Milano // Kernel Night/001 – 14 aprile

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spazio Concept in collaborazione con Kernel Platform presentano

KERNEL NIGHT/001
Electronic Music, Visuals, Mapping, Digital Art
Sabato 14 aprile dalle 19
c/o Spazio Concept, Via Forcella 7, Milano

Sabato 14 aprile a partire dalle 19.00 Kernel Platform, in collaborazione con Spazio Concept, Via Forcella 7 Milano, irrompe sulla patinata scena milanese con Kernel Night/001: una serata all’insegna delle più ardite sperimentazioni multimediali a cura dei migliori giovani artisti selezionati dalle giurie internazionali al Kernel Festival 2011, vettore di nuove sinergie multi-disciplinari tra musica elettronica e sound design, audiovisual mapping, architettura effimera, arte digitale e interattiva.

In anteprima per Spazio Concept verrà presentato Pop Up Mapping: una performance innovativa di video scenografie mappate firmate Kernel Production. Un’originale soluzione itinerante di scenografie da palco che mostra l’estrema dinamicità di una struttura geometrica e tridimensionale.

Durante la serata saranno esposte installazioni digitali, sonore, interattive e architettoniche rigorosamente Made in Italy, sperimentate e realizzate durante il Kernel Lab ad opera di alcuni giovani talenti: Marco Baldessarri, Parcodiyellowstone + DFE, Stefano Caimi, Angela Di Tomaso, Mirco Facchinelli, Mauro Ferrario ed Alessio Occhiodoro.

Il tutto verrà accompagnato dalla performance musicale del trio milanese Bizzarre Collection, una versione geometrica di Simon&Garfunkel, che interpreterà l’avanguardia del cubismo sonoro, restituendo al folk più appassionato una versione elettro-acustica raffinata e geometrica.

Protagonisti indiscussi della serata saranno i Planet Soap, produttori di musica Dubstep/Wonky/Bass Music per Car Crash Set (USA Label) e per Robox Neotech, che concluderanno la serata con un live.

INGRESSO: biglietto singolo 7 euro

programma
h.19.00 | Aperitivo / music by Mattafunk
h.22.00 | The Bizarre Collection Live Band
h.23.00 | music by / Planet Soap + Fana

per info e accrediti stampa
press(at)spazioconcept.it
spazioconcept.it

 

 

SABATO 14 APRILE A PARTIRE DALLE 19.00

 

THE BIZARRE COLLECTION
myspace.com/thebizarrecollection
The Bizarre Collection è un trio di Milano. Con sonorità folk riprese da recenti esperienze di molti musicisti americani indipendenti, Simone Mattiolo, Luca Campus e Stefano Greco danno forma alle loro variazioni creative. La loro musica è assolutamente elettro-acustica e rende possibili spazi e vibrazioni particolari: è una versione geometrica di Simon & Garfunkel. Un gruppo da scoprire ed apprezzare a mente libera e cuore spezzato (Steve Di Rico).

 

PLANET SOAP
soundcloud.com/fededsm
Federico “dsm” Monguzzi e Luca “Snooze” De Giuli da Monza producono Dubstep/Wonky/Bass Music per Car Crash Set (USA Label) e per Robox Neotech. Hanno realizzato due ep ufficiali per Car Crash Set: Silkworm Ep and After Silkworm. L’estate scorsa è uscito il loro terzo lp, Escape from Supernova500. Federico lavora con Damscary (betamaker russo da Democracy), per un altro progetto chiamato ”Planet Terror” per Robox Neotech. Insieme fanno live e DJset in diversi club italiani.

 

VJ MAPPING | DESCRIZIONE OPERE

 

Parcodiyellowstone + DFE| Chromanzia

Chromanzia è una performance dal vivo basata sull’utilizzo del browser come strumento espressivo per parlare della crisi e della situazione economica attuale.
Grazie ad un’estensione per Google Chrome progettata ad hoc, i siti internet diventano la materia prima di un nuovo linguaggio visivo, innovativo e fortemente contemporaneo, in cui diversi siti vengono mixati e la normale navigazione si incrocia ad azioni rese possibili solo dall’utilizzo dell’estensione. Il tutto è accompagnato da musica elettronica e da campionamenti in tempo reale di video direttamente da youtube.
La navigazione diventa strumento narrativo, i siti internet cambiano faccia in tempo reale mostrando allo spettatore il "lato nascosto" delle pagine con cui sono così familiari. I contenuti della performance sono quelli disponibili al momento della performance sulle diverse pagine web, elemento che aggiunge un ulteriore imprevedibilità al risultato aggiungendo una notevole componenente di improvvisazione.

 

MAURO FERRARIO | AVP AudioVisualPainting

L’installazione è intesa a realizzare un "pacchetto" che possa adattarsi a diverse situazioni, sia sotto l’aspetto estetico, sia sotto quello dell’interazione. L’obiettivo è quello di creare uno strumento che possa essere usato durante un evento sia da un "vj", o nel caso lo si volesse, lasciato aperto e controllabile totalmente dal pubblico.
AudioVisualPainting, tramite un’interfaccia diretta e intuitiva, permette al pubblico di giocare con la grafica e diventare lui stesso parte dell’evento.
L’obiettivo di eliminare ogni possibilità di chiusura è il fulcro di questa ricerca personale, a cui si può lavorare in modo più accurato e approfondito, seguendo l’interazione di più corpi.

 

ANGELA DI TOMASO | Lack of Communication

L’Installazione Interattiva nasce da una riflessione sul SEGNO e sui mezzi di comunicazione attuali, motore trainante dei quali è soprattutto la velocità del segnale e l’istantaneità di trasmissione dati, che spesso causano l’impossibilità di poter arrivare davvero a tutti, anche a coloro che hanno menomazioni fisiche e celebrali.
Partendo dall’aspetto ludico del creare attraverso le mani, l’attenzione si sposta sul significato stesso del Segno da rappresentare, e ne affronta qualità semiotiche e simboliche. Ragionando su questi aspetti viene indotta l’esperienza sensibile dell’interattività al tema dell’Incomunicabilità data da handicap, quali la sordità ed il mutismo, nel tentativo di abbatterne le barriere.
In semiotica il segno è definito come qualcosa che sta per qualcos’altro, è considerato come una discreta unità di significato: ovvero un sistema composto da un segnale, una referenza ed un referente, che rinvia al contenuto. Da questo concetto si sviluppa l’installazione in maniera tale da affrontare i tre punti cardine dell’interpretazione dei segni, utilizzando in particolare la LINGUA DEI SEGNI (LIS), che veicola i propri significati attraverso un sistema codificato di gesti delle mani, espressioni del viso e movimenti del corpo.

 

MARCO BALDESSARRI |Grahm’s Machine

La macchina di Graham è un computer riciclato e riadattato allo scopo di generare, dal momento della sua accensione sino alla fine dei suoi giorni, tutte le immagini possibili realizzabili in bianco e nero in un quadrato di 333×333 pixel. Nel corso del suo calcolo l’opera sarà in grado di "vedere" ogni possibile foto, dipinto o illustrazione possibile rappresentabile in una versione sgranata e semplificata da pixel bianco/neri. Il totale delle immagini destinate ad essere in questo modo prodotte supera i confini della comprensione umana: trasposto su carta è un numero con più zeri di quanti se ne possano contare e con i mezzi attuali il calcolo è destinato a durare più a lungo della vita stimata di ogni stella nell’universo.
L’opera è un’ambizione disperata, una maratona infinita volta al raggiungimento di un traguardo universalmente inaccessibile. A causa dei limiti fisici nel salvare ogni immagine che viene calcolata, ognuna di queste rappresenta un evento unico e irripetibile la cui esistenza è confinata in un lasso di tempo pari a una frazione di secondo. La lunga e ininterrotta sequenza di immagini viene definita cosí attraverso un solo bit di differenza l’una dall’altra: un dettaglio irrisorio per la percezione umana ma fondamentale per il raggiungimento del fine ultimo della macchina, come un divenire eracliteo relegato entro confini di rame e silicio. 

 

ALESSIO OCCHIODORO | Mantra

Installazione site-specific. Nell’ambiente viene diffusa un’onda stazionaria che lo mette in risonanza, il suono ha una connotazione materiale, sconfina con il tattile, l’aria vibra diversamente in diverse aree dello spazio. Attraverso una superficie sensibile al tatto e al suono, i visitatori possono interagire con l’opera, dando vita a suoni che vanno a fondersi con l’onda stazionaria, generando una vibrazione in sintonia con lo spazio. Gli ascoltatori si trovano avvolti da un suono con una duplice caratteristica; appartiene chiaramente all’ambiente, è indissolubilmente legato allo spazio, ma al contempo è un suono che viene da se stessi. I suoni acquisiti dalla superficie sono trattati con un riverbero molto ampio e un’equalizzazione che li rende profondi, viscerali, primitivi. Il risultato è diverso dalla semplice somma delle parti, le voci e i suoni si intrecciano con l’onda stazionaria e occupano lo spazio in maniera dinamica. Lo spettatore smette di essere solo spettatore e diventa parte dell’opera stessa, occupandone lo spazio attraverso il suono.

 

MIRCO FACCHINELLI |Relazioni Componibili

Ogni volta che entriamo in una stanza, camminiamo in una piazza o semplicemente ci sediamo su una panchina, modifichiamo l’ambiente nel quale ci stiamo muovendo, in quanto ora il nostro corpo fa parte di quello spazio e interagisce con esso. Allo stesso modo, quando incontriamo un amico, ci fermiamo a parlare per strada o ci sediamo insieme attorno a un tavolo, creiamo una nuova situazione spaziale determinata dalla relazione che si è instaurata tra noi e quella persona.
L’idea progettuale è quella di sviluppare una macchina architettonica capace di evocare riflessioni partendo da elementi minimali. L’utilizzo del vetro come motore di questa macchina è dovuto alle sue proprietà riflettenti e alla relazione che crea con lo spazio circostante. L’istallazione vuole essere un percorso dove il nostro riflesso va via a via scemando lasciando spazio alla visione degli altri utenti, creando così un’interazione tra noi e le persone poste dietro la lastra.

 
STEFANO CAIMI |Architettura e Percezione

Nel teatro l’interazione dell’attore con lo spettatore non si realizza con la mera rappresentazione ma con la ricerca di un legame. In realtà l’attore migliore non è quello che recita alla lettera la parte, bensì colui che riesce a coinvolgere appieno il pubblico. Allo stesso modo nell’architettura l’interazione tra progetto e fruitore si realizza solo se l’opera supera la propria semplice esistenza, diventando punto di partenza per una successiva riflessione. Il progetto nasce dalla volontà di analizzare la percezione della realtà nel campo architettonico utilizzando gli elementi che ad essa fanno capo: luce, spazio e materia. L’idea progettuale è quella di sviluppare una macchina architettonica capace di evocare riflessioni partendo da elementi minimali. L’utilizzo del vetro come motore di questa macchina è dovuto alle sue proprietà riflettenti e alla relazione che crea con lo spazio circostante. L’istallazione vuole essere un percorso dove il nostro riflesso va via a via scemando lasciando spazio alla visione degli altri utenti; creando così un’interazione tra noi e le persone poste dietro la lastra.

GLI ORGANIZZATORI

 

KERNEL PLATFORM
www.kernelfestival.net

Nel linguaggio informatico, il termine “kernel” costituisce il nucleo di un sistema operativo. Analogamente, il Kernel intende costituirsi come piattaforma stabile e permanente sulla quale innestare una serie di attività e proposte mirate ad offrire opportunità di incontro e scambio tra i diversi linguaggi espressivi dell’arte contemporanea. Molteplici eventi catalizzano, come enzimi, processi di coinvolgimento attivo volti ad offrire a giovani talenti e professionisti già affermati un terreno fertile di confronto, crescita, espressione e visibilità, proiettata nel panorama artistico, culturale e produttivo contemporaneo, territoriale ed internazionale

 

SPAZIO CONCEPT
Via Forcella 7| 20144 Milano
www.spazioconcept.it | +39 3894272665

Spazio Concept è una location situata nel cuore di Zona Tortona, fulcro di moda, cultura e design, scandita dal Salone del Mobile e dalla Design Week. Concepito come centro polifunzionale, nato con l’intenzione di fungere da punto di riferimento in ambito culturale per artisti, curatori e amanti delle arti, lo spazio offre anche la possibilità di ospitare eventi di varia natura.
Lo spazio presenta un calendario di eventi culturali regolari e one day/night events, per i soci dell’associazione e per il pubblico: dalla street art di Mix Up, agli eventi di videoarte degli InlandEmpire Project, fino alle mostre di arte contemporanea e collettive. Ogni evento è sempre accompagnato da live paintings e performances, videoproiezioni e videomapping.

 

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