Deleuze, Agamben | Bartleby. La formula della creazione

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Bartleby. La formula della creazione

di Gilles Deleuze, Giorgio Agamben

Traduzione di Stefano Verdicchio

Quodlibet editore, 2012 (I ed. 1993: ed. or. 1989)
Pagine: 96
prezzo: € 8,00
ISBN: 9788874624300

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«…la formula, "I prefer not to", non era né un’affermazione né una negazione. […] "Preferirei niente piuttosto che qualcosa": non una volontà di nulla, ma l’avanzare di un nulla di volontà. Bartleby si è guadagnato il diritto di sopravvivere, vale a dire di starsene ritto e immobile di fronte ad un muro cieco. Essere in quanto essere e nient’altro. Si insiste perché dica di sì o di no. Ma sia che egli dica di no (collazionare, fare commissioni, …), sia che dica di sì (copiare), sarebbe subito sconfitto, giudicato inutile, non sopravviverebbe. Non può sopravvivere che muovendosi continuamente in circolo girando su se stesso, in una sospensione che tiene tutti a distanza. La sua strategia di sopravvivenza è preferire "non" collazionare, ma con questo anche "non" preferire copiare. Aveva bisogno di ricusarne uno per rendere impossibile l’altro. La formula è a due tempi e non smette di rigenerarsi, passando per gli stessi stadi. Per questo l’avvocato ha l’impressione vertiginosa, ogni volta, che tutto ricominci da zero».
Gilles Deleuze, Bartleby o la formula

 

Fin dalla sua pubblicazione nel 1853, Bartleby lo scrivano di Melville, «uno dei più bei racconti dell’epoca moderna», sta iscritto come un enigma sulla soglia della letteratura americana. La figura scialba e «incurabilmente perduta» dello scrivano che ha smesso di scrivere, ha letteralmente paralizzato i critici e tenacemente eluso ogni spiegazione. Qual è il messaggio che, senza mai proferirlo, egli sembra volerci significare con ogni suo gesto? E qual è il senso della formula che egli non si stanca di ripetere a ogni richiesta: «preferirei di no»? In questo libro, due filosofi, Gilles Deleuze e Giorgio Agamben, provano a misurarsi con l’enigma di Bartleby e a decifrare il senso della formula. In pagine straordinariamente dense l’autore dell’Anti Edipo scopre in Bartleby il paradigma della «natura prima» e, insieme, il rappresentante del «popolo a venire»; Giorgio Agamben legge nel «preferirei di no» dello scrivano la formula della potenza pura, l’algoritmo di un esperimento in cui il Possibile si emancipa da ogni ragione.

 

Bartleby. La formula della creazione /// Indice dell’opera

Gilles Deleuze | Bartleby o la formula
Giorgio Agamben | Bartleby o della contingenza
• I. Lo scriba, o della creazione
• II. La formula, o della potenza
• III. L’eperimento, o della decreazione

 

 

Gilles Deleuze (1925-1995), "Ballerino e filosofo" secondo Carmelo Bene, è autore di diversi volumi pubblicati da Quodlibet e uno dei punti cardinali del suo catalogo. A prartire dalle opere su Francis Bacon, Kafka e il Bartleby di Melville (con l’intervento di Giorgio Agamben), fino a "Sovrapposizioni", testo sul teatro, in dialogo con Carmelo Bene.

Tra le opere di Giorgio Agamben ricordiamo: Stanze (Einaudi 1981), Il linguaggio e la morte (Einaudi 1983), La comunità che viene (Einaudi 1990, Bollati Boringhieri 2001), Homo sacer (Einaudi 1995), Mezzi senza fine (Bollati Boringhieri 1996), Quel che resta di Auschwitz (Bollati Boringhieri 1999), Il tempo che resta (Bollati Boringhieri 2000), L’aperto (Bollati Boringhieri 2002). Presso Quodlibet ha pubblicato, Bartleby o della contingenza, La formula della creazione (1993), L’uomo senza contenuto (1995).

 

 

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