The Abominable Dr. Phibes > Robert Fuest

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Un “Mad Doctor” commette elaborati omicidi, vittime i dottori che, tempo addietro, non riuscirono a salvare sua moglie.

Ho visto questo film alcuni mesi prima di aprire “Cinema de merde”, il mio sito, e l’ho amato molto.
Poi, alcune settimane fa, sono stato preso dalla smania di possederlo in DVD e ho trovato il tempo per guardarlo con il mio compagno, pensando che gli sarebbe piaciuto. A una seconda visione rimane molto bello ma forse non tanto da sentire la necessità di possederlo. Credo che nulla possa replicare quella prima volta, quando la natura deliziosamente eccentrica del film può rappresentare una sorpresa.
Il film si apre con Vincent Price nei panni del Dottor Phibes che, nella grande sala da ballo che si trova a casa sua, suona un organo gigantesco meravigliosamente ornato di pezzi di plastica rossa di dubbio gusto.
Poco dopo, fa la sua apparizione un’orchestra composta da musicisti meccanici.
A seguire, una porta si apre mostrando l’assistente di Phibes, che lo raggiunge e danza con lui. Questa è “la ragazza”, che è interpretata dalla stessa attrice che interpreta Vulnavia, la scomparsa moglie di Phibes, morta anni prima quando nove chirurghi (nove chirurghi? Immagino fosse davvero in cattivo stato) fallirono il tentativo di salvarla sul tavolo operatorio (immagino ci si aspetti che noi non si pensi che l’assistente sia Vulnavia bensì solo una donna che le somiglia perché in seguito vedremo Phibes rivolgere parole d’amore alla fotografia della moglie scomparsa e questo fa sì  che noi pensiamo: “Se è lei, perché non gliele rivolge di persona?”. Forse, come molti uomini, ha difficoltà ad esprimere i suoi sentimenti di persona. Nulla di tutto questo sarebbe accaduto se a quei tempi ci fosse stata Oprah).
Quindi i due caricano nell’automobile una misteriosa gabbia per uccelli dall’aspetto sinistro e partono, per poi scaricarne il contenuto nella camera da letto di un uomo. Questi si sveglia poco dopo per trovarsi la stanza invasa da affamatissimi pipistrelli che praticamente gli mangiano la faccia.
È il momento di introdurre nella vicenda gli inetti poliziotti inglesi nella persona del bravissimo Peter Jeffrey, che interpreta l’Ispettore Trout. L’ispettore viene a sapere che un altro chirurgo (avevo precisato che la vittima dei pipistrelli era un chirurgo?) era stato ucciso la settimana precedente da numerose
punture di ape e che la sua faccia era ricoperta di piaghe. Questo porta Trout a dire – in quel modo brillante proprio degli Inglesi: “Piaghe?”. Va notato che il primo dialogo – questo – è udibile a dieci minuti dall’inizio del film.
Phibes liquida altri dottori in rapida successione. Un tizio che si definisce “strizzacervelli” si ritrova con la testa letteralmente spappolata dopo che Phibes gli ha donato, per il ballo mascherato da lui organizzato, una maschera a foggia di rana che lo costringe progressivamente fino a frantumargli il cranio.
Poi c’è un vecchiaccio inglese con i baffi (e noi AMIAMO i vecchiacci inglesi con i baffi!) che beve pesantemente mentre guarda un filmino in cui una donna vestita succintamente balla con un serpente.
Phibes prosciuga tutto il suo sangue raccogliendolo in flaconi con un grande ago. Da non perdere la scena in cui Phibes, a operazione effettuata, torna indietro per guardare un quadro di scarsa fattura e poi lancia un’occhiata alla vittima con un espressione di riprovazione.
Phibes rincasa e connette con un cavo il collo ad un amplificatore che permette di sentire la sua voce mentre si rivolge alla fotografia di Vulnavia. Sono trascorsi 33 minuti dall’inizio del film prima che Phibes pronunci la sua prima parola (senza che muova le labbra). Quindi lui e la sua assistente si gustano un cocktail che Phibes beve versandolo nel retro del suo collo.
Vincent Price conduce il gioco con serio umorismo e si capisce che si sta divertendo come un matto.
Gli ispettori di polizia non tardano a capire che Phibes sta uccidendo i chirurghi ispirandosi alle dieci piaghe d’Egitto e che questi sono i chirurghi che avevano operato sua moglie. Tra l’altro, il nome per esteso di sua moglie era Victoria Regina Phibes e, poiché gli Inglesi pronunciano la parola “regina” in un modo che fa rima con il nome dell’organo genitale femminile, io e il mio compagno siamo balzati sul letto dicendo: “Il suo secondo nome è vagina?”.
Ritengo anche che il fatto che il nome Vulnavia ricordi la parola vulva non sia casuale.
A questo punto vi sarete accorti, guardando il film, che Phibes viene presentato costantemente in ambienti pesantemente vittoriani mentre la polizia si muove in ambienti dallo stile moderno (per l’Inghilterra del 1971). Comunque, la polizia si stringe intorno ai chirurghi non ancora morti per proteggerli ma Phibes pare sempre in grado di superarli in astuzia. Uno dei modi utilizzati è una testa di unicorno in ottone che trafigge la vittima (se non erro, non è una delle piaghe menzionate in origine, ma il film lo ignora), scena caratterizzata da un po’ di black comedy di cui è intriso il tentativo di rimuovere il cadavere dal muro in cui è stato inchiodato dal corno dell’animale mitologico.
C’è un’altra scena divertente, principalmente perché Price sembra divertirsi molto, in cui seleziona con grande cura solo i migliori cavoletti di Bruxelles.
Vedrete perché.
Il mio compagno stava seduto dicendo: «Questo è “Seven”, questo è “Seven”…» a intervalli regolari. Già, perché questo film è fondamentalmente “Seven” (ops, susate, “Se7en” – di David Fincher. Ndt.) ed è lecito sospettare che abbia ispirato almeno in parte gli sceneggiatori.
Ciò che è sorprendente in questo film è come combini efficacemente l’umorismo inglese dei poliziotti con quello fottutamente bizzarro di Phibes pur permettendo al film di rimanere genuinamente spaventoso e ricco di suspense. C’è una parte, verso la fine del film, che sembra estratta da uno dei capitoli di “Saw” ed è ragguardevole riuscire a combinare così bene l’horror con un umorismo totalmente stravagante. Se esistesse un film che Tim Burton potrebbe onorare con un rifacimento con Johnny Depp protagonista sarebbe questo.
Il giorno dopo avere visto questo film per la prima volta, sono uscito per prenderne il seguito, Dr. Phibes Rises Again, che però non era altrettanto bello.
Forse perché uno conosce già l’emozione e sa cosa aspettarsi ma mi è parso anche debole e privo di scopo. Entrambi sono disponibili in DVD.
Sapete, dopo ciò che ho scritto, forse sono contento di possederlo dopotutto.

DOVETE GUARDARLO?
Si! È esilarante e bizzarro allo stesso tempo.

FILM COLLEGATI:
Dr. Phibes Rises Again è fondamentalmente lo stesso film, ambientato però in Egitto e non altrettanto valido.

Scott Telek / Cinema de merde

The Abominable Dr. Phibes (L’abominevole Dr. Phibes, USA-UK, 1971)
Regia: Robert Fuest / Sceneggiatura : James Whiton, William Goldstein / Musiche : Basil Kirchin / Fotografia: Norman Warwick / Montaggio: Tristam Cones / Interpreti principali: Vincent Price, Joseph Cotten, Hugh Griffith, Terry-Thomas, Virginia North, Peter Jeffrey, Derek Godfrey, Norman Jones, John Cater / Durata: 94’

Dr. Phibes Rises Again (Frustrazione, USA-UK, 1972)
Regia: Robert Fuest / Sceneggaitura : Robert Fuest, Robert Blees / Fotografia : Alex Thomson / Montaggio : Tristam Cones / Interpreti principali: Vincent Price, Robert Quarry, Valli Kemp, Peter
Jeffrey, Fiona Lewis, Hugh Griffith, Peter Cushing, Beryl Reid, Terry-Thomas / Durata: 89’

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