What? (Che?) > Roman Polanski

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What? (Che?)
regia di Roman Polanski (Italia-Francia-Germania Ovest/1972)
recensione a cura di Fabrizio Fogliato

What?… and the answer is…
In What? (Che?, 1972) non c’è risposta. Roman Polanski descrive in maniera allucinata, un microcosmo ipocrita e alienato, metafora di una società decadente e priva di valori. Catapulta in questo contesto un ingenua e pura creatura di nome Nancy (Sidney Rome), per tutto il film versione “nature”, al fine di poter mettere davanti alle proprie contraddizioni la varia umanità presente nella villa (la residenza estiva, ad Amalfi, del produttore Carlo Ponti). Se si intende il film nella sua definizione da manuale, What? è un’opera irrisolta, ripetitiva e frammentaria in cui al regista non riesce di declinare la storia in una sorta di Alice in Wonderland per adulti, giocando sull’accumulo ipertrofico di situazioni assurde, in cui erotismo e perversioni, vorrebbero essere i bersagli “critici”. L’obiettivo è mancato pero, perché i bersagli in What? non vengono minimamente intaccati da una messa in scena troppo frivola e priva di spessore: un pianeta dell’assurdo “sconvolto” dal corpo estraneo rappresentato da Alice/Nancy.

Se, invece, si intende/vede il film come un trip allucinato senza ordine e senza regole, allora il film non solo funziona perfettamente, ma diventa persino sorprendente. Già perché le situazioni esilaranti non mancano e personaggi come Alex il “pappa” (Marcello Mastroianni), Zanzara (un incredibile Roman Polanski), e Giovanni (Romolo Valli), sembrano usciti dalla penna di un Burroughs in vacanza da Lsd. Polanski segue la sua spogliata Alice/Nancy nel suo peregrinare lungo le stanze della villa con insistito compiacimento, e si diverte a inanellare una serie di figurine surreali (le due donne, una nuda e una vestita che scendono alla spiaggia, l’Alvaro Vitali che dipinge di blu una gamba di Nancy…), che di volta in volta si imbattono nell’ingenuità della protagonista.

Ma il regista fa di più, non creando un secondo termine di confronto ai rapporti (sessuali e non) di Alice/Nancy, creatura amorfa e totalmente disponibile, e spingendo il gioco oltre il limite, porta i personaggi ad andare fuori giri sino a rivelare di sé stessi ciò che non avrebbero mai voluto. L’elemento motrice di tutta la vicenda è il sesso visto da Polanski come un grimaldello capace di aprire e scardinare certezze e sicurezze degli uomini. Il sesso nel film è prima rappresentato attraverso pulsioni perverse e ambigue, soprattutto nei rapporti con i giovani presenti nella villa; ma quando il vecchio Noblart sta per morire, cosciente di essere circondato da iene e avvoltoi, ammirando le nudità di Alice/Nancy abbandona questo mondo con il viso disteso e senza né astio né rancori.

Per Polanski la morbidezza del corpo nudo di Alice/Nancy (si può dire che Sidney Rome porti magnificamente la sua pelle) è la panacea per la cura dei rapporti logori e incattiviti (con rimando a quelli reali, anche del mondo del cinema) che intercorrono tra i personaggi presenti nella villa. Il regista non rinuncia ad una vena malinconica quando fa pronunciare a Giovanni la frase, di Noblart, riferita alla vecchiaia: «Dopo aver passato il tempo ad amare l’immagine più dell’oggetto, ora ama l’oggetto più dell’immagine», inserendo così anche un riferimento al proprio vissuto privato (l’omicidio della moglie Sharon Tate, vista come oggetto/simbolo dai suoi carnefici) e al proprio modo di fare cinema (un rimando ai suoi primi cortometraggi). Alla fine di What?, dunque, l’unica risposta è la fuga di Alice/Nancy, un alternativa che non è né soluzione né risposta, ma che almeno impedisce al film di proseguire all’infinito, chiudendosi con una donna nuda su un camion di maiali sotto la pioggia battente sulla riviera di Positano… What?

Fabrizio Fogliato

 

 

 

 

What? (Che?)

Regia: Roman Polanski
Soggetto, sceneggiatura: Roman Polanski, Gérard Brach
Fotografia: Marcello Gatti, Giuseppe Ruzzolini
Montaggio: Alastair McIntyre
Musiche: Claudio Gizzi
Scenografie: Aurelio Crugnola, Franco Fumagalli
Produttore: Carlo Ponti
Co-produttore: Dieter Geissler
Line producer: Andrew Braunsberg, Hans Brockmann
Interpreti: Marcello Mastroianni (Alex), Sydne Rome (Nancy), Hugh Griffith (Joseph Noblart), Guido Alberti (Prete), Gianfranco Piacentini (Tony), Romolo Valli (Giovanni), Nerina Montagnani, John Karlsen (Edward)
Produzione: Compagnia Cinematografica Champion
Co-produzione: Les Films Concordia, Dieter Geissler Filmproduktion
Colore: colore
Processo fotografico: Todd-AO 35
Laboratorio: Technicolor
Rapporto: 2.35:1
Negativo: 35mm
Formato di proiezione: 35mm
Paese: Italia, Francia, Germania Ovest
Anno: 1972
Durata: 112′

 

 

 

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