Intouchables (Quasi amici) > Olivier Nakache, Eric Toledano

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Dopo un incidente di parapendio che lo ha reso paraplegico, il ricco aristocratico Philippe assume Driss, ragazzo di periferia appena uscito dalla prigione, come badante personale…
Per dirla senza troppi giri di parole, la persona meno adatta per questo incarico.
L’improbabile connubio genera altrettanto improbabili incontri tra Vivaldi e gli Earth, Wind & Fire, dizione perfetta e slang di strada, completi eleganti e tute da ginnastica…

Liberamente tratto dalla vera storia di Philippe Pozzo di Borgo (da lui stesso raccontata nel libro “Le Second Souffle”), tetraplegico in seguito a un incidente, e del suo rapporto con il badante algerino Abdel Yasmin Sellou, “Intouchables”, sesta prova (tre cortometraggi e tre lungometraggi) del duo Olivier Nakache e Eric Toledanoson, mette in scena la più classica tra le situazioni da commedia: quella in cui due persone agli antipodi per cultura, educazione ed estrazione si trovano ad entrare in stretto contatto traendone, dopo alcune lievi scosse, reciproco beneficio. Qui i personaggi di Philippe e Driss entrano in contatto per caso – il secondo, reduce da una permanenza in prigione, si presenta in casa del primo, alla ricerca di un badante, semplicemente per ottenere il timbro per l’ufficio disoccupazione – ma lo sviluppo del loro rapporto è quasi certamente dovuto all’intuito del primo, che in Driss coglie forse un’occasione per portare una ventata in una vita pesantemente condizionata non solo dalla disabilità ma da una profonda malinconia per la scomparsa della moglie.
Driss è da subito una promessa mantenuta: chiassoso, esuberante e politicamente scorretto, non si ferma di fronte a nulla: non davanti a una battuta sulla disabilità ma nemmeno di fronte alla sua grande capacità di umanità e generosità.
L’incontro, non rovino alcuna sorpresa nello scriverlo, modificherà le esistenze di entrambi e porterà a un rapporto che, nella vita reale, non si è mai interrotto.
“Intouchables” è la dimostrazione di come la ricetta per una commedia di successo (il film è campione di incassi in Francia con più di 19 milioni di entrate a fine febbraio scorso) sia rimasta immutata nel tempo: una storia semplice (magari solo apparentemente), personaggi forti e ben caratterizzati, due interpreti ineccepibili, un tocco di grazia e, soprattutto, il giusto equilibrio tra emotività e risata. In questo caso, poi, il fatto che il pubblico sia reso consapevole sin dall’inizio del fatto che la storia nasce da uno spunto reale, aiuta molto a sviluppare e consolidare l’empatia nel corso del suo svolgimento.
I personaggi, interpretati dal collaudatissimo François Cluzet e l’irresistibile Omar Sy (già apparso in due film e un cortometraggio dei due registi), giustamente premiata con il César come migliore attore, sono tratteggiati con semplicità e grande attenzione e le prove degli attori mai meno che perfette (compresa quella di Anne Le Ny, assistente di Philippe), tanto da rubare l’intero film.

Da qualche anno a questa parte anche i Francesi hanno la loro commedia annuale campionessa di incassi. Loro però non se ne devono vergognare.

Roberto Rippa

Intouchables
(titolo italiano: “Quasi amici”, Francia, 2011)
Regia e sceneggiatura: Olivier Nakache et Éric Toledano
Soggetto: Philippe Pozzo di Borgo (dal suo romanzo autobiografico “Le Second Souffle”, Bayard éditions, 2001)
Musiche: Ludovico Einaudi
Fotografia: Vadepied
Montaggio: Dorian Rigal-Ansous
Scenografie: François Emmanuelli
Costumi: Isabelle Pannetier
Interpreti principali: François Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Audrey Fleurot, Clotilde Mollet, Alba Gaïa Kraghede Bellugi, Cyril Mendy, Christian Ameri, Grégoire Oestermann
112′

Éric Toledano e Olivier Nakache

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