Hodejegerne (Headhunters) > Morten Tyldum

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articolo pubblicato in Rapporto Confidenziale numero35 – Speciale Locarno 64. Pagg. 66-67

Hodejegerne

Morten Tyldum

(“Headhunters”) – Norvegia/Danimarca/Germania – 2011 – 35mm – norvegese – colore – 101’
64. Festival internazionale del film Locarno | Piazza Grande

Roger sembra avere tutto: una brillante carriera come “cacciatore di teste”, una moglie bellissima, proprietaria di una galleria d’arte, e una villa sfarzosa.
In realtà, per sostenere il suo elevato tenore di vita, Roger è da tempo dedito al furto di opere d’arte. La vittima ideale per il suo prossimo colpo è Clas Greve, alto dirigente dell’industria elettronica, in possesso di un quadro pregiato che permetterebbe a Roger di risolvere definitivamente tutti i suoi problemi finanziari.
Ma anche Greves sta conducendo un gioco poco pulito. Quando Roger si introduce a casa sua per sottrarre il quadro, trova qualcosa che cambierà radicalmente la sua vita costringendolo a una fuga senza requie per mettersi in salvo.

Dopo l’ondata di romanzi gialli provenienti dal Nord Europa e tradotti in tutto il mondo in seguito al successo della trilogia scritta da Stieg Larsson (e dei film da essi tratti), era inevitabile che le trasposizioni per il grande schermo proseguissero grazie ad altri autori.
Il romanzo omonimo di Jo Nesbø del 2008, ancora inedito in Italia, offre al film diretto da Morten Tyldum più di una felice occasione: la storia che mette inconsapevolmente a confronto due criminali, un intreccio d’amore e tradimento, una trama che riesce a tratti a risultare imprevedibile. Il regista, di suo, ci mette un certo ritmo, un non scontato rispetto per la psicologia del personaggio principale e una confezione hollywoodiana.
Roger è un cacciatore di teste che seleziona personale altamente qualificato per grandi aziende. La sua attività ufficiale è però strumentale a quella, ben più redditizia, che esercita fuori orario. Nel corso dei colloqui, infatti, può porre domande tanto dettagliate da permettergli di conoscere particolari privati e logistici dei suoi facoltosi interlocutori, informazioni che gli serviranno per organizzare al meglio furti di opere d’arte nelle loro case. La sua attività, grazie a un’organizzazione scrupolosa, scorre senza sussulti fino a quando si presenta l’occasione del colpo della vita. Un dettaglio tutt’altro che insignificante gli fa però capire di essere diventato l’obiettivo di un altro ben più pericoloso e sino ad allora insospettabile antagonista. Da qui l’inizio di una caccia tra gatto e topo che potrebbe avere esiti non scontati.
Il personaggio principale ha una definizione umana, in sceneggiatura, che contribuisce a mantenere l’attenzione dello spettatore e gli garantisce spessore. Meno interessanti i secondi ruoli, per i quali è difficile parteggiare e il cui destino è spesso ampiamente prevedibile.
Il film di Tyldum indica la via europea al thriller internazionale sulla scia di quello americano ma, malgrado alcuni momenti davvero riusciti, il film soffre di alcune lungaggini (soprattutto nella parte centrale) tipiche del suo più recente modello di riferimento e, come quello, intrattiene lungo la sua durata per farsi poi dimenticare con una certa rapidità.

Il film è stato acquistato per la distribuzione negli Stati Uniti e in diversi Paesi europei.


Hodejegerne (“Headhunters”)
Regia: Morten Tyldum • Soggetto: Jo Nesbø (dal suo romanzo omonimo) • Sceneggiatura: Lars Gudmestad, Ulf Ryberg • Fotografia: John Andreas Andersen • Montaggio: Vidar Flataukan • Interpreti: Nikolaj Coster-Waldau, Julie R. Ølgaard, Aksel Hennie, Synnøve Macody Lund, Joachim Rafaelsen • Produttori: Marianne Gray, Asle Vatn • Produttori esecutivi: Anni Faurbye Fernandez, Lone Korslund, Mikael Wallen, Christian Fredrik Martin • Produzione: Friland Film AS, Yellowbird Norge AS • Coproduzione: Nordisk Film (Norvegia), ARD Degeto Film GmbH (Germania) • Distribuzione: Trustnordisk • Distributore svizzero: Ascot Elite Entertainment Group / Elite Film AG • Lingua: norvegese • Paese: Norvegia, Danimarca, Germania • Anno: 2011 • Durata: 101’

Morten Tyldum, 1967, si è diplomato alla School of Visual Arts di New York e ha lavorato per diversi anni come regista per la televisione norvegese, per cui ha contribuito a definire un nuovo linguaggio all’inizio degli anni ‘90. Dopo il cortometraggio “Fort Forover” (“Fast Forward”, 2000), gira il suo primo lungometraggio, “Buddy” (2003), un successo clamoroso di botteghino in Norvegia, dove ottiene 280’000 entrate. Il suo secondo lungometraggio, “Varg Veum – Falne engler” (“Fallen Angels”, 2008), ottiene un successo
di pubblico ancora maggiore e ottiene il premio Amanda (il premio cinematografico norvegese) per la migliore sceneggiatura. È direttore della casa di produzione Einar film og fortellinger.

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