrint this page