Glauser > Christoph Kühn

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articolo pubblicato in Rapporto Confidenziale numero35 – Speciale Locarno 64. Pagg. 56-61

Glauser
Christoph Kühn

Svizzera – 2011 – tedesco, svizzero tedesco – b/n, colore – 75’ – HD
64. Festival internazionale del film di Locarno | Fuori concorso

di Roberto Rippa

Nell’ospedale psichiatrico di Münsingen, nel Canton Berna, la notte è calma e buia. Friedrich Glauser non riesce a smettere di pensare. Legionario, dadaista, scrittore e morfinomane, l’uomo traccia un bilancio della sua vita sprecata.
Come bolle di sapone, appaiono i momenti drammatici della sua infanzia, che crescono e si dilatano senza voler finalmente scoppiare. La scrittura è l’unico collegamento che gli è rimasto con il mondo esterno. Il sergente Studer, figura paterna positiva, è i personaggio che lo renderà famoso. Dopo il suo rilascio, Glauser lascia la Svizzera e conduce una vita turbolenta al fianco della compagna Berthe Bendel.
Dovunque tenti di stabilirsi, però, il fantasma del suo passato lo rincorre senza pietà.

Friedrich Glauser (1896-1938) è un uomo costantemente in fuga. In fuga dai suoi fantasmi, che spesso assumono il corpo di suo padre, alla ricerca di una pace che non troverà mai.
Glauser è uno scrittore. Famoso per i suoi romanzi con il sergente Studer come protagonista (che lo fanno definire dal suo editore come il “Simenon svizzero”), vera e propria immersione nella cultura svizzero-tedesca della prima metà del secolo scorso, meno per quelli autobiografici come “Morfina” o “Gli occhi di mia madre”, è un uomo tormentato sin dai suoi primi anni di vita, che lo vedono passare di collegio in collegio e conoscere l’esperienza del riformatorio. In età adulta la sua vita non cambia: le fughe di scuola in scuola vengono sostituite dai continui cambi di professione e di Paese (Belgio, Svizzera, Francia, Italia, dove morirà), dall’arruolamento nella Legione straniera ai passaggi negli istituti psichiatrici, non di rado per la sua dipendenza dalla morfina. Unica costante nella sua tormentata esistenza, la scrittura.
Raccontare Friedrich Glauser significa quindi dare lo spazio da protagonista anche ai suoi onnipresenti fantasmi.
Christoph Kühn, documentarista svizzero, si assume il compito di raccontarli partendo dalla lettura di alcune lettere, pubblicate alla fine degli anni ‘80, che gli rivelano una persona profondamente diversa da quella che molti lettori germanofoni conoscono attraverso i libri. Una persona poco svizzera, molto europea.
Preceduto da un difficilissimo lavoro di documentazione, dal momento che Glauser non ha avuto figli e non ci sono suoi parenti, il film si concentra sugli ultimi anni di vita dello scrittore, alcuni tra i quali trascorsi nell’ospedale psichiatrico di Münsingen, presso Berna. Le interviste si riferiscono a questo periodo e si arricchiscono della testimonianza di Bertha Bendel, la donna che gli è stata accanto negli ultimi anni, la cui presenza proviene da una intervista degli anni ‘70 realizzata dalla televisione svizzero-tedesca.
Altre testimonianze sono quelle di Max Müller, figlio dello psicanalista che lo aveva avuto in cura e lo aveva addirittura ospitato a casa sua, unico ad averlo conosciuto personalmente; di Martin Borner, anch’esso medico a Münsingen, che a distanza di anni rivede la diagnosi di schizofrenia fatta decenni prima; quindi di Frank Goehre, primo biografo dello scrittore, e infine di Hardy Ruoss, primo a scrivere una tesi di dottorato su Glauser.

Kühn imposta il suo film come un noir, con una voce fuori campo a tenere il filo della storia e lo arricchisce con gli stupendi disegni – creati appositamente – di Hannes Binder, autore delle versioni illustrate dei romanzi di Glauser.
Per gli estimatori presenti e futuri dello scrittore, un documento imprescindibile, una preziosa testimonianza di un periodo di vita dell’autore. Forse l’unico ancora raccontabile in forma cinematografica.

Roberto Rippa

Guarda l’intervista al regista Christoph Kühn su RC

Glauser
Regia, sceneggiatura: Christoph Kühn • Musiche: Bertrand Denzler • Fotografia: Carlo Varini • Montaggio: Johanna Brüehl, Milenia Fiedler, Francesco Jost, Gion-Reto Killias • Illustrazioni/animazioni: Hannes Binder • Produzione: ventura film SA • Coproduzione: SRF – Schweizer Radio und Fernsehen, SGR SSR • Distributore svizzero: Filmcoopi, Zurigo • Lingua: tedesco, svizzero tedesco • Paese: Svizzera • Anno: 2011 • Durata: 75’

Ventura Film

Bibliografia di Friedrich Glauser

• “Die Hexe von Endor”, 1929
La negromante di Endor, Sellerio, 1999

• “Morphium und autobiographische Texte”, 1932
Morfina, Sellerio, 1995

• “Verhör / Wachtmeister Studers erste Fälle”, 1933
I primi casi del sergente Studer, Sellerio, 1989

• “Schlumpf Erwin Mord / Wachtmeister Studer”, 1936
Il sergente Studer, Sellerio, 1986

• “Matto regiert”, Zürich 1936
Il regno di matto, Sellerio, 1988

• “Im Dunkel”, 1937
Gli occhi di mia madre, Casagrande, 2005

• “Der Chinese”, 1938
Il Cinese, Sellerio, 1988

• “Die Fieberkurve”, 1938
Il grafico della febbre, Sellerio, 1985

• “Gourrama”, 1938;
Id., Sellerio, 1990

• “Krock & Co.”, 1938
Id., Sellerio, 1987

• “Der Tee der drei alten Damen”, 1939
Il tè delle tre vecchie signore, Sellerio, 1985

• “Beichte in der Nacht”, 1945

• “Dada, Ascona und andere Erinnerungen”, 1976
Dada, Ascona e altri ricordi, Sellerio, 1991

• “Hinter Mauern”, 1991
Oltre il muro, Sellerio, 1993

I libri di Glauser sono tradotti in Italiano da Gabriella de’ Grandi
Fonti: Le CulturActif Suisse / Sellerio editore, Palermo

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