Grbavica > Jasmila Žbanić

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Esma è scesa all’inferno, dal quale è stata risputata indietro con una bambina, Sara.
L’inferno è quello della Bosnia dilaniata dalle guerre balcaniche e dalla pulizia etnica, con l’orribile fenomeno degli stupri di massa nei campi profughi. Ma la superficie sulla quale Esma è stata rimandata, per diversi motivi, non è altro che un differente livello dell’inferno stesso.
Lo scenario attuale di una Sarajevo che si vuole credere postbellica è infatti ancora e sempre dominato dalla violenza: secondo l’opinione pubblica mondiale l’intervento dell’ONU ha riportato la pace, eppure gli stupratori e i criminali di guerra restano impuniti, come ha recentemente confermato la Corte di Giustizia Europea sul caso del genocidio di Srebrenica. Anzi, permeano i rapporti economici, in cui operano affaristi senza scrupoli legati alle vicende dei lunghi anni dell’assedio, proprio mentre si continuano a scoperchiare fosse comuni e molti, troppi, tra cui alcuni dei protagonisti, sono ancora alla ricerca di amici e parenti scomparsi, non tanto nella speranza di ritrovarli in vita quanto per dar loro un estremo saluto che li faccia trapassare in pace.
Sara ora è un’adolescente carina alle prese con i problemi delle ragazzine della sua età, orgogliosa dei suoi capelli che sembrano essere l’unico aspetto esteriore che la lega ad un padre che non ha mai conosciuto, e che crede essere un eroe di guerra come quello del suo amico Samir.
Esma appena scopre di essere incinta non vuole per niente al mondo tenere e crescere “la bastarda di un cetnico”, ma a questa bambina, pur in un inevitabile rapporto conflittuale, poco dopo e per sempre vuole molto bene e, per proteggerla, non riesce a rivelarle il tremendo passato da cui entrambe provengono. O forse vuole solo aspettare, cercando quel momento “giusto” che non esiste o sperando di poterlo fare nel modo meno traumatico possibile.
Ma una lista della scuola, che dispensa dal pagamento del costo di una gita i figli dei caduti in guerra, la mette alle strette, e più dei killer sanno essere violente e crudeli le giovani compagne di classe, in ogni parte del mondo ma tanto più qui, dove le ferite sono fresche e profonde.
Aveva in mente da tempo di raccontare questa vicenda e questa triste pagina di storia delle donne del suo Paese, ma la regista per farlo ha aspettato di essere a sua volta madre, un’esperienza che si può comprendere appieno solo vivendola. Solo così si puo’ capirne ed esprimerne tutti i significati e le implicazioni: lucida e potente, sa quello che vuole dire e lo dice bene.

Sergio Citterio

Grbavica
(titolo italiano: Il Segreto di Esma, Austria/Bosnia Erzegovina/Croazia/Germania, 2006)
Regia, soggetto e sceneggiatura: Jasmila Žbanić
Musica: Enes Zlatar
Fotografia: Christine A.Maier
Montaggio: Niki Mossbock
Interpreti principali: Mirjana Karanovic, Luna Mijovic, Leon Lucev, Kenan Catic, Jasna Ornela Berry, Dejan Acimovic
90′

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