La notte e il giorno: Italien Experimental 1905-2010

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# INTRO
di Alessio Galbiati

La Storia delle immagini in movimento, volgarmente chiamate ‘cinema’, è una miniera, un buco nero all’interno del quale non si finirà mai di scavare perché trattasi di storia espansa (Expanded) e proteiforme, molteplice, infinita perché più veloce della luce che le rischiara. Ad ogni ricerca negli archivi si riemerge con qualche brandello di resurrezione, ed intanto gli archivi si moltiplicano – anche inconsapevolmente – in una miriade di concretizzazioni che il digitale dischiude ogni istante che passa. Dalla proiezione zero, convenzionalmente quella del 30 dicembre 1895 del cinématographe Lumière al Salon Indien, ad oggi, sono trascorsi 116 anni e tutto è mutato. Fra 116 anni dove ci troveremo e con quale titanico archivio si troveranno a fare i conti i nostri posteri?

Negli archivi c’è di tutto, c’è il passato ma c’è pure il futuro. Solo una vera ricerca al loro interno (a patto che sia una verifica incerta) può rischiarare il ‘chi eravamo’. Tutto il resto è gioco burocratico, figlio di un qualche ministero, d’una qualche commissione, d’una qualche ricerca accademica che insegue come unico fine la conferma degli assunti di partenza.

Bursi e Rossin in oltre due anni di lavoro, pressoché quotidiano, sono giunti ad una semplice e rivoluzionaria conclusione che – inevitabilmente visti i tempi che corrono, non poteva che compiersi su sollecitazione d’una istituzione culturale extra italiana (non italiana) – scardina la Storia del Cinema cristallizzata nei vetusti e consunti libri cardine della storiografia del cinema italiano: il cinema sperimentale italiano fu pratica più estesa e attuata di quanto ad oggi era dato sapere. Le cronologie stilistiche andrebbero tutte quante ridefinite, le barriere fra cinema scientifico, industriale e d’arte andrebbero abbattute. Perché il concetto di sperimentazione andrebbe prima di tutto considerato come una pratica, non uno stile.

Bursi e Rossin hanno riportato alla luce, in molti casi per la prima volta dopo oltre un secolo, immagini in movimento dimenticate, frammenti di una storia del cinema italiano che con troppa superficialità si è preferito lasciare all’oblio (ed in molti ne hanno favorito il fattivo restauro). Italien Experimental 1905-2010 impone allo storico ed al ricercatore di ripensare tutto, è una rivoluzione che bisogna avere la forza di approfondire per restituire al senso comune la grandezza del cinema italiano, nella sua costante, visionaria e unica varietà di approcci alle immagini in movimento. Una storia che continua nella nostra epoca, come testimoniato dal riferimento al 2010 del titolo.

Quello che segue è il programma della rassegna, con brevi testi d’accompagnamento, per la prima volta pubblicato in lingua italiana. Su Rapporto Confidenziale, nei mesi a venire, daremo conto con maggior dettaglio delle opere emerse da questa immersione negli archivi, dando spazio alla voce ed alle parole di Bursi e Rossin che qui ringraziamo per l’amichevole complicità.

AG

 

 

Frame: Versus | Massimo Bacigalupo | 1968

 

LA NOTTE E IL GIORNO
ITALIEN EXPERIMENTAL 1905-2010

Österreichische Filmmuseum, Vienna – 23-30 novembre 2011
Retrospettiva a cura di Giulio Bursi and Federico Rossin

Esiste un cinema sperimentale italiano? Italien Experimental è prima di tutto una risposta a questa domanda, un’ipotesi di lavoro con l’ambizione di tracciare una prospettiva storico-critica, un tentativo di mettere in campo nuove linee di ricerca che pongano il cinema italiano in diretta relazione con gli sperimentalismi europei ed americani e con una visione criticamente espansa delle forme cinematografiche. Italien Experimental è anche un momento per portare alla luce nuove scoperte (restauri o ristampe), dopo una notte troppo poco illuminata da sporadiche retrospettive limitate ad un ristretto canone legato all’esperienza e ai lasciti dell’avanguardia futurista o del cinema d’artista contemporaneo.

Attraverso undici programmi composti prevalentemente da cortometraggi realizzati su pellicola (dal 9,5mm al 35mm), si intende ridare un senso realmente stratificato al termine “sperimentale”, considerando come parte di questo mondo tutto ciò che è esperienza materiale ed esplorativa nel/del cinema. Ogni programma mette così in relazione fra loro forme, stili, modalità produttive all’apparenza lontane, svelando filiazioni e genealogie che illuminano in maniera trasversale e non canonica l’intera storia del cinema italiano.

Ciascuna delle undici costellazioni tematico/formali attraversa cronologicamente più di cento anni di cinema, di immaginario tecnologico, di inconscio ottico: dimenticati film di grandi autori dialogano così con film orfani e anonimi, rielaborazioni concettuali e moderniste vengono illuminate da prodotti commerciali o artigianali, opere di artisti plastici entrano in collisione con film scientifici o medici. Una proposta curatoriale che trova per la prima volta al di fuori dell’Italia uno spazio in cui poter sviluppare il proprio potenziale di visione.

Giulio Bursi e Federico Rossin

 

La retrospettiva sul sito dell’Österreichische Filmmuseum (inglese)
La retrospettiva sul sito dell’Österreichische Filmmuseum (tedesco)

 

[Programma #01] IO SONO LA MACCHINA
[Programma #02] L’ESTASI DELLA MACCHINA DA PRESA
[Programma #03] HOME MOVIES
[Programma #04] L’UOMO SENZA MACCHINA DA PRESA
[Programma #05] IL CORPO DEL FILM. ESTASI DEL FOUND FOOTAGE
[Programma #06] IL CORPO DEL FILM. ESTASI DEL FOUND FOOTAGE 2: NEWSREELS
[Programma #07] CORPO UMANO
[Programma #08] CORPO ATTORIALE
[Programma #09] EROTIKA
[Programma #10] DIONYSOS
[Programma #11] DERIVA

 

frame: Film n. 2 – Caratteri | Luigi Veronesi | 1939

[Programma #01]
IO SONO LA MACCHINA

Il Futurismo è la macchina/laboratorio di forme e pratiche sperimentali cui tutta la modernità italiana ha attinto fino ad oggi. Il corpo perde la centralità conquistata col cinema muto e si frammenta, e la macchina sceglie l’occhio come strumento privilegiato per la propria espressione più libera. Un programma che scava anche oltre la velocità di Marinetti & C. nelle opere più impreviste e sconosciute: dalle classiche sinfonie urbane si passa infatti a film d’artista e film industriali, per mostrare mutazioni e filiazioni dell’unica avanguardia storica italiana. La macchina corre velocissima attraverso il ‘900 e ci lascia in eredità un caleidoscopio inesauribile di visioni.

INTRODUZIONE:
Ritmi di Stazione. Impressioni di vita N. 1 | Corrado d’Errico | 1933 | b/n, sonoro, 8′
Film n. 2 – Caratteri | Luigi Veronesi | 1939 | b/n e colore, muto, 12′

FILM:
Amor pedestre | Marcel Fabre | 1914 | colore (tinted), 8′ (16 fps)
Lingotto Fiat | Anonimo (Società Anonima Ambrosio, Torino) | 1924-25 | b/n, 10′ (?? fps)
Velocità | Pippo Oriani, Tina Cordero | 1930-31 | b/n, 13′ (24 fps)
Il ventre della città | Francesco di Cocco | 1932 | b/n, sonoro, 12′
Vertigine | Michelangelo Antonioni | 1950 | b/n, sonoro, 4′
Voy-Age | Giorgio Turi, Roberto Capanna | 1964 | b/n, sonoro, 12′
Baraccone | Pierfrancesco Bargellini | 1968 | b/n, muto, 4′
Secondo il mio occhio di vetro | Paolo Gioli | 1971 | b/n, sonoro, 10′

 

Frame: Versus | Massimo Bacigalupo | 1968

[Programma #02]
L’ESTASI DELLA MACCHINA DA PRESA

“Imagine an eye unruled by man-made laws of perspective, an eye unprejudiced by compositional logic”: queste famose parole di Stan Brakhage ben introducono questo programma in cui la macchina da presa ed il suo obiettivo sono il soggetto e l’oggetto, diventano microscopio e telescopio, si improvvisano veicoli delle pulsioni più incontrollate, delle visioni più estatiche. Una serie di film che liberano energie profonde, stimolando – fino all’allucinazione – la percezione e i sensi, fino ad una chiusura inaspettatamente espansa.

INTRODUZIONE:
Repeat (La contaminazione ricorrente) | Cioni Carpi | 1970 | colore e b/n, suono, 7′

FILM:
La malattia del sonno | Anonimo | 1905? | b/n, 3′ (16 fps)
L’eclissi parziale di sole del 17 aprile 1912 | Luca Comerio | 1912 | colore, 5′ (16 fps)
Giardini Elda (bald_50) | Anonimo | 1928 | b/n, muto, 1′
Senza titolo | Fondo Giudice Andrea | 193? | b/n, 1′
Radiogiornale n° 5 | Giorgio Simonelli | 1934 | b/n, son, 8′
In giostra | Gaetano Carrer | 1950 | colore, muto, 1’40”
Spatiodynamisme | Tinto Brass, Nicolas Schöffer | 1958 | colore, muto, 6′
Macrozoom | Piero Bargellini | 1968 | colore, muto, 3’30”
Versus | Massimo Bacigalupo | 1968 | b/n, muto, 12′
Film a strisce (la petite mort) | Michele Sambin | 1976 | colore, muto, 2′
IN/CONTRO/LUCE | Giovanna Puggioni | 1976 | b/n, muto, 9′
Filmfinish | Paolo Gioli | 1986-89 | b/n, muto, 12′
Lido | Marco Santi | 2003 | colore, sonoro, 19′

POST-SCRIPT:
Spot Olivetti. Macchina per scrivere Lettera 32 Jazz band | 1965-70 | colore, 33”
Spot Olivetti. Macchina per scriver portatile Valentine. Ragazze hippes | 1969-70 | colore, 37”
Spot Olivetti. Macch. per scriv. port. Valentine. Donna con il sigaro, I’m ok | 1969-70 | col, 1′
Spot Olivetti. Macchina per scrivere portatile Valentine. Flipper | 1969-70 | colore, sonoro, 58”
Cosmotronic. Olivetti for information | Adolfo Fogli, Egidio Bonfante | 1970 | colore, sonoro, 2′

 

frame: Bobina circo | Famiglia Togni | 194?

[Programma #03]
HOME MOVIES

Portare finalmente nel cuore del cinema sperimentale una forma fino ad oggi orfana e da sempre fuori dalla storia del cinema come quella dell’home movie significa prendere sul serio non più solo il suo valore documentario e sociologico ma la sua inaspettata portata estetica. Film di famiglia di grandi cineasti sperimentali convivono qui con opere che smontano il meccanismo simbolico dell’home movie e ne spiazzano lo statuto segnico classico, ritrovando il perturbante della società proprio grazie alla ricerca formale.

FILM:
In casa, febbraio 1927 | Famiglia Baldassini | 1927 | b/n, muto, 2’30”
Frammenti elettrici n. 1-Rom (Uomini) | Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi | ’01 | col, son, 13′
Frammenti elettrici n. 2-Viet Nam | Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi | 2001 | col, son, 9′
Bobina circo | Famiglia Togni | 194? | b/n, muto, 17′
Ciao ciao | Adamo Vergine | 1967 | b/n, muto, 6′ (16 fps)
Gasoline | Piero Bargellini | 1970 | b/n, 14′
Into the House | Massimo Bacigalupo | 1975-2010 | b/n, sonoro, 20′
Uomini e onde | Giuseppe Baresi | 1991 | colore, muto, 3′
Quattro stagioni | Giovanna Puggioni | 1999 | colore, muto, 4′ (18 fps)
Quasi niente | Ursula Ferrara | 1997 | colore, sonoro, 2’20”

 

Frame: Black is | Aldo Tambellini | 1965

[Programma #04]
L’UOMO SENZA MACCHINA DA PRESA

Un viaggio nella sperimentazione più libera e pura: il cinema che rinuncia al suo apparato e alla cosiddetta realtà per giungere all’espressione integrale di sé stesso. Esempi magistrali di film dipinti direttamente sulla pellicola si affiancano a film astratti sulla luce e i suoi riflessi, film realizzati con macchinari impensati dialogano con opere prodotte con tecniche all’avanguardia, esplosioni di immagini espressioniste con flussi di sgargianti icone pop.

INTRODUZIONE:
La Gazza ladra | Corrado d’Errico | 1934 | 2’33” (24 fps)
Film n. 4 (Studio 40) | Luigi Veronesi | 1940 | colore, muto, 5’24”’
Point and Counterpoint | Cioni Carpi | 1959-60 | colore, son, 4’33”
Durata complessiva: 13′

FILM:
Film n. 13 | Luigi Veronesi | 1981-85 | colore, muto, 7’36”
Tre tempi di cinema astratto | Elio Piccon, Mario Verdone | 1951 | colore, son, 11′
Black is | Aldo Tambellini | 1965 | b/n, sonoro, 3’40”
Black out | Aldo Tambellini | 1965) b/n, sonoro, 8’30”
Moonblack | Aldo Tambellini | 1965-68 | b/n, suono su CD, 5′
Film sans caméra F.S.C. No. 1 | Giovanni Martedì | 1974 | colore, sonoro, 11′
Film stenopeico (L’uomo senza macchina da presa) | Paolo Gioli | 1973-81-89 | b/n, col, 13′ (18 fps)
Durata complessiva: 64′

POST-SCRIPT:
Olimpino 1963-1967 | Bruno Munari, Marcello Piccardo | 1967 | b/n, colore, 5′
Scacco matto | Bruno Munari, Marcello Piccardo | 1965 | colore, 5′
Tissot sideral | Bruno Munari, Marcello Piccardo | 1969 | colore, 40”
Fiat 600 | Bruno Munari, Marcello Piccardo | 1968 | colore, 30”
Durata complessiva: 12′

 

Frame: Karagoez | Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi | 1984

[Programma #05]
IL CORPO DEL FILM. ESTASI DEL FOUND FOOTAGE

Tre forme assai dissimili di found footage film, ma legate fra loro da un comune orizzonte percettivo: il cinema come macchina dei desideri, come strumento estatico par excellence. Si va dalla decostruzione ironico-critica del cinema hollywoodiano e dei suoi stereotipi, al regesto spiazzante di un’esperienza esistenziale che si vuole assoluta e libertaria, fino al cinema come archivio di sé stesso, custode dei suoi sogni perduti e ritrovati.

FILM:
La verifica incerta | Gianfranco Baruchello, Alberto Grifi | 1965 | colore, sonoro, 31’
Soglie | Nato Frascà | 1967-78 | b/n, sonoro, 11’
Karagoez | Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi | 1984 | colore, muto, 46’

 

Frame: Vietnam | Mario Schifano | 1967

[Programma #06]
IL CORPO DEL FILM. ESTASI DEL FOUND FOOTAGE 2: NEWSREELS

Il found footage film come forma di messa in discussione del “messaggio” cinematografico e quindi contro-informazione selvaggia e anarchica. La guerra e i suoi orrori sono il centro radiante di un programma che racconta il ‘900 attraversandone i sogni politici, le delusioni sociali, gli slanci collettivi. Le rovine della storia sono raccontate dalle rovine del cinema, l’ottusa attualità dei cinegiornali viene trasformata in intemporale bellezza: lo splendore della forma libera passioni e pulsioni per sovvertire lo stato delle cose.

FILM:
Radiogiornale n° 2 | Giorgio Simonelli | 1934 | b/n, sonoro, 12′
Cinegiornale | Alfredo Leonardi | 1967 | b/n, sonoro, 3′
Vietnam | Mario Schifano | 1967 | b/n, no dialogue, 7′
Black TV | Aldo Tambellini | 1964-68 | b/n, sonoro, 10′
Scusate il disturbo | Giorgio Turi | 1968 | b/n, sonoro, 15′
Homo sapiens | Fiorella Mariani | 1978 | b/n, sonoro, 53′

 

Frame: Dolce vagare in sacri luoghi selvaggi | Roberto Nanni | 1989-2009

[Programma #07]
CORPO UMANO

Un percorso che attraversa il XX secolo cercando di svelarne l’essenza di laboratorio biopolitico, in cui il corpo è oggetto di scoperta scientifica ed insieme manipolazione, disciplina, violenza. Ma anche un viaggio nella visione da/dell’interno del corpo – metaforica e non – seguendo le tracce della corporalità anche oltre sé stessa, trovando così inattese e disvelanti analogie tra il cinema horror e quello scientifico, la sperimentazione plastica e quella ritmica.

FILM:
La neuropatologia | Roberto Omegna, Camillo Negro | 1908 | b/n, muto, 30′ (18 fps)
The Vincenzo Neri Medical Collection | Vincenzo Neri | 1908-28 | colore, 24′ (16 fps)
Film perduto | Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi | 2008 | colore, sonoro, 8′
Il caso Valdemar | Ubaldo Magnaghi, Gianni Hoepli | 1936 | b/n, muto, 12′
Momenti principali di un’isterectomia addominale | Anonimo | 1949-51 | b/n, muto, 2′ (20 fps)
Quando l’occhio trema | Paolo Gioli | 1988 | b/n, muto, 10′
Black plus X | Aldo Tambellini | 1966 | b/w, sonoro, 8’30”
A corpo | Guido Lombardi | 1968 | colore, muto, 12′
Nelda | Pierfrancesco Bargellini | 1969 | b/n e colore, 4′
Dolce vagare in sacri luoghi selvaggi | Roberto Nanni | 1989-2009 | colore, sonoro, 11′

 

Frame: Hermitage | Carmelo Bene | 1968

[Programma #08]
CORPO ATTORIALE

Un programma concepito attorno al corpo artaudiano dell’attore, alla sua potenza figurativa, alla sua oltranza etica. Due maestri del teatro d’avanguardia italiano – Carmelo Bene e Leo De Berardinis – costruiscono contro sé stessi due capolavori filmici che, per l’estremismo di linguaggio e forma, fanno piazza pulita di ogni rappresentazione possibile, liberando finalmente la scena italiana dalla presenza ingombrante di quel malinteso cinematografico che è, appunto, l’attore.

FILM:
Hermitage | Carmelo Bene | 1968 | colore, sonoro, 26′
A Charlie Parker | Leo De Berardinis, Perla Peragallo | 1970 | b/n e colore, sonoro, 65′

 

Frame: Le Court-bouillon. 4ème Parte (Lussuria) | Silvio & Victor Loffrédo | 1964

[Programma #09]
EROTIKA

Decostruzione radicale dell’immaginario erotico e pornografico, messa in scacco della posizione voyeuristica dello spettatore, ricerca di forme espressive che ne scavino il fondo per rivelarne le pulsioni più profonde e radicali. In questo programma film scientifici entrano in dialettica con film d’animazione, sublimi eccessi visivi con inattese dolcezze, il found footage s’incrocia con l’underground più estremo. Protagonista assoluto è il desiderio, in tutte le sue forme.

FILM:
Morfologia del fiore | Roberto Omegna | 1942 | b/n, sonoro, 10′
Essence d’Absynthe | Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi | 1981 | colore, muto, 15′
Le Court-bouillon. 4ème Parte (Lussuria) | Silvio & Victor Loffrédo | 1964 | b/n, muto, 14′
Dirt | Piero Heliczer | 1965 | colore, sonoro, 12′
Trasferimento di modulazione | Pierfrancesco Bargellini | 1969 | colore, muto, 8′
Tob & Lia | Michele Sambin | 1969 | colore, muto, 9′
Pussicat Atmosfere | Saul Saguatti | 1996 | colore, 2’44”
Interlinea | Paolo Gioli | 2008 | colore, muto, 5′
Febbre | Danilo Torre | 2010 | colore, sonoro, 4′
Amore asimmetrico | Ursula Ferrara | 1990 | b/n, muto, 3′
Rouge | Claudia Muratori | 1998 | colore, sonoro, 2′

 

Frame: Film n. 9 | Luigi Veronesi | 1943-47

[Programma #10]
DIONYSOS

Fin dal cinema muto si è cercato, attraverso l’invenzione narrativa prima e la sperimentazione plastica poi, di tradurre il dionisiaco in immagini in movimento: questo programma è un viaggio nell’ebbrezza artificiale e nell’abbandono estatico, nel sogno più delirante e nella realtà che sfuma con la fantasia. Dal Paradiso di Dante a quello degli hippies, dall’immaginario pop a quello del ’68: la liberazione della forma promette di aprirci le porte della percezione.

INTRODUZIONE:
Film n. 9 | Luigi Veronesi | 1943-47 | colore, muto, 4’33”

FILM:
Il paradiso | Anonimo | 1911 | b/n, 7′ (16 fps) [Frammento]
Kri-Kri fuma l’oppio / Patachon als Opiumschuiver | Ovaro (R. Frau) | 1913 | b/n, 6′ (18 fps)
Se l’inconscio si ribella – rivela | Alfredo Leonardi | 1967 | b/n, sonoro, 19′
Orgonauti evviva! | Alberto Grifi | 1968-70 | colore, sonoro 15′
Inédits. Bobine 30 b01. Positano | Pierre Clémenti | 1969 | colore, muto, 28′
Dove incominciano le gambe | Pierfrancesco Bargellini | 1974 | colore, muto, 27′

 

Frame: La notte e il giorno | Gianni Castagnoli | 1973-76

[Programma #11]
DERIVA

Esplorare, abbandonarsi, rivelare le caratteristiche più nascoste della città: il viaggio inteso innanzi tutto come incontro con l’inaspettato e il possibile. Dalla classica sinfonia urbana modernista fino alla percezione pura del cielo e delle nuvole: lo spazio si dissolve in puro tempo, il diario di viaggio si trasforma in lirica trascrizione di un percorso tutto mentale, l’animazione sconvolge i piani e le architetture, il film di vacanze diventa un’erranza senza meta.

INTRODUZIONE:
Stramilano presentata da ZaBum | Corrado d’Errico | 1929 | b/n, 17′ (20 fps)

FILM:
Ferragosto a Varazze | Anonimo | 1928 | b/n, 16′ (20 fps)
Paesaggio misto | Luca Maria Patella | 1966 | colore e b/n, muto, 3′
Il reale dissoluto | Magdalo Mussio | 1972 | colore, sonoro, 12′
La notte e il giorno [Kurzversion] | Gianni Castagnoli | 1973-76 | colore, sonoro, 28′
Urbino Memoriale | Carloni e Franceschetti | 1996 | colore?, 12′
The Looney Plunger (The 1300 Meter Loop) | Susanna Scarpa | 2002 | colore, muto, 2′

 

 

LA NOTTE E IL GIORNO
ITALIEN EXPERIMENTAL 1905-2010

Österreichische Filmmuseum, Vienna – 23-30 novembre 2011
Retrospettiva a cura di Giulio Bursi and Federico Rossin

 

 

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