Milano // Cinema Manzoni: un “bene comune”. 19 gennaio

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Anche lo storico cinema Manzoni di Milano (al 40 di via Manzoni) ha chiuso i battenti, presto sarà trasformato in qualche obbrobrioso store del quale non si sente alcun bisogno in una città/vetrina affogata da store dei quali non si sente alcun bisogno, confermando la tendenza di estinzione delle monosale nel nostro paese, una tendenza che coinvolge i piccoli centri periferici quanto le sale dal glorioso passato situate nel cuore delle grandi città. Pubblichiamo un appello promosso da alcune personalità milanesi per provare ad invertire questa tendenza, la proposta di un incontro pubblico per fare il punto della situazione sui luoghi di fruizione cinematografica, e per capire – guardandoci negli occhi – cosa sarebbe il caso di provare a fare. Un appello al quale Rapporto Confidenziale aderisce con convinzione.

giovedi 19 gennaio 2012, ore 21
presso la Casa della Cultura
via Borgogna 3, Milano (MM San Babila)

Cinema Manzoni: un “bene comune”

Perché adoperarsi proprio per il cinema Manzoni? Perché solo adesso? Non è ormai troppo tardi?

Molte riflessioni di tipo pragmatico sull’attuale andamento del cosiddetto “trend commerciale” e sulla realtà culturale conducono alla dichiarazione che “una sala come il Manzoni – 1200 posti – in centro a Milano ormai non ha ragione di esistere”.

Le monosale stentano a vivere e negli ultimi dieci anni (nel solo centro storico) hanno chiuso cinema nati in epoche più o meno lontane: Ambasciatori (inaugurato nel 1956), Ariston (1945), Astra (1941), Cavour (1962), Corallo (1973), Corso (1926), Durini (1955), Excelsior (1928), Mediolanum (1971), Mignon (1945), Pasquirolo (1975), President (1977).

Il Manzoni era e resta la sala più prestigiosa ed elegante della città, costruita nel 1947 dall’architetto Mario Cavallè (Milano 1895-1982, studiò a New York e costruì in tutta Europa ben 136 sale, tra cui l’Astra). Amata da Keaton e da Bergman, fu la prima in Italia e la terza nel mondo a proiettare in Cinerama.

Ovviamente i motivi della chiusura, se visti da una lente di tipo commerciale, risiedono nella non sostenibilità economica. Da una parte il caro-affitti, frutto di una lenta ed inesorabile speculazione immobiliare, dall’altra la trasformazione socio/economica che ha portato alla nascita delle multisale, e quindi ad un consumo di cinema trasformato in profondità, che ha lasciato il campo al prodotto commerciale di intrattenimento, a discapito di quello di opera d’arte o di prodotto culturale.

Ci siamo chiesti: che senso ha un’iniziativa a sostegno di una sala che “non ha più ragione di esistere?” Di un’idea di cinema e di consumo culturale che non ha più “senso di esistere?”.

Pensiamo che la tutela del Cinema Manzoni, che peraltro è sotto il vincolo della Sovraintendenza alle Belle Arti, abbia un profondo senso politico, perché andrebbe a preservare qualcosa che dal nostro punto di vista oggi può essere definito come “bene comune”.

Il giurista Ugo Mattei, nel suo recente “Beni Comuni – Un Manifesto” teorizza infatti i beni comuni come riconquista di spazi pubblici, democratici, fondati sulla qualità dei rapporti e non sulla quantità dell’accumulo, merce declinabile solo in termini di un “esistere insieme” di tutti i cittadini. Cose di utilità per i diritti della persona e a beneficio delle generazioni future.

Nella stessa direzione si situa anche l’intervento – presso il Teatro Valle Occupato – di Stefano Rodotà, giurista ed ex presidente dell’Autorità garante per la privacy: “Dipende da noi – ha sottolineato Rodotà – da quanto vogliamo poi nel tempo continuare ad essere difensori di questo principio che affermiamo come comune. Perché i diritti possono sempre essere messi in discussione nel tempo, e oggi – cosa che credevamo impossibile – vengono messi in discussione diritti che pensavamo e pensiamo ancora inalienabili. Tutto sta nelle nostre mani, a quanto siamo disposti ad essere “partigiani” dei nostri diritti acquisiti, difensori di quei beni che riteniamo comuni.

É qui che affondano le radici della nostra iniziativa.

L’obiettivo generale è quello di sensibilizzare la cittadinanza sul fatto che anche il cinema Manzoni dovrebbe assoggettarsi alle leggi del mercato e dismettere per sempre la sua natura, ovvero quella di luogo importante dal punto di vista architettonico, culturale, storico e sociologico e come tale bene comune.

Nella prospettiva di promuovere un confronto con le Istituzioni e la proprietà Prelios-Pirelli, che a tutt’oggi non pare aver ancora presentato alcun progetto e sulle cui intenzioni né l’Amministrazione Comunale, né la Sovraintendenza alle Belle Arti si sono espresse, intendiamo proporre una giornata di “utilizzo culturale” della sala, un momento di forte richiamo che faccia riscoprire il luogo, chiuso da diversi anni, “abitandolo” con rappresentazioni ed interventi.

Coinvolgere la cittadinanza, informandola della situazione del cinema Manzoni e del suo destino prossimo, ci sembra un’opportunità imprescindibile per dimostrare che anche a Milano esiste una sensibilità diffusa verso i luoghi della cultura e della memoria culturale, sempre in pericolo.

L’appuntamento è il giorno 19 gennaio 2012 alle ore 21:00 presso la Casa della Cultura, in via Borgogna 3 a Milano (MM San Babila).

I promotori: Mietta Albertini – Franco Bocca Gelsi – Giacomo Gatti – Cinzia Masòtina – Luisa e Morando Morandini – Mario Nuzzo – Eva Schwarzwald

Per manifestare la vostra adesione scrivete a: cinemamanzonimilano@gmail.com

 

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