Dance of Outlaws > Mohamed El Aboudi

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Hind ha 22 anni ed è la figlia di uno spacciatore. Lavora come ballerina ai matrimoni e si prostituisce da quando, a 14 anni, è stata violentata e conseguentemente cacciata da casa. Ufficialmente, Hind non esiste. Incapace di recuperare il proprio certificato di nascita, infatti, non può richiedere il rilascio di documenti d’identità. Nonostante tutto, la ragazza sogna una vita migliore: sposare il suo ragazzo, riprendere la custodia dei figli che ha dovuto abbandonare, trovare un lavoro e una vera casa. Questa è la vera storia di molte donne in Marocco e non solo.

Con Dance of Outlaws, Mohamed El Aboudi racconta una non infrequente doppia condanna ai danni di una giovane donna in Marocco: Hind è stata violentata a 14 anni ed è rimasta incinta. Persa la verginità, condizione ideale se non necessaria per un matrimonio, è stata estromessa dalla sua famiglia e, di fatto, dalla società in cui vive. Il crimine di cui è stata vittima la trasforma in una persona invisibile, priva di documenti e di conseguenza di diritti. Quando il regista la incontra, è già madre di tre figli, uno tra i quali morto, uno dato in affido e il terzo nelle mani di una badante che esige il pagamento del suo lavoro per restituirglielo. Hind si mantiene facendo la ballerina tradizionale ai matrimoni. Un lavoro per nulla rispettabile, considerato l’anticamera per la prostituzione, professione che lei ammette tranquillamente di esercitare. Priva di documenti, non può aspirare a un appartamento in affitto, un lavoro diverso. Nemmeno a un matrimonio, né ai documenti per i suoi figli, condannati a perpetuare la condizione di “invisibilità”. Hind, in pratica, non esiste. El Aboudi la segue mentre si reca presso la sua famiglia, correndo grandi rischi, per recuperare il suo certificato di nascita, che le permetterebbe di richiedere i documenti d’identità. Malgrado la presenza della camera garantisca un’accoglienza dignitosa – e non le botte che lei si aspetta – il documento non fa la sua comparsa, mentre la sua famiglia le chiede di ritornare senza El Aboudi che la filma.

Il regista parte da un’esperienza familiare e da un lavoro di documentazione durato anni per raccontare la storia di molte ragazze marocchine che, vittime di violenza e spesso analfabete o semplicemente povere, vanno incontro a un’esistenza fatta di clandestinità e tutto ciò che ne consegue. E necessariamente clandestino è anche il lavoro di El Aboudi – studi in Marocco e in Australia – che finge di girare un film sulla musica tradizionale e per questo riesce a riprendere la storia di queste donne.
Dance of Outlaws è un documento potente, importante su un fatto noto a pochi. Un documento che parla di una situazione specifica ma che finisce con il ricordare l’inaccettabile condizione di vita di troppe donne in molte parti del mondo.

Roberto Rippa

Dance of Outlaws ha ottenuto al 65. Festival internazionale del Film di Locarno il premio Zonta Club, destinato a film che promuovano un’ideale di giustizia e etica sociale.

INTERVISTA A MOHAMED EL ABOUDI

Dance of Outlaws
(Finlandia-Norvegia/2012)
Regia e sceneggiatura: Mohamed El Aboudi
Fotografia: Marita Hällfors F.S.C.
Seconda camera: Aziz El Attar
Montaggio: Erik Andersson
Sound Design: Martti Turunen
Registrazione suono: Anne Tolkkinen, Pirkko Tiitinen
Musiche: Juuso Hannukainen, Mikko Rajala
Con la partecipazione di: “Hind”, Hanan, Bilal, Bouchra, Leila, Noura, Lamia, Fatima, Hasna, Frima, Ghizlane, Asia, Halima, Abderrahim El Hawary, Hamid El Hawwat
85′
www.danceofoutlaws.com

Mohamed El Aboudi è nato e cresciuto in Marocco. Si è diplomato in teatro nel 1991 presso l’università di Fes, in Marocco, e quindi in cinema televisione nel 1997 in Australia. Tra le sue opere: Fight of Fate (nominee Prix Europa, 2010), City Folk Helsinki 2007, Inside/Offside 2006, Two Mothers 2005, Ramadan 2004, My Father, the Freemason 2003.

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