Aa. Vv. | Consumato dal fuoco: il cinema di Guy Debord

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Consumato dal fuoco:
il cinema di Guy Debord

di Aa.Vv.

a cura di Monica Dall’Asta, Marco Grosoli

Edizioni Mimesis, 2011
Collana: Scritture della visione (15)
Pagine: 232, ill.
prezzo: € 20,00
ISBN: 9788846729811

compre online (-15%)

 

 

"E senza dubbio il nostro tempo… preferisce l’immagine alla cosa, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’essere… Ciò che per esso è sacro non è che l’illusione, ma ciò che è profano è la verità. O meglio, il sacro si ingrandisce ai suoi occhi nella misura in cui al decrescere della verità corrisponde il crescere dell’illusione, in modo tale che il colmo dell’illusione è anche il colmo del sacro."
• Feuerbach, Prefazione alla seconda edizione de L’essenza del Cristianesimo

 

Uno dei maggiori protagonisti del Novecento, membro fondatore dell’Internazionale Situazionista, Guy Debord non fu solo un saggista, un pensatore e uno stratega dei movimenti sociali, ma anche un cineasta di folgorante originalità. I suoi sette film, realizzati in un arco di tempo compreso tra il 1952 e il 1994, sono un’illuminante traduzione in immagini della sua produzione teorica, ancora oggi di intramontabile attualità. Questo volume raccoglie una serie di contributi dedicati all’analisi di questa parte tuttora poco nota dell’opera di Debord, nel tentativo di offrire alcuni strumenti critici utile a penetrare la struttura cristallina che informa tutto il suo cinema, dall’opera prima Hurlements en faveur de Sade (1952, appartenente al periodo della militanza lettrista), a La Société du spectacle (1973, trasposizione in immagini dell’omonimo testo del 1967), al magnifico, letteralmente vertiginoso In girum imus nocte et consumimur igni (1978). Completa il volume un’appendice di testi di Debord sul cinema, tradotti per la prima volta in italiano.

 

Leggi il capito introduttivo: «Il mondo è già filmato, si tratta ora di trasformarlo», a cura dei curatori Dall’Asta e Grosoli (pdf)

Guarda: La société du spectacle | Guy Debord | France/1973, 88′

 

Monica Dall’Asta è Professore associato di Cinema presso l’Università di Bologna. Si occupa di teoria critica del cinema, archeologia delle forme seriali e storia delle donne nell’industria cinematografica. Nel 2009 ha pubblicato il volume Trame spezzate. Archeologia del film seriale. Coordina con Jane Gaines e Radha Vatsal il progetto di ricerca internazionale Women Film Pioneers.

Marco Grosoli ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Studi teatrali e cinematografici presso l’Università di Bologna con una tesi in cui ha analizzato il corpus integrale degli scritti di André Bazin. Ha pubblicato numerosi articoli e saggi critici sulle riviste «Fata Morgana», «Cinergie», «Sentieri Selvaggi», «La Furia Umana», «Kinematrix».

 

mimesisedizioni.it

 

 

Indice dell’opera

▪ «Il mondo è già filmato, si tratta ora di trasformarlo»
Monica Dall’Asta e Marco Grosoli

▪ Smantellare lo spettacolo
Thomas Y. Levin

▪ Antimateria. Il détournement e la dialettica del desiderio
Soyoung Yoon

▪ «Volevo parlare la bella lingua del mio secolo»
Paolo Spaziani

▪ «Ciò che ho fatto nel 1952»: Hurlements en faveur de Sade
Kaira M. Cabañas

▪ Il Tempo dei poeti (non) è finito. Sul primo dei tre cortometraggi di Guy Debord
Giulio Bursi

▪ Separazione della critica
Marco Grosoli

▪ La Société du spectacle in forma di film
Guy-Claude Marie

▪ In girum imus nocte et consumimur igni. (Soluzione: del cinema)
Michele Canosa

▪ «Un popolo che non si accontentava di immagini», o gli abitanti della Parigi estinta
Roberto Chiesi

▪ Appendice
Testi sul cinema di Guy Debord. Nuove traduzioni

 

 

 

 

 

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