Quel fantasma di mio marito > Camillo Mastrocinque

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62. festival internazionale del film Locarno (sezione Eventi speciali – La Cineteca Italiana presenta)

Gianni Alberti, laureato in agraria ma giornalista per caso, non è esattamente quel che si dice un reporter nato; svolge anzi il suo compito con tale svogliatezza e improntitudine da rimediare ben presto un licenziamento in tronco. Grazie all’intervento della moglie Vivia, però, Gianni viene reintegrato in servizio e prontamente inviato in Palestina, dove si pensa che la sua scarsa propensione al lavoro possa almeno non procurare ulteriori fastidi in redazione. Sempre su consiglio dell’ambiziosa Vivia, che nel frattempo sta aprendo una casa di confezioni, Gianni progetta di fingersi vittima di un incidente per poi poter riapparire con un colpo di teatro ed essere accolto in patria da eroe. Durante la preparazione del piano, tuttavia, qualcosa non va per il verso giusto e Alberti torna effettivamente in Italia sotto forma di fantasma. Incredulità, equivoci, disperazione della moglie cure intensive da parte di una fattucchiera ne accompagneranno il ritorno alla forma umana, non senza che la vita di Gianni e Vivia subisca radicali cambiamenti.

Film quasi inedito di Camillo Mastrocinque (Maestro del cinema popolare passato attraverso più generi in una nutrita filmografia che spazia dalle commedie con Totò e i drammoni con Massimo Girotti ai musicarelli) mai stampato su pellicola di acetato, mai passato in televisione e per lungo tempo creduto scomparso, Quel fantasma di mio marito finisce in un cassetto della Briguglio film di Ferdinando Briguglio poco dopo la sua fugace comparsa nelle sale e solo recentemente scoperto dal figlio di Briguglio, Pietro. La Cineteca nazionale di Milano decide di finanziarne il restauro, eseguito presso L’immagine ritrovata di Bologna, ed ecco quindi che il film può fare ritorno sullo schermo, dopo il rapido passaggio – nemmeno un mese – risalente alla sua uscita nel 1950.
Il film è una commedia curiosa per più aspetti: innanzitutto per la firma di Antonio Pietrangeli, allora alle prime armi come sceneggiatore e presto attivo anche come grande regista capace di regalare capolavori come Io la conoscevo bene e Adua e le compagne. Ma non solo: anche per un già bravissimo Walter Chiari alle prime armi (l’anno successivo sarà in Bellissima di Visconti), qui protagonista ma, soprattutto, per il fatto che si tratta di una commedia inusuale, che non gioca con i regionalismi, che ha voglia di percorrere altre strade – sfiorando addirittura il tema della Palestina – in un racconto su ambizione che non trascura di ridicolizzare alcune ossessioni non solo dell’epoca.
Walter Chiari è già bravissimo anima un film che rappresenta un modo diverso per l’epoca di fare commedia.
Un film che fa piacere poter rivedere sullo schermo e che presto sarà disponibile in DVD.

Roberto Rippa

Quel fantasma di mio marito (Italia, 1950)
Regia: Camillo Mastrocinque
Soggetto: Antonio Pietrangeli
Sceneggiatura: Antonio Pietrangeli, Camillo Mastrocinque
Fotografia: Giuseppe La Torre
Montaggio : Eraldo Da Roma
Interpreti principali: Walter Chiari, Jole, Fierro, Katia, Suffi, Leo, Garavaglia
95′

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