Alain Badiou | Il risveglio della storia

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Il risveglio della storia
Filosofia delle nuove rivolte mondiali

di Alain Badiou

traduzione di Luigi Toni e Michele Zaffarano

Ponte alle Grazie, 2012
Collana: Saggi
Pagine: 128
prezzo: € 13,50

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«Inchiniamoci all’erede di Platone: Badiou è il più grande filosofo vivente»
Slavoj Žižek

 

Bancari, «tecnici», industriali, opinionisti sono concordi nel dirci che dobbiamo cambiare. Dobbiamo cambiare il nostro modo di considerare il lavoro e la vita consociata, i rapporti mondiali e l’esistenza individuale; altrimenti, la crisi ci porterà via, come infimi relitti, verso l’oceano della povertà definitiva. Per i nostri padroni, dice Badiou, «questa è la legge del mondo». Ma questo libro – la prima e più autorevole interpretazione filosofica della nuova stagione di rivolte mondiali, dalla primavera araba agli Indignados a Occupy – sostiene una tesi diversa: un nuovo mondo sta nascendo, basato su tutt’altre regole.
Un mondo che rigetta le parole d’ordine della «modernizzazione» e della «riforma», sotto le quali si traveste un tentativo di regressione politica senza precedenti, volto a adeguare la produzione e la vita stessa ai dogmi di un liberismo oligarchico e ottocentesco; un mondo che – sebbene in maniera ancora confusa e dispersa – a quest’ordine si ribella esplicitamente, entrando in quello che Badiou chiama «il tempo delle rivolte». Rivolte attraverso le quali il «risveglio della storia» dovrà dar luogo a un «risveglio dell’Idea»: l’idea di comunismo, un comunismo antidogmatico e in fieri, che rilanci l’insopprimibile aspirazione dell’uomo alla giustizia, all’eguaglianza, all’universalità.

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«A caratterizzare l’Idea politica rivoluzionaria, è proprio la concezione dell’esistenza di verità politiche e dell’azione politica in se stessa come i>prolungamento della lotta del vero contro il falso. Verità – ma di che cosa? Verità di ciò che, al di là dei propri interessi vitali, gli animali umani sono capaci di fare perché giustizia, uguaglianza e universalità possano esistere. Buona parte dell’oppressione politica si realizza proprio negando questa capacità. E i nostri liberali insistono in questa negazione: la conseguenza inevitabile sarà che l’opinione dominante, quella cioè che ha i mezzi materiali, finanziari, militari e mediatici migliori per dominare, finirà con l’imporsi come consensuale, o come il quadro generale entro cui le altre opinioni potranno esistere.»
Alain Badiou

 

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Alain Badiou, scrittore, filosofo, professore emerito all’École normale supérieure de la rue d’Ulm, è fra i massimi filosofi viventi. Sua opera principale è L’essere e l’evento (1988), tradotto in italiano dal Melangolo nel 1995. Il secondo volume dell’opera, Logiques des mondes (Seuil, 2006), è ancora inedito da noi. Ha pubblicato nel 2012 una riscrittura della Repubblica di Platone, che uscirà per Ponte alle Grazie nel 2013. Fra i suoi ultimi libri pubblicati in Italia: Metapolitica (2001), L’etica. Saggio sulla coscienza del male (2006), Manifesto per la filosofia (2008), Secondo manifesto per la filosofia (2010), L’ipotesi comunista (2011), tutti da Cronopio; da Il Nuovo Melangolo, Beckett. L’inestinguibile desiderio (2008), Piccolo pantheon portatile (2010) e Heidegger. Il nazismo, le donne, la filosofia (2010); da Feltrinelli, Il secolo (2006).

 

ponteallegrazie.it

 

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