Federico Rossin | Grzegorz Królikiewicz

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Grzegorz Królikiewicz
Un maestro del cinema polacco

a cura di Federico Rossin

Beit cinema, 2012
Quaderni di Trieste Film Festival – 1
Pagine: 116 + ill.
prezzo: € 12,00
ISBN: 978-88-95324-24-1

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Grzegorz Królikiewicz è il regista più sorprendente e misconosciuto del cinema polacco. Autore di un’opera vastissima e articolata in forme e generi diversi (film di finzione, documentari sperimentali, film per la televisione, film-performance teatrali), Królikiewicz è un cineasta-chiave dell’avanguardia in Polonia, un maestro che ha radicalmente innovato la tradizione cinematografica del suo Paese grazie alla sua personalissima tempra visionaria, alla sua sconfinata inventiva formale ed alla sua importante opera di teorico e di professore di cinema. I suoi film vengono oggi considerati dalle giovani generazioni come i capolavori negati degli anni difficili della Polonia ed hanno conquistato un posto di primo piano nei cuori dei cinefili più esigenti di tutto il mondo per la loro freschezza stilistica, il loro vigore emotivo, la loro libertà ideologica. Per Królikiewicz il cinema è di per sé una macchina per produrre sogni e al contempo per distruggere le illusioni: nel cinema “bisogna far sentire agli spettatori i caratteri più intimi di questo linguaggio artistico. Solo allora i contenuti di un film assumeranno un valore particolare”.

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I quaderni di Trieste Film Festival
La retrospettiva dedicata a Grzegorz Królikiewicz è curata da Federico Rossin nell’ambito della XXIII edizione di Trieste Film Festival, la rassegna internazionale della nuova cinematografia dell’Europa centrale e orientale (e non solo), fondata e diretta da Annamaria Percavassi e organizzata dall’Associazione Alpe Adria Cinema, che quest’anno si è svolto a Trieste dal 19 al 25 gennaio 2012.

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Il libro pubblicato da Beit (collana Beit cinema) e curato da Federico Rossin è il primo titolo che raccoglie un’intervista a Grzegorz Królikiewicz, numerose foto dei suoi film, un suo scritto teorico fondamentale sulla cinematografia, oltre a saggi critici di autori italiani e stranieri su un regista chiave per capire la Nowa Fala polacca, quella Nouvelle vague uscita dalla Scuola di cinematografia di Lódz che ha prodotto, fra gli altri, accanto a registi molto noti al grande pubblico, come Roman Polanski, Krzystof Zanussi, Andrzej Wajda, altri meno conosciuti in Italia ma non per questo meno importanti nella storia del cinema, come Jerzy Skolimowski, Andrzej Zulawski, Piotr Uklanski. Teorico e maestro riconosciuto di questo movimento è Grzegorz Królikiewicz.

 

Federico Rossin. Critico e storico del cinema, si occupa principalmente di teoria e storia delle forme “marginali” della settima arte: la sperimentazione, l’animazione e il documentario. Ha scritto saggi pubblicati in numerosi volumi collettivi tra cui: Il mondo realmente rovesciato. Il cinema di Frederick Wiseman (2008); Walerian Borowczyk (2009); Marco Bellocchio/Carmelo Bene (2009); Joseph Losey (2010); De l’argentique au numérique, voies et formes de l’objection visuelle (2010); Wang Bing. Il cinema nella Cina che cambia (2010); Passion Godard – il cinema (non) è il cinema (2011); Bernardo Bertolucci (2011). Ha curato il volume American Collage. Il cinema di Emile de Antonio (2009). È direttore artistico del festival internazionale del documentario NodoDoc Fest di Trieste e curatore indipendente per i festival Cinéma du Réel di Parigi, États généraux du film documentaire di Lussas, Images & Views of Alternative Cinema di Nicosia, i1000(o)cchi di Trieste; è programmatore per DOC’S KINGDOM – Seminário Internacional sobre Cinema Documental di Horta. Ha scritto sulle riviste Lo Straniero e Vertigo. Collabora con l’inserto culturale Alias e il quotidiano Il Manifesto.

 

Beit casa editrice

 

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