Bizim büyük çaresizligimiz (Our Grand Despair) > Seyfi Teoman

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«Quando Çetin si è trasferito a Istanbul, lo cercavo in ogni uomo e donna che incontravo.
Lo cercavo anche nelle prugne verdi
».
(Ender, parlando con Nahim)

Ender e Çetin si sono conosciuti sui banchi di scuola e, tranne un momentaneo distacco, doloroso per entrambi, non si sono mai più separati. Oggi vivono ad Ankara, dove condividono non solo un appartamento ma anche la quotidianità in un equilibrio che ricorda quello delle coppie più collaudate. Spingono insieme il carrello al supermercato, cucinano insieme, condividono ricordi, ridono dei rispettivi comportamenti con le ex fidanzate. A turbare questo equilibrio arriva Nihal, figlia di un amico recentemente scomparso insieme alla moglie, che non riesce a superare il dolore che la possiede.
Progressivamente, l’insolito trio si apre: Nihal trova in Çetin l’uomo capace di farla sorridere e in Ender la profondità e la scoperta di buone letture. Ender e Çetin scoprono essersi innamorati di lei e lo confessano l’uno all’altro.
La confessione viene accolta da loro stessi con una risata ma presto le loro dinamiche verranno disturbate dall’evento. Soprattutto perché il rispetto che trova solide fondamenta nel loro rapporto impedisce loro di dichiararsi alla ragazza. Ci penserà lei a sconvolgere la situazione innamorandosi di un compagno di scuola. Ai due uomini non resterà che prendere atto di essere – non che sia poco – forti figure genitoriali. Il loro appartamento apparirà sempre (grazie anche al calore fornitogli dalla fotografia di Birgit Gudjonsdottir) un luogo sicuro.

Ender e Çetin si riveleranno alla fine la solida e stabile famiglia cui Nihal potrà sentire di appartenere. E non importa se il sentimento che i due provano per la ragazza non troverà mai spazio nella realtà, la loro vera anima gemella l’hanno già trovata da tempo.

Seytin Teoman (rivelatosi con il precedente Tatil kitabi del 2008) trae il soggetto dal romanzo omonimo di Baris Bicakci, autore della sceneggiatura con il regista stesso, e tratta la storia con sottigliezza e ironia, scegliendo di mantenere il dramma in sottofondo in favore della commedia, con il risultato che il primo non soffoca ma diventa più reale e tangibile, e permettendo inoltre che i turbamenti che affliggono la società al di fuori dell’appartamento traspaiano attraverso i personaggi.

Il trio di attori (con menzione speciale a Fatih Al) contribuisce sensibilmente al realismo della storia ed è ulteriore punto di forza del film.

Bizim büyük çaresizligimiz (il titolo inglese è fedele all’originale) era in concorso alla Berlinale nel 2011 e ha ottenuto il premio speciale della giuria e il premio del pubblico all’Istanbul Film Festival.

Roberto Rippa

Bizim büyük çaresizligimiz
(titolo internazionale: Our Grand Despair, Turchia-Germania-Olanda/2011)
Regia: Seyfi Teoman
Soggetto: Baris Bicakci (dal suo romanzo omonimo)
Sceneggiatura: Baris Bicakci, Seyfi Teoman
Musiche originali: Sakin
Fotografia: Birgit Gudjonsdottir
Montaggio: Cicek Kahraman
Scenografie: Nadide Argun
Interpreti principali: Ilker Aksum (Ender), Fatih Al (Çetin), Gunes Sayin (Nihal), Taner Birsel (Murat, fratello di Çetin), Baki Davrak (Fikret, fratello di Nihal), Mehmet Ali Nuroglu (Bora), Beril Boz (Asli)
102′

Seyfi Teoman (Kayseri, Tuchia, 1977) studia economia prima di lavorare come assistente alla regia in diversi cortometraggi e spot pubblicitari. Trasferitosi in Polonia, studia regia alla scuola nazionale di cinema. Il suo film di diploma Apartman viene presentato in diversi festival. Il suo primo lungometraggio Tatil kitabi (Summer Book, 2008) accende l’attenzione su di lui grazie alla partecipazione a numerosi festival in Europa e Stati Uniti.
È scomparso quest’anno a Istanbul a causa di un incidente di moto.

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