La guerre est declarée > Valérie Donzelli

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La guerra dichiarata del titolo non è quella in Iraq, di cui la coppia protagonista ascolta la notizia dalla radio nel corso di una notte insonne nel 2003, bensì quella contro il cancro al cervello che viene diagnosticato proprio in quell’anno al loro bambino di 18 mesi Adam.
La nascita della coppia viene testimoniata da una serie di brevi quadri a inizio film. Roméo e Juliette (ne ridono anche loro) si amano da subito di un amore impetuoso ma dalle radici insospettabilmente già molto solide, come vedremo.
Dietro di loro, Valérie Donzelli e Jérémie Elkaïm (tra i suoi primi ruoli di rilievo, quello di Mathieu, protagonista di “Presque rien” di Lifshitz, 2001), attori di successo, sceneggiatori, e, soprattutto, la loro vera storia di coppia e di genitori di Gabriel.
Dopo una prima diagnosi a Marsiglia, la storia si sposta prestissimo nell’ospedale di Parigi dove il figlio della coppia è stato curato nella realtà. Un intervento riuscito, un tumore raro e particolarmente aggressivo che metterà a dura prova la resistenza delle persone coinvolte, lungo un periodo che durerà alcuni anni.
Ciò cui assistiamo sono le sfiancanti attese di notizie, le lunghe passeggiate nei corridoi dell’ospedale in cui il bimbo è ricoverato e quindi dell’istituto specializzato in cui trascorrerà lungo tempo. E la vita di una coppia i cui componenti riescono a sostenersi a vicenda, a mantenere i piedi per terra e anche a concedersi una festa di tanto in tanto, una canzone cantata a distanza, un’ubriacatura, una risata leggendo l’oroscopo sul gionale, per ricordarsi che la vita li chiama ed esige che siano forti.
Soprattutto si concentrano su loro stessi, lasciando spesso che tre diverse voci narranti, fredde e anonime, si alternino nell’aggiornarci sullo stato clinico del bambino.
Non importa quale sia l’esito della storia – tanto che assistiamo nella prima scena del film alla risonanza magnetica che rivelerà la guarigione del bambino, di ormai otto anni, interpretato proprio dal vero figlio della coppia. Basti sapere che tra le numerose vicissitudini che i protagonisti devono fronteggiare, oltre alla devozione totale al figlio, ci sono la perdita del lavoro e la conseguente carenza di denaro e perdita della casa, i rapporti non sempre facili con i rispettivi genitori, i momenti di tensione dovuti all’impossibilità – salvo rari casi – di condurre un’esistenza normale.

Ma “La guerre est declarée” è soprattutto un film che esplora il mistero della complicità, elemento imprenscindibile dell’amore, quella che riesce a mantenere insieme due persone anche di fronte allo spettro della morte. E non importa che la coppia si separi – nel film come nella realtà – perché l’amore che li ha uniti in un primo momento e li ha sorretti nei momenti più difficili delle loro vite, è ancora lì, mutato ma intatto.

Donzelli e Elkaïm fanno spesso uso di toni da commedia, che catalizzano il senso di realtà della storia, e sfuggono dai più triti meccanismi del dramma, pur non nascondendo alcuna emozione, dividono il film per ambienti attraversando il film con una costruzione non lineare, si concedono una colonna sonora (selezionata da Elkaïm stesso) che spazia da uno Jacno d’annata a Laurie Anderson, da Sebastien Tellier a Bach, riuscendo a ottenere un risultato decisamente personale.
Forte, duro, a tratti straziante e sempre profondamente emozionante, “La guerre est declarée” è sicuramente uno tra i migliori film dello scorso anno, ennesima dimostrazione del rispetto che la Francia porta alle sue arti.

Per la sua seconda regia – dopo “La reine des pommes” del 2009 – Donzelli sceglie di girare interamente con luce naturale e con una Canon EOS, ad eccezione delle scene finali, girate in pellicola.

Roberto Rippa

La guerre est déclarée
(“La guerra è dichiarata”, Francia/2011)
Regia: Valérie Donzelli
Sceneggiatura: Valérie Donzelli, Jérémie Elkaïm
Fotografia: Sébastien Buchmann
Montaggio: Pauline Gaillard
Casting: Karen Hottois
Scenografie: Gaëlle Usandivaras
Costumi: Elisabeth Mehu
Interpreti principali: Valérie Donzelli (Juliette), Jérémie Elkaïm (Roméo), César Desseix (Adam a 18 mesi), Gabriel Elkaïm (Adam Benaïm a 8 anni), Brigitte Sy (madre di Roméo), Elina Löwensohn (Alex, moglie di Claudia), Michèle Moretti (Geneviève, madre di Juliette), Philippe Laudenbach (Philippe, padre di Juliette), Bastien Bouillon (Nikos), Béatrice De Staël (pediatra), Anne Le Ny (neuropediatra), Frédéric Pierrot (chirurgo)
100′

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