Varese // Domenica Uncut – 22 aprile 2012

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Liquid Sky

CINECLUB DOMENICA UNCUT

Domenica 22 aprile 2012

Presso KINESIS
via Carducci 3 Tradate (Varese)
PROIEZIONE GRATUITA

Ore 17.00

Liquid Sky di Slava Tsukerman, 1982 (Versione HQ Uncut in italiano)

Ore 20.00

Dogs in Space di Richard Lowenstein, 1986. (Versione HQ in italiano)

Ore 22:00

Decoder di Klaus Maeck, 1984 (Versione HQ sott. in italiano)

Liquid Sky

Liquid Sky

Lungometraggio maledetto e troppo audace per i tempi, “Liquid Sky”sembra un film di fantascienza diretto da Andy Warhol costruito sul triangolo (perfetto) alieni, droghe e sesso da un regista russo stabilitosi a New York dopo la fuga dall’Unione Sovietica in piena guerra fredda.
Un alieno atterra a Manhattan con il suo disco volante e s’installa nell’appartamento di una modella punk ninfomane e tossicodipendente. Tra la donna e l’alieno si instaura un particolare rapporto parassitario: l’essere si nutre di un enzima prodotto dai partner di lei durante l’orgasmo, uccidendo al tempo stesso i malcapitati. Ma un ufologo tedesco intuisce la verità. Lo stile estremamente visionario fa di Liquid Sky (espressione slang riferita all’eroina) un film emblematico del barocco anni ’80: una specie di capolavoro underground di estetica new wave.

 

 

 

Dogs in Space

Piccolo film culto Australiano, passato numerose volte nei circuiti delle TV locali nei primi anni ’90, mai uscito in DVD e difficilmente recuperabile oggigiorno. E’ un film che può sembrare sconclusionato e inconcludente. Forse tutto è voluto. E’ un film che alla fine nonostante la sua anarchia riesce a emozionare. Talvolta poetico grazie soprattutto alla magnifica colonna sonora pre e post punk. Può essere visto come un pro zio di Trainspotting. Un Trainspotting australiano senza soldi del periodo punk. Nel Cast Michael Hutchence, leader degli INXS, morto suicida qualche anno dopo.

 

 

 

 

Decoder

1984, l’anno del Grande fratello orwelliano, qui in versione muzak, quella musica così carina e stupida che si ascolta in sottofondo nei supermercati, centri commerciali fast-food o altri luoghi pubblici simili, il cui unico scopo è quello…lassativo-sedativo, per produrre una popolazione di docili consumatori. Ma il protagonista del film, F.M.Einheit “Mufti” (percussionista degli Einsturzende Neubauten), decide di combattere questo “controllo mentale” con rumori industriali che si sostituiscono alle cassette di muzak (le care vecchie cassette degli anni ’80!), suoni molto più terribili che incitano alla rivolta in tutta la Germania, ispirando numerosi proseliti di “cassette terrorists”!
Basato sugli scritti di Williams Burroughs in La rivoluzione elettronica (1970), diretto da Jurgen Muschalek e sceneggiato da Klaus Maeck, il film coglie lo spirito battagliero e anti-corporations dell’underground industrial-punk-cyberpunk a metà degli anni ’80. Quel che il film idealmente combatte, è quel che in maniera enormemente massificata le società occidentali sono davvero diventate nell’ultimo ventennio.
Nel film ci sono ovviamente citazioni diffuse dell’Industrial Music anni ’80, dalla colonna sonora (lo stesso F.M.Einheit con Dave Ball dei Soft Cell, Genesis P-Orridge e Alexander Hacke), ai cameo di Burroughs, P-Orridge , Brion Gysin e la sua Dreamachine devota a un “culto industriale”, fino al logo del Survival Research Laboratories sul muro dello studio del protagonista.
(http://artobjects.wordpress.com)

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+