Amnistia (Amnesty) > Bujar Alimani

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AMNISTIA
di Bujar Alimani
Tit. internazionale: “Amnesty” / Albania-Grecia-Francia / 2011 / colore / albanese / 83’ / 35mm

Per la prima volta in Albania, una nuova legge permette di intrattenere rapporti sessuali tra coniugi tra le mura di un carcere di Tirana. Una volta al mese, Elsa affronta un lungo viaggio per fare visita a suo marito, che si trova in carcere. Contemporaneamente, Shpetim fa visita nello stesso carcere alla moglie. al di fuori delle mura della prigione, i due visitatori iniziano una storia segreta.

Nel suo primo lungometraggio, dopo alcuni corti molto apprezzati ai festival, Bujar Alimani non fa risparmio di temi: l’identità di una nazione colta nel momento in cui si appresta progressivamente a fare parte dell’Europa, il dualismo tra tradizione e modernità, la difficile condizione femminile tra patriarcato e emancipazione.
La storia trova il suo punto di avvio nella decisione del governo di concedere ai detenuti un’ora al mese per incontrare il proprio compagno o coniuge. Elsa lascia ogni mese il suo paese nella provincia per raggiungere il marito incarcerato a Tirana, raccontando ai suoi due figli che il loro padre è in ospedale e che quella è la sua destinazione. Stesso percorso, anche se da un punto di partenza diverso, di Shpetim, che in carcere incontra sua moglie. Il sesso tra le mura del carcere è meccanico, di una meccanicità che sfiora la violenza, e assai poco coinvolgente, come sottolinea Alimani scegliendo di filmare le scene di programmata intimità omettendo dall’inquadratura i volti dei coniugi dei due personaggi. Ma fuori le cose non vanno meglio: il senso di colpa, il senso dell’onore, la fanno da padroni e, quando non sono il frutto del radicamento interiore di una cultura, è l’ambiente circostante a ricordare loro il ruolo che occupano in una società che sembra stentare a mutare.
Inevitabile però che Elsa, la cui vita si svolge in ambiente maschilista influenzato dall’occhio sin troppo vigile e severo del suocero, e Shpetim si incontrino e, dopo una serie di sfioramenti non troppo felici né facili, cedano alla tentazione di provare un momento di felicità nelle loro esistenze fatte di assenza e tormento.
Quando Elsa tenterà di dare un nuovo corso alla sua vita, l’esito non potrà che essere tragico.

Alimani immerge i suoi personaggi in un silenzio quasi bergmaniano (un punto di riferimento evidente) e in un’ambientazione che non concede grandi distrazioni dalla miseria esistenziale e non.
Soprattutto utilizza la storia per evidenziare la ricerca spasmodica di un’identità del Paese, un Paese che tenta di cambiare a dispetto delle resistenze dettate da una tradizione patriarcale e tradizionalista. Alimani tratta la materia con grande sottigliezza: se le parole sono ridotte al minimo indispensabile, anche il dramma è trattato con misura, prediligendo alle scene madri la descrizione dell’afflizione quotidiana. E, mentre finge di raccontare una piccola storia privata, mette in evidenza le contraddizioni del suo Paese.
Se il personaggio di Shpetim trae vantaggio dall’ottima interpretazione di Karafil Shena, soffre però di una scarsa attenzione da parte del regista, che pare più concentrato sulla sua protagonsta femminile, interpretata da Luli Bitri.
Un difetto trascurabile di un lungometraggio di debutto che mette in mostra un indiscutibile talento personale come regista e sceneggiatore.

Roberto Rippa

“Amnistia” ha ottenuto il Prix des cinéphiles ai Rencontres du cinéma slovaque et de‘l Europe central 2011, la menzione speciale al Lisbon & Estoril FF 2011, dove faceva parte della selezione ufficiale, e il premio C.I.C.A.E. alla Berlinale 2011.
È stato il candidato ufficiale dell’Albania per i premi Oscar.

Intervista a Bujar Alimani a cura di Roberto Rippa e Emanuele Dainotti

Amnistia
(Tit. internazionale: “Amnesty”. Albania-Grecia-Francia, 2011)
Regia, sceneggiatura: Bujar Alimani
Fotografia: Elias Adamis
Montaggio: Bonita Papastathi
Scenografia: Shpetim Baca, Genti Decka
Costumi: Emir Tourkeshi
Interpreti principali: Luli Bitri, Karafil Shena, Klevis Bega, Todi Llupi, Mirela Naska
83′
Sito ufficiale

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