Mozzarella Stories > Edoardo De Angelis

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Un film cafone, da scampagnata con gli amici in occasione del luned“ in Albis, chiassoso, esagerato. Tutto questo, per˜ fatto senza uno stile preciso e personale. Avete presente quei terribili soprammobili della nonna? Tanto Kitsch che se li definiste Kitsch, risultereste Kitsch voi stessi? Eppure queste orrende suppellettili sono talmente brutte da risultare, per qualche strano motivo, affascinanti.
Mozzarella Stories  proprio come il cacciatore col cane, la maschera di Pierrot o i delfini in vetro di Murano. Intendiamoci, siamo di fronte ad unÕopera prima, un film dÕesordio. La storia  carica di suggestioni che, con tutta probabilitˆ, arrivano direttamente dalle visioni pi gradite al regista, anni di film, di serial televisivi, di storie e di situazioni che finiscono col riversarsi sullo schermo e sugli spettatori come raccolta indifferenziata proveniente da un autocompattatore. Il risultato  un minestrone che si fatica a digerire, commistioni ardite, improvvisi cambi di registro che non risultano sorprendenti o spiazzanti ma semplicemente stranianti. Confondono. Ma nonostante tutto, da questo sporco incrostato, riesce a nascerne un film che ha il merito di non omologarsi al resto delle recenti uscite italiane, ma non lo fa non per una sua genuina spontaneitˆ, ma piuttosto perchŽ pare non avere alcuna idea su dove andare a parare.
Il film non  comico, si ride poco, a meno che non troviate divertente un film che , a tratti, un film di Salemme ma senza Salemme, un film di Troisi ma senza Troisi, un film di Rodriguez ma senza messicani baffuti.
Il fatto di mettere dentro tante suggestioni, ha creato una sorta di meccanismo formato da scatole cinesi, ognuna delle quale ne contiene a sua volta unÕaltra. Quando infine si raggiunge la vera essenza del film, esso finisce per somigliare alle proprie fonti dÕispirazione, eguagliandole in alcuni punti. Fallisce in questo modo il tentativo di creare uno stile personale, partendo da un catalogo di rimandi, tanto che anche le scene pi riuscite sembrano somigliare ad altre giˆ viste altrove, solo meno riuscite.
Gli azzardi della sceneggiatura sono mitigati da una regia posata, al limite dello scolastico. Gli attori fanno il possibile per tenere a freno lÕimpeto dei dialoghi, spesso da sceneggiata. Giampaolo Fabrizio risulta una piacevole sorpresa, assolutamente in parte e credibile. Anche il resto del cast si comporta egregiamente, cos“ come il comparto tecnico.
Ne viene fuori uno sporco lavoro pulito, anche se privo di eccellenze.
In tutta onestˆ non mi sento di stroncare del tutto questo film. Il suo merito maggiore  sicuramente quello di non provare, nemmeno per un attimo, ad imitare il Cinema di Kusturica, che risulta tra i produttori associati, e di guardare un poÕ pi in lˆ oltre i limiti che spesso gli autori nostrani si autoimpongono.
Scavando nel letame, azzarderei che Mozzarella Stories sÕinserisce nella moda dei film sul tema de Òla paura del diversoÓ, ricordandoci che esiste anche il Ògusto per lÕorridoÓ, il fascino verso tutto ci˜ che esotico o strambo.
In realtˆ il film parla della progressiva perdita dÕidentitˆ e di valori fondanti la nostra vita, sia come individui che come comunitˆ e nazione. Una perdita dÕidentitˆ che  tale da non farci pi riconoscere nemmeno noi stessi, finendo schiacciati sotto il peso di un passato che non riusciamo a dimenticare e di un futuro che non riusciamo pi a sognare.
Purtroppo il film finisce proprio in questa trappola, troppo caotico e confusionario da riuscire a tirare le fila del discorso, il tutto non caglia e si dissolve. Mi sento comunque di accoglierlo come lo spurgo necessario per eliminare le scorie accademiche e aprirsi verso un cinema personale ma ancora passionale, con la speranza che lÕesuberanza vista in Mozzarella Stories si possa sviluppare in qualcosa di maggiormente coinvolgente e meno provinciale.

E’ nata una stalla.

Michele Salvezza

Mozzarella Stories
(Italia/2011)
Regia: Edoardo De Angelis
Soggetto: Edoardo De Angelis, Devor De Pascalis
Sceneggiatura: Devor De Pascalis, Barbara Petronio, Leonardo Valenti, Edoardo De Angelis con la collaborazione di Pietro Albino Di Pasquale
Musiche originali: Riccardo Ceres
Fotografia: Ferran Paredes Rubio
Montaggio: Simone Manetti
Scenografia: Carmine Guarino
Costumi: Eleonora Rella
Interpreti principali: Aida Turturro, Luca Zingaretti, Luisa Ranieri, Andrea Renzi, Marina Suma, Valerio Foglia Manzillo, Giovanni Esposito, Pia Velsi, Linda Chang
95′

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  • gabriele

    Riguardo a Mozzarella Stories, tutto ciò che nella critica di Salvezza viene disprezzato, trovo invece rappresenti la caratteristica più genuina del film. La commistione dei generi non mi è parsa scopiazzatura ma una felice confusione in cui alla fine il bandolo della matassa si trova; la messa in scena mi sembrata “innovativa” proprio perché slabbrata e rutilante. La macchina da presa viene utilizzata con secchezza e aggressività, senza mai indugiare nel movimento inutile o nel puro esercizio di stile.
    In definitiva, a mio modesto parere, in questo film si fa dell’intrattenimento molto serio.

    gabriele