Bad Brains > Ivan Zuccon

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Articolo pubblicato su RC NUMERO17 | settembre ’09 (pag. 27)
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BAD BRAINS

Davide e Alice, fratello e sorella, ma anche amanti, vivono in un casolare sperduto in campagna dove compiono efferati omicidi alla ricerca di qualcosa nei corpi delle loro vittime. Una notte giunge nel loro rifugio un ragazzo, Mirko, che sembra conoscerli meglio di chiunque altro e che sembra avere un legame molto particolare e simbiotico con Davide.

Un horror quasi estremo questo “Bad Brains”, non solo per l’elevato impatto gore presente in esso, e comunque mai eccessivo e decisamente funzionale alla storia narrata, ma anche e soprattutto per le tematiche quasi terrificanti che vengono affrontate con attenzione e approfondimento. Si va dalla follia, protagonista assoluta più degli stessi personaggi che si muovono in questo casolare decisamente angosciante, passando per sottotematiche come il cannibalismo, l’incestuosità, l’importanza dell’anima e della sua forza “stabilizzante” («Chi non ride mai è senza anima», dirà la mamma dei due protagonisti, a sua volta vittima di una ferocia inaudita, soprattutto considerando che ha preso vita sin dalla tenera età dei due serial killer). E sembra quasi che i due, Davide e Alice, non si rendano conto dell’efferatezza delle loro azioni, descrivendo loro stessi come “ricercatori” piuttosto che come sadici e crudelissimi assassini. Loro infatti uccidono a più non posso perché sono alla ricerca di qualcosa ben definito che dovrebbe trovarsi all’interno dei corpi maciullati e torturati all’inverosimile. La visione di copiosissimi fiotti di sangue, gocciolanti persino dalle pareti o dalle lampadine del casolare, non ci verrà sicuramente risparmiata, così come lo splatter più impressionante (lode agli effetti speciali davvero ben curati) come quando Davide mangia l’occhio di una delle sue vittime. “Bad Brains” è infatti un film altamente disturbante, ma anche particolarmente turbante. A fine visione si rimane con una sorta di disagio e di quasi malessere interiore che stanno a dimostrare l’effettiva riuscita della pellicola, che gioca proprio sulla sensibilità dello spettatore chiamato questa volta ad assistere al racconto della figura dei serial killer, piuttosto che delle vittime. Un ribaltamento di prospettiva che ha come merito quello di farci entrare nella testa malata di questi due personaggi, ripercorrendone la genesi, fino a giungere quasi ad avere compassione per la loro completa estraneità dalla realtà. Ma paradossalmente a colpire lo stomaco dello spettatore, più che la violenza estrema e lo squallore inaudito dell’ambientazione decisamente claustrofobica, è proprio il dramma umano di questi due personaggi disperatamente attaccati l’uno all’altra, proprio per non perdere quel minimo di equilibrio di cui sono dotati, equilibrio fondato proprio sul loro amore “malato” e simbiotico che li rende gli unici a potersi comprendere e supportare a vicenda. Se non fosse che nel bel mezzo di questo dramma si pone un terzo personaggio a dir poco enigmatico, che arriva dal “nulla” e si rivela essere molto interessante, dato che sembra essersi impossessato della testa di Davide, oltre a provare fisicamente e non le sue stesse sensazioni e a conoscere molti particolari del loro passato. Chi sarà mai questo ragazzo, Mirko, che sembra non avere paura dei due assassini (che hanno anche un certo gusto per il voyeurismo, dato che filamano ogni loro esecuzione con la videocamera) e che è oltremodo incuriosito da ciò che i due ricercano nei corpi delle loro vittime, così come man mano diviene lo spettatore?
Il pre-finale, decisamente ispirato e illuminante, ci darà una risposta, anche se ci lascerà in sospeso tra un’inquietudine non indifferente (insita nel personaggio decisamente shockante di Cheti, una sorta di bambola-umana), ma al tempo stesso quasi speranzoso (Alice si è risvegliata dall’intorpidimento della sua anima?). Il vero e proprio finale, invece, girato interamente in bianco e nero, con sprazzi di colore costituiti dal rosso vermiglio del sangue, appare decisamente prevedibile anche se forse funzionale al sottolineamento della forza della pazzia che va ben al di là del tempo, dello spazio, e della morte stessa. “Cosa c’è nell’oscurità?”, è la domanda che ricorre all’interno della pellicola e alla fine Alice quasi rispondendo alla stessa domanda pronuncerà la parola “luce”. Che nell’oscurità, dunque, si celi la consapevolezza e la conoscenza di ciò che è accaduto nella testa di questi due personaggi?
Grande pregio di questa pellicola, un horror che potrà essere apprezzato forse solo dagli appassionati doc per il suo carattere quasi sconvolgente, è proprio la regia e il montaggio che gioca abilmente e furbescamente con una serie di ripetuti flashback che confondono lo spettatore sulla reale natura di ciò che accade durante la narrazione di questa estrema e poco lucida follia (particolarmente interessante la de-costruzione della scena di un rapimento di una coppia appartatasi nell’oscurità). Nota di merito anche all’interpretazione di Emanuele Cerman, nel ruolo del “malefico” Davide, la cui testa è occupata da un sacco di voci che lo tormentano e lo spingono a comportarsi nella maniera violenta e folle in cui si comporta. Interessante anche la fotografia che gioca anche con un funzionale bianco e nero utilizzato nei punti giusti e altamente comunicativo. Una pellicola decisamente apprezzabile, dunque, questo “Bad Brains” che si fa sperare in una realtà cinematografica italiana, lontana dai soliti convenzionalismi e luogocomunismi di genere e non solo, e che ci fa sperare in un futuro più particolare e interessante per il nostro panorama cinematografico, in attesa che anche da noi, e non solo all’estero, si possano apprezzare questi lavori indipendenti e low-budget, ma ben fatti e soprattutto decisamente suggestivi.

Alessandra Cavisi

Bad Brains
(Italia/2006)
Regia, fotografia, montaggio: Ivan Zuccon
Sceneggiatura: Ivo Gazzarrini, Ivan Zuccon
Musiche: AcidVacuum
Scenografie: Alfonso Ravagnani
Costumi: Donatella Ravagnani
Interpreti principali: Valeria Sannino, Kristina Cepraga, Emanuele Cerman, Walter D’Errico, Lorenza Damiani, Loana Gloriani, Liliana Letterese, Roberta Marrelli, Chiara Pavoni, Matteo Tosi, Cristiana Vaccaro

www.ivanzuccon.com/badbrains

www.ivanzuccon.com

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