Nulle part terre promise > Emmanuel Finkiel

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Nulle part01

Nulle part terre promise (Francia/2008)
di Emmanuel Finkiel

Alcuni clandestini curdi, tra bambini e adulti, viaggiano nascosti tra le merci a bordo di un camion nella speranza di raggiungere l’Inghilterra. In Francia, un giovane dirigente sovrintende il trasferimento di una fabbrica in Ungheria e deve affrontare il senso di colpa per i lavoratori che perderanno il loro impiego. Una studentessa, in viaggio per l’Europa, riprende con la sua videocamera le persone senzatetto che incontra per le strade.

Il film di Finkiel si apre con le immagini di un manipolo di clandestini curdi impegnati in un viaggio terribile e senza soste tra le merci di un camion, con la costante paura di venire scoperti. E l’unica parte del film che sia stata scritta, secondo quanto dichiarato dallo stesso regista, in quanto destinata ad un altro progetto mai realizzato. Sono immagini forti, fortissime, che riescono a mostrare esseri umani come oggetti, merci tra le merci, destinati al macello di un’economia che non conosce alcuna etica.
Il regista mette le situazioni a confronto, senza troppo intervenire: il giovane dirigente che sovrintende all’apertura di un’azienda in Ungheria – lasciando senza lavoro gli impiegati della stessa azienda in Francia – vive un senso di colpa per quanto sta facendo ma si vede circondato, con paura, da persone meno privilegiate di lui e vittime di un sistema di cui lui stesso è parte integrante. Il terzo personaggio, quello di una studentessa in viaggio per l’Europa, filma le persone che trova per strada.
Tutti i personaggi si trovano a condividere gli stessi spazi senza mai interagire tra loro e appaiono come corpi in movimento in un mondo in cui l’unica vera libertà sembra riguardare il movimento delle merci.
A tratti sfilacciato nel racconto, ma si parla di un male minore di fronte al risultato globale, Nulle part terre promise è un film sincero, forte e ambizioso le cui immagini non perdono mai in forza sostituendosi efficacemente alla necessità di una struttura narrativa codificata e ordinata.

Roberto Rippa

Il regista

Emmanuel Finkiel, classe 1961, inizia a lavorare nel cinema come aiuto regista per Krzysztof Kieslowski e Bertrand Tavernier. Nel 1995 realizza il suo primo film, un mediometraggio, dal titolo Madame Jacques sur la Croisette.
Il film viene presentato a Locarno nel 1996 e premiato come migliore cortometraggio l’anno seguente con un César.
Voyages (1999), suo primo lungometraggio, vince, tra i molti, il premio dei giovani a Cannes e un César come migliore opera prima. Il film narra di tre donne sopravvissute ai campi di concentramento.
Dopo avere girato ancora alcuni cortometraggi, nel 2001 dirige Casting, documentario che testimonia la sua ricerca di attori in grado di parlare Yiddish.

Nulle part terre promise
(Francia/2008)
regia: Emmanuel Finkiel
fotografia: Hans Meier, Micolas Guicheteau
montaggio: Anne Weil, Saskia Berthod
interpreti: Elsa Amiel, Nicolas Wanczycki, Haci Aslan, Haci Yisuf Aslan, Abdurrahim Apak, Joanna Grudzinska
formato: 35mm
durata: 94’

l’articolo è stato pubblicato su RAPPORTO CONFIDENZIALE. SPECIALE 61° Festival del Film di Locarno. 6-16|8|2008 | SETTEMBRE’08 (pag.42-46). link

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