Phenomena > Dario Argento

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“Phenomena” si affaccia sulla filmografia di Dario Argento tra il mediocre “Tenebre” e “Opera”, che potremmo definire il punto di inizio del declino di uno dei registi italiani più conosciuti ed apprezzati (a volte anche troppo) nel mondo. Ma torniamo a “Phenomena” e alla sua storia, palesemente influenzata almeno nell’incipit e in qualche passaggio dal precedente “Suspiria” (il vero capolavoro argentiano). Vediamo infatti Jennifer Corvino, figlia di un famoso attore hollywodiano, giungere in un piccolo paesino della svizzera tedesca dove si è recata per frequentare un collegio femminile. Nella zona però si aggira un misterioso serial-killer e il sonnambulismo di Jennifer non le è certo di facile protezione. Quando scompare la sua compagna di stanza, Jennifer si mette sulle sue tracce e, pur non scoprendo il corpo della ragazza, trova un guanto pieno di vermi. Portatolo da un famoso entomologo, Jennifer scopre non solo che quei vermi sopravvivono solo nelle vicinanze di cadaveri, ma che lei ha il potere soprannaturale di comandare le mosche. Intanto l’assassino continua ad uccidere.
Dicevamo dello stretto legame che unisce questa pellicola a “Suspiria”. Beh, in verità c’è almeno una grossa differenza: “Suspiria” era un film che, nonostante alcune insensatezze della trama, riusciva a nascondere piccoli difetti con uno stile ed una regia che influenzeranno i registi horror e non grazie ad un uso del colore che si fa notare ancora oggi per la sua enorme espressività. Ecco, queste cose mancano totalmente o quasi a “Phenomena”, dove l’unico aspetto interessante sembra lo stretto legame che unisce le atmosfere del film ai movimenti della natura, dove il vento non è solo un fattore pneumatico, ma soprattutto uno status quo di inadeguatezza e equilibrio instabile.
Per il resto la pellicola procede bene, ma senza la grande tecnica a cui Argento ci ha abituato. Certo, il film è percorso da una suspense notevole, ma il tutto è vanificato da una serie di finali uno dietro l’altro che sembrano lo specchio dell’egocentrismo e della vanità che coglierà Argento poco più avanti e che decreterà la sua rovina. Questa è forse l’unica stonatura in un film tutto sommato sufficiente ma senza alcun fascino – cosa che in un buon horror non dovrebbe mai mancare. Non bastano di certo le canzoni degli Iron maiden, dei Motley crue (montate malissimo nella storia) e soprattutto del bel main theme dei Goblin a dare al film l’atmosfera giusta.
Primo film del regista romano ad essere girato in inglese (e l’unico in cui il doppiaggio non è fatto da cani), “Phenomena” ha come protagonista la giovane Jennifer Connelly, reduce da “C’era una volta in America” e non ancora piombata nel “Labyrinth – Dove tutto è possibile” col folletto David Bowie. Compaiono anche Donald Pleasance (“Viaggio allucinante”, “L’uomo che fuggì dal futuro”), Dalila Di Lazzaro (“Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave”) e la moglie di Dario Argento, Daria Nicolodi.

Matteo Contin

Phenomena
(Italia/1985)
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento, Franco Ferrini
Cast: Jennifer Connelly, Daria Nicolodi, Patrick Bauchau


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