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Ultimo tango a Parigi di Bertolucci, Totò e Carolina di Monicelli, Urlatori alla sbarra di Fulci, La spiaggia di Lattuada sono titoli di film che hanno avuto un destino comune: quello di essere rimasti imbrigliati nelle maglie della censura italiana. Sono in buona compagnia, non ne sono rimasti immuni nemmeno Lang e Lubitsch, tra i tantissimi.

Istituita nel 1913, rafforzata dal fascismo e mai davvero abbandonata, la “revisione cinematografica” in Italia ha passato al setaccio più di 100’000 opere di tutti i livelli e generi tagliando chilometri di pellicola.

È possibile ora ripercorrere la poco gloriosa storia della censura in Italia – già oggetto nel 1998 di una sezione del festival “Cinema ritrovato” e, nel 2001, di una serie televisiva di Tatti Sanguinetti – grazie a un sito voluto dalla Cineteca di Bologna e al lavoro di  un gruppo capitanato proprio da Sanguinetti.

Se al momento è possibile leggere i fascicoli relativi agli anni compresi tra il 1913 e il 1943, presto saranno disponibili quelli redatti fino al 2000 e vedere anche i tagli veri e propri operati su circa 2’500 pellicole (sulle 130’000 esaminate).

Un modo per ripercorrere la storia del cinema in Italia, certo, ma anche l’evoluzione nel costume del Paese.

www.italiataglia.it

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  • beppe

    sublime… la burocrazia italiana e l’arte, strano connubio