Sennentuntschi > Michael Steiner

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Sennentuntschi
Michael Steiner

Svizzera-Austria / 2010 / colore / svizzero-tedesco / 110′ / 35mm
64. Festival internazionale del film Locarno – Appellations Suisse

Nel 1975, in un remoto villaggio alpino compare dal nulla una bella straniera muta di cui l’agente comunale cerca di scoprire l’identità. Tutto sembra indicare che la donna venga da un alpeggio di alta quota, dove i pastori vivono isolati e farebbero cose inaudite pur di avere un po’ di compagnia femminile. Quello che emerge dalle investigazioni sarebbe dovuto rimanere nascosto: una tragedia di sesso, follia e morte s riversa sul villaggio montano. Inizia un incubo fatto di demenza bigotta, falsità, abusi e superstizione che farà crollare i sogni due amanti e di tutto il villaggio.

Una diffusa leggenda alpina racconta che, per soddisfare le proprie pulsioni in mancanza di una donna vera, sia sufficiente evocarla, costruendo una bambola di stracci e paglia, la Sennentuntschi.
Ma il seguito della leggenda è da film horror: la ragazza si vendicherebbe delle violenze subite costruendo a sua volta dei pupazzi, impagliati con la pelle degli stupratori.
Uomini isolati in vallate remote, con la sola compagnia degli animali cui devono badare.
Non è Brokeback Mountain, ma una baita in un alpeggio grigionese nel 1975. Al posto di Heath Ledger e Jake Gyllenhaal ci sono un anziano casaro e il figlioccio, rimasto offeso dopo una valanga in cui ha perso i genitori e la parola, insieme ad un misterioso personaggio arrivato dalla città.
Un ambiente, soprattutto nelle lunghe notti invernali, dove non dev’essere da tutti mantenere una condotta moralmente ineccepibile, allo stesso modo in cui, troppo spesso, viene meno il rispetto del precetto cattolico della castità proprio in chi dovrebbe invitare a farlo rispettare.
Certe leggende, purtroppo, nascono a volte per coprire violenze, incesti e comportamenti socialmente inaccettabili. E’ cos“ semplice dare la colpa al demonio!
Lassù, tra i fumi dell’alcol e dell’assenzio, la leggenda della Sennentuntschi viene rispolverata.
Contemporaneamente in paese succedono fatti strani, tra cui la comparsa di una altrettanto misteriosa ragazza, non in condizioni di parlare. Gli abitanti del villaggio, evidentemente superstiziosi, ben presto si schierano con un mistico doncamillo e un arrogante peppone contro il tutore dell’ordine, un giovane piuttosto indulgente ma che sembra essere l’unico a trattare la donna come una persona e a mantenere il contatto con la realtà. Proprio mentre la ragazza comincia a fare la spola tra il fondovalle e l’alpeggio.
Enigmi arcani o, semplicemente, crimini?
La trasposizione cinematografica dello zurighese Michael Steiner non è propriamente un film horror, nonostante alcune scene piuttosto crude, ma la tensione resta percepibile.
La conta dei cadaveri, che infine non sembra quadrare del tutto, e l’incongruenza tra i diversi piani temporali, sembrano confermare l’idea di un dilemma irrisolto tra reale e soprannaturale.
Sempre che non si tratti di un incidente in fase di montaggio.

Sergio Citterio

Sennentuntschi
(Svizzera-Austria, 2010)
Regia: This Lüscher, Michael Steiner
Sceneggiatura: Stephanie Japp, Michael Sauter, Michael Steiner
Muscihe: Adrian Frutiger
Fotografia: Pascal Walder
Montaggio: Benjamin Fueter
Interpreti principali: Roxane Mesquida, Nicholas Ofczarek, Andrea Zogg, Carlos Leal, Joel Basman, Hanspeter Müller-Drossaart, Rebecca Indermaur, Ueli Jäggi
110′

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