Parigi // Aldo Tambellini – Back to Black (6-8 gennaio)

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ALDO TAMBELLINI
BACK TO BLACK – FILM and VIDEO RETROSPECTIVE (1965-1976)

Centre Pompidou 6 – 8 gennaio/janvier 2012
Cinéma 2 | Place Georges Pompidou, Parigi
centrepompidou.fr

Prima sessione, dal titolo Back to Black, di una retrospettiva dedicata al filmmaker italo-statunistense Aldo Tambellini (Syracuse, New York, 1930) che si comporrà di sei cicli di proiezioni. A cura di Pia Bolognesi e Giulio Bursi, in collaborazione con Light Cone/Scratch, La Camera Ottica-CREA (Università di Udine) e Harvard Film Archive.
Programma completo: tinyurl.com/ch4pvg7

 

«Black to me is like a beginning. A beginning of what it wants to be rather than what it does not want to be. I am not discussing black as a tradition or non tradition in painting or as having anything to do with pigment or as an opposition to color. As I am working and exploring black in different kinds of dimensions, I’m definitely more and more convinced that black is actually the beginning of everything, which the art concept is not. Black gets rid of the historical definition. Black is a state of being blind and more aware. Black is a oneness with birth. Black is within totality, the oneness of all. Black is the expansion of consciousness in all directions. I strongly believe in the word ‘black power’ as a powerful message, for it destroys the old notion of western man, and by destroying that notion it also destroys the tradition of the art concept»
– Aldo Tambellini, 1967 –


Aldo Tambellini (Syracuse, New York, 1930) è un artista italiano-statunitense.
Filmmaker sperimentale, videoartista e poeta, esponente di spicco della scena artistica underground statunitense a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, riconosciuto come uno dei pionieri dell’intermedialità e del video d’artista.
Esordisce nell’ambito dell’Expanded Cinema creando ambienti immersivi e multimediali per sperimentare poi nel corso della propria carriera le potenzialità espressive del cinema e dell’ immagine elettronica.
Nella sua ricerca visiva declina la matrice astrattista verso una profonda sensibilità per l’attualità dei temi politici e sociali e dai loro riflessi nella quotidianità mediatica: la guerra del Vietnam, l’assassinio di Robert Kennedy, la condizione dei neri, le lotte per i diritti civili.
I suoi interventi sulla pellicola cinematografica (con agenti chimici, inchiostro, graffiature) formano un universo visuale astratto ed aggressivo centrato sul nero, nella sua qualità di non-colore capace di esprimere totalità cosmica, in cui l’astrazione turbolenta si alterna spesso all’ utilizzo del found footage: film commerciali, telegiornali e programmi televisivi.
Un forte interesse per le possibilità utopico-espressive aperte dall’era elettronica, allora ai suoi albori, lo porta ad esplorare e manipolare le nuove tecnologie video. I suoi Black Video 1 e 2 e blackspyral figurano tra i primi esempi di immagini video autoreferenziali, generate direttamente attraverso interferenze con la struttura del mezzo.
Negli anni piu recenti si è dedicato principalmente all’attivita poetica componendo testi centrati su temi sociali. [Fonte: it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Tambellini]
Aldo Tambellini: aldotambellini.com

 

Programma

Vendredi 6 Janvier 2012
20:00 | Les "Black Films"
Scultore e pittore di formazione, Aldo Tambellini sceglie, a metà degli anni ’60, di portare l’espressionismo astratto delle sue tele e la matericità delle sue sculture su pellicola. In circa 4 anni realizza una serie di film in 16mm incentrati sul concetto di “nero”, alcuni dipinti a china ed altri realizzati con tecniche miste, in cui il segno pittorico su pellicola si fonde con la ricerca sonora realizzata dall’autore. Questi film modificheranno il suo lavoro in modo profondo, spingendolo verso l’utilizzo sperimentale del mezzo televisivo e l’ampliamento del dispositivo cinematografico, che a partire dalle esperienze di “distruzione sensoriale” dei suoi film si aprirà verso forme immersive di contaminazione dei media..

Samedi 7 Janvier 2012
14:00 | Inédits des années 1960
La forma apparentemente chiusa della Black Film Series viene letteralmente slabbrata da una decina di film che, pur essendo montati, non verranno mai sonorizzati e distribuiti. Alcune di queste opere rappresentano un’incursione ancor più profonda nelle visioni e nelle tecniche utilizzate dall’artista in quegli anni, altre invece sono pensati come la tela su cui costruire i propri live media. Recentemente scoperti, digitalizzati per l’occasione e presentati per la prima volta al pubblico, questi film non sono solo un’appendice visiva alle opere filmiche concluse, ma un’esperienza fondamentale per comprendere alcuni dei passaggi chiave dell’evoluzione del lavoro di Tambellini, all’indomani del fondamentale passaggio al video.

Samedi 7 Janvier 2012
17:00 | Performances électromédia
Le Electromedia performances nascono nel 1964 come un esperimento di expanded cinema in cui la fusione tra arti plastiche e scultura cinetica riconverte lo spazio in pura interazione drammatica: Tambellini trasforma il film in architettura scenica, la luce ed i dipinti su vetro in lumograms, l’azione fisica in movimento astratto, il suono in materia tattile.
Questa selezione documenta alcune tra le collaborazioni più rappresentative del Black Gate Theatre che vedono al fianco dell’autore artisti come Jud Yalkut e Otto Piene, con il quale dalla profondità dell’underground newyorkese approderà nel 1968 all’emittente nazionale tedesca WDR-TV, per la realizzazione della prima
broadcast performance.

Samedi 7 Janvier 2012
20:00 | Enfance expérimentale
Prima nella ricerca fotografica e poi nella Black Film Series, l’interazione – e la reazione – tra arte e infanzia si attesta come una delle tematiche più ricorrenti nelle opere dell’autore. Dopo lo storico episodio firmato per il progetto collettivo The Medium is the Medium ed una serie di video per reti televisive di Syracuse e New York, Tambellini ritorna alla pellicola realizzando un film sull’educazione artistica nel distretto didattico di Albany. Montato da Mike Kuchar e mai mostrato, si tratta dell’unico documentario prodotto dall’autore, presentato per la prima volta assieme ad altro materiale inedito.

Dimanche 8 Janvier 2012
14:00 | Oeuvres cathodiques
Con l’introduzione del sistema di videoregistrazione Portapak CV 2000, Tambellini affianca un nuovo dispositivo di ripresa alla Bolex 16mm. Prerogativa dell’autore è lo studio del segnale video nella sua complessità d’intervento diretto sull’immagine, al fine di svelarne la plasmabilità. Se nei primi film i procedimenti pittorici e la composizione scultorea si univano alle tecniche del cinema sperimentale, con le opere catodiche la dimensione estetica dell’immagine televisiva si perde nell’apparato elettronico che la genera, modificato dall’autore attraverso un sistema di magneti ed un oscilloscopio.
Dal 1973 Tambellini riprende alcuni dei suoi lavori per riprocessarli attraverso il Paik-Abe video synthesizer. Ancora una volta gli elementi mutano ed il corpo dell’immagine si perde nella viva forma astratta.

Dimanche 8 Janvier 2012
17:00 | Carte blanche à Aldo Tambellini
Nel settembre 1966, Tambellini apre il Gate Theatre, tra 2nd Avenue e 10th Street nel Lower East Side, con una programmazione giornaliera focalizzata su cinema e teatro sperimentali (insieme a musica jazz, black poetry, multimedia performances). Il Gate (poi Black Gate e Tambellini’s Gate) diviene negli anni uno dei luoghi simbolo della cultura underground dell’east coast; per rendere omaggio ad uno spazio importante, ma dimenticato, abbiamo proposto all’autore di scegliere insieme alcuni titoli tra i programmi da lui realizzati, con l’idea di rievocare attraverso le immagini in movimento sia la sua attività di cineasta che quella di programmatore.


Per saperne di più:

Centre Pompidou: tinyurl.com/ch4pvg7
Light Cone: www.lightcone.org
Von Archives: www.vonarchives.com

 

 

 

 

thanks to: Pia Bolognesi & Giulio Bursi

 

 

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