I Think We’re Alone Now > Sean Donnelly

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Jeffrey Deane Turner è un uomo sui 50 anni sofferente della sindrome di Asperger, semplicisticamente una forma sfumata di autismo. Kelly McCormick si definisce un’ermafrodita ma appare più come una transessuale nel mezzo della sua transizione tra il sesso maschile e quello femminile.
Ad accomunarli, un amore sfrenato per Tiffany, meteora canora che ha conosciuto i suoi 15 minuti di celebrità – o anche un poco meno – all’inizio degli anni ’90, giusto un paio d’anni di gloria prima di ritrovarsi a cantare nei centri commerciali e nelle fiere.
Jeff e Kelly hanno una differente attitudine nei suoi confronti: il primo è convinto che il suo sentimento per lei sia ricambiato, unico ostacolo il marito di lei che impedisce il fiorire della loro relazione. È anche tanto convinto di essere in costante contatto telepatico con lei da avere investito una somma modesta nell’acquisto di un apparecchio che favorirebbe il loro contatto cerebrale. Denunciato per stalking dalla cantante a fine anni ’90, per i suoi numerosi tentativi di contatto e per essersi recato a un suo concerto con una spada da samurai, appare in realtà come un uomo mite, incapace di qualsiasi tipo di male.
Kelly appare leggermente più problematica: convinta che la cantante le abbia salvato la vita dopo un incidente che avrebbe potuto esserle fatale e che l’ha vista entrare in coma, e che il futuro le vedrà unite, afferma di avere sofferto molto nella sua crescita per la sua condizione – e non si stenta a crederle – e oggi trascorre le sue giornate correndo per le strade della sua città e le notti ascoltando i vecchi dischi di Tiffany e bevendo alcol.
Sean Donnelly entra nelle loro vite in punta di piedi, ricordando in questo i fratelly Maysles di “Grey Gardens” o “Salesman“. Li segue nelle loro case pagate dall’assistenza sociale, tappezzate di fotografie della loro amata, nella loro quotidianità, senza mai interagire con loro sullo schermo, lasciandoli liberi di esprimersi, mentre Jeff chiacchiera con chiunque incontri per le strade della città in cui vive – Santa Cruz, California – e Kelly corre avanti e indietro per le strade della sua – Denver, Colorado. Incontra anche i loro (pochi) amici e il patrigno di Jeff, che raccontano il loro rapporto.
Fino all’incontro tra i due, in occasione di un concerto della loro beniamina a Las Vegas. Un incontro che presenta nelle loro conversazioni anche qualche aspetto inquietante.
Tiffany, da par suo, sembra perfettamente consapevole della non pericolosità dei due e, ora che l’ordine di restrizione emesso contro Jeff anni prima, è decaduto, non esita a scambiare qualche parola e a farsi fotografare con lui ogni volta che lo incontra.

“I Think We’re Alone Now” (il calzante titolo viene da una canzone scritta da Ritchie Cordell, successo del 1967 di Tommy James & the Shondells, di cui Tiffany ha cantato una sua versione rimasta al primo posto della classifica di Billboard” per due settimane nel 1987) rappresenta il ritratto denso di umanità di due persone perse nella loro solitudine ed è anche una rappresentazione ispirata della società statunitense.

Il documentario di Donnelly, totalmente autoprodotto, non è mai meno che rispettoso e finisce con il raccontare molto più che un isolato fenomeno curioso, sfiorando con delicatezza ma anche estrema naturalezza i temi della malattia, della solitudine del disagio psichico e di come la gente reagisca e interagisca con esso.

Girato con mezzi estremamente limitati da un regista alla sua prima prova dopo un cortometraggio, “I Think We’re Alone Now” aspira alla statura di classico che il tempo sicuramente gli restituirà.

Jeff oggi ha ampliato la sua galleria di ossessioni includendovi anche Alyssa Milano – la ex bambina di “Who’s the Boss” e nota in Italia per essere stata una delle tre protagoniste della serie “Charmed” – “Streghe” – che ha richiesto nei suoi confronti un ordine di restrizione dopo che lui aveva tentato di entrare nel giardino di casa sua per scambiare due chiacchiere.

Roberto Rippa

Read the interview with Sean Donnelly in Rapporto Confidenziale
Leggi l’intervista a Sean Donnelly in Rapporto Confidenziale

I Think We’re Alone Now
(USA, 2008)
Regia: Sean Donnelly
Musiche originali: Alessandro Minoli, Dan Wholey, Malcolm Francis, Cyrus Shahmir, Calvin Lam, Palo Colorado, Josh Neumann, Sean Bones
Fotografia: Phil Buccellato
Suono: Charlie Tighe
Montaggio: Phil Buccellato, Sean Donnelly
Produzoine: Sean Donnelly, Jordy Cohen, Phil Buccellato
61′

www.ithinkwerealonenow.com

Sean Donnelly è cresciuto a Santa Cruz, California ma vive a New York sin dalal frequentazione del corso di Cinema e televisione alla New York University.
Ha diretto diversi video musicali e spot pubblicitari, tra cui quelli per Scion, VH1, MSN, AOL, Tally Hall, Galactic, Angela McClusky, Ben Jelen. Il suo video per la band The Spinto gli è valso la candidatiura (unitamete al coregista Jon Watts) come migliore video internazioanel ai MVPA Awards del 2008.
La rivista Creativity lo ha incluso nell’elenco dei registi da tenere d’occhio.
www.mrseandonnelly.com

DVD

Di “I Think We’re Alone Now” esistono unicamente due versioni in DVD, quella statunitense e quella inglese. Per entrambe, solo lingua inglese, commento audio di Sean Donnelly e Jeff Turner e 24 minuti di estratti video.

I Think We’re Alone Now [DVD Regione 2 – UK]

I Think We’re Alone Now [DVD Regione 1- USA]

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