Arrested Development

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Arrested Development
Titolo italiano: “Ti presento i miei” (2003-2006)

Prima emissione USA: 2 novembre 2003
Ultima emissione USA: 10 febbraio 2006

Interpreti e personaggi
Jason Bateman (Michael Bluth), Portia de Rossi (Lindsay Bluth Fünke), Will Arnett (George “Gob” Bluth II), Michael Cera (George-Michael Bluth), Alia Shawkat (Mae “Maeby” Fünke), Jeffrey Tambor (George Bluth Sr.), Jessica Walter (Lucille Bluth), Ron Howard (Narratore), David Cross (Tobias Fünke), Tony Hale (Byron “Buster” Bluth)

Creatore
Mitchell Hurwitz

Spunto

Michael Bluth, unico elemento normale e sensato in una famiglia di folli, è costretto a fare ritorno a Orange County e prendere le redini dell’attività di famiglia, un’azienda che costruisce case prefabbricate, dopo che suo padre è stato arrestato con l’accusa di avere gestito in maniera eccessivamente disinvolta le finanze dell’azienda. Riunitosi alla sua famiglia, dovrà sopravvivere alle loro manipolazioni psicologiche.

La serie

Ideata da Mitchell Hurwitz (già autore per serie come “The Ellen Show”, 2001-2002, “The John Larroquette Show”, 1993-1996, e “The Golden Girls”, 1985-1992) e prodotta da Ron Howard, “Arrested Development” è una tra le migliori serie degli ultimi anni, amatissima e premiata dalla critica (due premi Emmy) ma punita da ascolti al di sotto delle aspettative, tanto da essere cancellata dalla Fox al termine della terza stagione.
La serie segue un filo logico continuo e narra del difficile ritorno in famiglia di Michael Bluth, vedovo e con figlio adolescente al seguito, per prendere il comando dell’azienda di famiglia dopo che suo padre è stato arrestato per la sua disinvoltura a livello finanziario. Da qui inizia una rapida discesa agli inferi in quanto l’intera famiglia fa capo alla matriarca Lucille, una donna manipolatrice, priva di affetto e avvezza al consumo di vodka sin dal primo mattino. Non le sono da meno i fratelli di Michael, che vivono con terrore il ridimensionamento che il fratello porta nelle loro disinvolte finanze. Apparentemente una causa persa in partenza, Michael dovrà contrastare ogni tipo di colpo basso inferto da suo padre, che dal carcere continua a usare gli altri figli contro di lui, e a scoprire i moltissimi segreti della sua famiglia.
È difficile, vedendo “Arrested Development”, non pensare a “Soap”, controversa sitcom andata in onda tra il 1977 e il 1981. Lì due famiglie, il tratto comune erano due sorelle, vivevano i loro contrasti quotidiani scivolando presto nel grottesco tra rapimenti da parte di alieni, sostituzioni di persona e ipotesi di cambiamenti di sesso. Qui il grottesco e fornito interamente dai membri della famiglia, tra figli manipolati dai genitori sin dalla prima infanzia, e genitori pronti a tutto pur di non perdere il loro prestigio sociale e soprattutto il loro benessere finanziario. Michael dovrà passarne di tutti i colori, suo padre viene anche accusato di avere venduto case in Irak e una foto che lo vede stringere la mano a Saddam Hussein non aiuta certo al sua difesa, tra presunte spie inglesi, colpi bassi di ogni genere e una famiglia foriera di sorprese a getto continuo.
Esempio di scrittura brillante e intelligente, “Arrested Development” non ha paura di scivolare spesso e volentieri nell’improbabile, la sua struttura glielo permette, offre una continuità nelle vicende che rende difficile seguirne in modo isolato gli episodi e ha un ritmo sostenuto. Girata spesso in esterni, le vicende sono narrate dal produttore Ron Howard.
Serie di culto, sostenuta da un pubblico fedele ma non sufficientemente numeroso da soddisfare la rete Fox, quando inizia a circolare la notizia della sua chiusura si inizia a parlare di un suo trasferimento sulla rete via cavo Showtime. Non se ne farà nulla. Del resto, il brillante finale della terza serie, pieno di riferimenti nemmeno occulti alla cancellazione della serie pareva già concludere l’intera vicenda lasciando poco spazio alla speranza di una sua ripresa.

Panda Chutney

Personaggi e interpreti

Michael Bluth (Jason Bateman)


Michael Bluth è il secondo figlio più anziano della famiglia Bluth. È vedovo e padre di George Michael.
Quando il capofamiglia George Sr. finisce in prigione, è Michael a prendere le redini dell’azienda di famiglia e da qui parte una lunga lotta, non priva di colpi bassi, con i suoi famigliari nel tentativo di mantenere a galla l’attività evitando gli sprechi di denaro cui la famiglia è abituata. Anche all’interno dell’azienda il suo ruolo è continuamente messo in discussione, soprattutto a causa del padre che mette i figli l’uno contro l’altro con l’evidente scopo di mantenere il controllo a distanza.
È il personaggio più normale della famiglia, nonché l’unico a tentare, invano, di creare una stabilità tra le persone. Malgrado suo figlio reclami la sua presenza, pur discretamente, Michael è spesso troppo preso dalle vicende finanziarie della famiglia per accorgersene.
Ogni suo tentativo di scappare dalla famiglia per farsi una vita propria, fallisce miseramente.

Lindsay Bluth Fünke (Portia de Rossi)


Da sempre conosciuta come la sorella gemella di Michael,
SPOILER!
si scoprirà in seguito che è stata adottata dalla famiglia Bluth.
FINE SPOILER!
Sposata con Tobias Fünke, un uomo che definire sessualmente confuso sarebbe poco, ha una figlia, Maeby, concepita probabilmente grazie all’inseminazione artificiale, visto che Tobias soffre di un disturbo psicologico che non gli permette di mostrarsi nudo alle persone. Convinta di essere una persona impegnata socialmente, è in realtà superficiale in ogni cosa della sua vita, compreso il rapporto con la figlia, di cui sa poco o nulla. Quando si impegna in cause sociali, queste sono di solito tanto inutili quanto trendy.
Malgrado il suo matrimonio non le dia particolari soddisfazioni, ogni suo tentativo di dedicarsi all’adulterio pare non andare mai a buon fine. Alta e magra, è considerata obesa da sua madre.

George Oscar “G.O.B.” Bluth II (Will Arnett)


Ex spogliarellista e ora mago dalle incerte fortune, viene chiamato G.O.B. da tutta la famiglia.
Appare arrogante ma in realtà è insicuro e piuttosto consapevole della sua totale mancanza di intelligenza. Passa il suo tempo a tentare di compiacere suo padre, che se lo rigira tra le dita sfruttando le sue debolezze. È in costante rivalità con Michael e cerca di ottenere anche la sua considerazione ma è troppo inaffidabile per conquistarsi la sua fiducia.
Sua madre lo detesta cordialmente e si guarda bene dal nascondere il suo sentimento.
I suoi spettacoli di magia, costantemente aperti con “The Final Countdown” degli Europe, sono totali fallimenti a causa della sua incapacità e ogni volta che invece funzionano, è quando possono causare danni.
Nel corso della seconda stagione scopre di essere padre del giovane Steve Holt.

George Michael Bluth (Michael Cera)


Bravo e disciplinato, George Michael tenta sempre di compiacere suo padre e pare anche essere abituato alle sue disattenzioni nei suoi confronti.
Innamorato di sua cugina Maeby, sentimento che vive con grande senso di colpa, non riesce a parlarne con suo padre. Come attività extra-scolastica, lavora in un baracchino di proprietà della sua famiglia in cui si vendono banane al cioccolato.
Nel corso della seconda stagione, nel tentativo di scacciare Maeby dal suo cuore, inizia una relazione con Ann, una scialba ragazza appartenente a una famiglia estremamente cattolica.
Maeby Fünke (Alia Shawkat)
Maeby è la smaliziata figlia di Lindsay e Tobias. Non particolarmente brillante a livello scolastico, è invece bravissima nello spacciarsi per ciò che non è, riuscendo a diventare produttore esecutivo per un grande studio di Hollywood malgrado sia minorenne. Effettivamente il suo talento migliore pare essere quello di attraversare la vita senza troppi sforzi e, quando serve, sfruttando le persone che le sono vicine.
È oggetto di attenzioni da parte di suo cugino George Michael, con cui però non può avere una storia a causa del loro legame di sangue (una sorpresa nella trama potrebbe però mettere fine alla questione).
Maeby si è creata nel tempo un alter ego, Surely, sofferente di una rara quanto debilitante malattia. Come Surely, ha creato un falso evento per raccogliere fondi riuscendo nel suo intento.

Byron “Buster” Bluth (Tony Hale)


Byron “Buster” Bluth è il più giovane figlio Bluth, anche se i sospetto che sia figlio di Oscar Bluth, fratello gemello di suo padre, si sprecano.
Buster nella vita non ha fatto altro che studiare e i tagli nella famiglia gli impediscono di continuare.
È un bambinone incapace di staccarsi dalle gonne di sua madre, che lo nutre principalmente di sensi di colpa e soffre di crisi di panico in moltissime situazioni.
Il suo unico momento di indipendenza da sua madre lo vive quando si fidanza con l’amica di sua madre Lucille (Liza Minnelli).
Arruolatosi per errore nell’esercito, ne uscirà con una mano in meno e un uncino in più.

Tobias Fünke (David Cross)


Tobias è stato primario di psichiatria a Boston ma la licenza gli è stata ritirata per un errore commesso con un paziente. All’inizio della serie, comunica la sua intenzione di diventare attore, carriera che tenterà di perseguire senza alcun successo.
Affetto da una rara sindrome che gli impedisce di mostrarsi nudo a chicchessia, moglie compresa, il suo matrimonio è in crisi da sempre anche per la scarsa chiarezza sessuale, che lo porta curiosamente a finire sempre in situazioni gay senza che lui se ne renda conto. Si inventa una nuova carriera da Analyst-Therapist (analista-terapeuta) che definisce in sintesi, anche sui biglietti da visita, “Analrapist” (che, tradotto, significa “stupratore anale”) senza rendersi conto del significato della sintesi.
Esperto in doppi sensi involontari, riesce a ficcarsi in ogni sorta di guaio senza rendersene mai conto, parla in modo pomposo e quasi sempre fuori luogo, e a farsi usare (anche dal F.B.I.) senza accorgersene.
Il significato del rapporto con sua moglie, con cui ha un patto di coppia aperta di cui nessuno dei due pare riuscire ad approfittare, sfugge a tutti. Si sa solo che lei lo ha sposato per infastidire sua madre.

George Bluth Sr. (Jeffrey Tambor)


George Sr. è il fondatore dell’azienda di famiglia, un’azienda dai molti segreti e dai molti fondi occulti, che riesce a gestire in maniera nascosta anche dal carcere prima e dall’esilio dopo.
Ha un fratello gemello, Oscar, che è una tra le sue tante vittime, tanto da finire in carcere in sua vece.
Manipola da sempre i figli, mettendoli spesso l’uno contro l’altro, per potere gestire la sua posizione di potere senza intromissioni e senza che nessuno se ne accorga.
Nella prima stagione, mentre è in carcere, scopre una sua spiritualità che riesce immediatamente a commercializzare attraverso la pubblicazione di libri e videocassette.

Lucille Bluth (Jessica Walter)


Madre disattenta e anaffettiva (in una scena in cui abbraccia il piccolo Michael, lui si chiede cosa stia facendo in quanto si tratta per lui di una cosa nuova), si interessa solo del prestigio sociale e del denaro. È lei la mente oscura dell’intera famiglia, tanto da riuscire a battere in questo anche il marito. Non esita a definire grassa la magrissima figlia Lindsay e mente a piè sospinto a chiunque possa mettere a repentaglio la sua posizione.
Arrogante e malfidente, fruga nella borsa della sua donna di servizio Lupe ogni volta che si appresta a tornare a casa sua, alla ricerca di oggetti rubati.
Disinvolta nel consumo di alcolici, litiga con i camerieri dei ristoranti che frequenta e, se insoddisfatta del servizio, è capace di gridare la sua intenzione di acquistare il locale per poi dargli fuoco.


Premi Emmy

2006

Migliore scrittura per una serie TV (categoria commedie)
a Mitchell Hurwitz e James Vallely per l’episodio “The Righteous Brothers”.

2004

Migliore casting per una serie TV (categoria commedie) a Deborah Barylski e Geraldine Leder;
migliore serie TV (categoria commedie) all’insieme dei produttori;
migliore regia di una serie TV (categoria commedie) a Joe Russo e Anthony Russo per l’episodio pilota;
migliore montaggio a Lee Haxall per l’episodio pilota;
migliore scrittura per una serie TV (categoria commedie) a Mitchell Hurwitz per l’episodio pilota.


Curiosità sulla serie

In un episodio l’attore ospite Henry Winkler si guarda allo specchio, si spazzola i capelli e fa il gesto tipico che ilsuo personaggio Fonzie faceva in queste occasioni in “Happy Days”;

I personaggi interpretati da David Cross e da Jeffrey Tambor non erano stati scritti per essere presenti costantemente, fu solo dopo i provini agli attori che gli autori decisero di inserirli nel cast fisso;

condivide con “My Name Is Earl” diversi autori e registi.

Episodi rappresentativi

Pilot (2 novembre 2003)
Michael decide di trasferirsi in Arizona staccandosi dalla sua famiglia a causa del padre che, nonostante se lo meritasse, non lo ha messo a capo dell’azienda di famiglia. Quando George Sr. viene però arrestato, la famiglia Bluth si rende conto di avere bisogno di Michael.
R: Joe Russo, Anthony Russo
A: Mitchell Hurwitz
O: Hira Ambrosino, Jonathan Schmock, Andy Morrow, Paul Mendoza, Stacey Grenrock-Woods, Chad Einbinder, J. Hunter Ackerman

53. Development Arrested (10 febbraio 2006)
Lucille organizza una festa sullo yacht di famiglia per celebrare i recenti successi, la navigazione però è ben lungi dall’essere tranquilla.
R: John Fortenberry
A: Jim Vallely, Chuck Tatham
O: Mae Whitman, Steve Bermundo, Scott Fowler, William B. Wesley, Jason Young, Ryan Ashley, Justin Lee, Charlie Hartsock, J.J. Wall, Somer Dice, Brandon Hilluam

Registi
John Amodeo, Rebecca Asher, Jason Bateman, Bob Belringer, Jay Chandrasekhar, Paul Feig, Andrew Flemming, John Fortenberry, Patty Jenkins, Peter Lauer, Danny Leiner, John Levenstein, Jeff Melman, Greg Mottola, Chuck Martin, Richard Rosenstock, Anthony Russo, Joe Russo, Arlene Sanford, Lee Shallat-Chemel, Lev L. Spiro.

Autori
Barbie Feldman Adler, Brad Copeland, Richard Day, Karey Dornetto, Jake Farrow, Abraham Higginbotham, Mitchell Hurwitz, Sam Laybourne, Courtney Lilly, Dean Lorey, Lisa Parsons, Richard Saunders, Chuck Tatham, Jim Vallely, Robert Weiner.

Produzione
Imagine Entertainment, 20th Century Fox Television, The Hurwitz Company, Imagine Television

Produttori
Ron Howard (produttore esecutivo)
John Amodeo, Brad Copeland, Barbara Feldman, Victor Hsu

Musiche originali
David Schwartz

Numero di episodi
53 suddivisi su tre stagioni

Durata per episodio
circa 25 minuti

Fonti
wikipedia.org
IMDb.com

DVD

Regione 2

Arrested Development – Season 1-3

Arrested Development – Season 1

Arrested Development – Season 2

Arrested Development – Season 3

Regione 1

Arrested Development: The Complete Series (Seasons 1-3 Bundle)

Arrested Development – Season One

Arrested Development – Season Two

Arrested Development – Season Three

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