Terras > Maya Da-Rin

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62. Festival internazionale del film Locarno (sezione Ici et ailleurs)

Nel cuore della foresta amazzonica, si trova il triplice confine tra Brasile, Peru e Colombia. Le città di Leticia, in Colombia, e Tabatinga, in Brasile, costituiscono una sorta di oasi urbana in mezzo alla vegetazione tropicale in cui una popolazione fatta di diverse nazionalità vive e soprattutto transita, fondendo tradizione e modernità. Partendo dal concetto di frontiera, Terras mette in luce le diverse visioni del mondo che confluiscono in questa località.
La regista brasiliana Maya Da-Rin filma e intervista le persone del luogo interrogandole sul concetto di identità e indagando sulla perdita delle tradizioni degli antenati degli abitanti non trascurando di considerare non solo l’aspetto politico e geografico bensì anche quello spirituale.
Documentario personale di grande bellezza – anche visiva – fotografato splendidamente da Pedro Urano.

Roberto Rippa

Terras nasce dal desiderio di filmare spazi di transizione, spazi di differenze ma anche di incontri. Arrivano alla frontiera tra Brasile, Peru e Colombia, ho notato una realtà multiforme, in cui culture ancestrali e contemporanee si influenzano a vicenda. La terra, abitualmente percepita come materia di possesso e territorio politico nell’Ovest, viene vista dagli Indiani nella sua accezione spirituale. Il film svela gradualmente come la frontiera abbia diversi significati per gli abitanti. La narrazione di Terras è costruita sulle geografie dei luoghi – la città, la foresta, il fiume – e il movimento quotidiano delle persone attraverso questi spazi.
I suoni, il ritmo la struttura e i colori del film costituiscono un approccio personale alla terra del mio continente: il Sud America.

(Maya Da-Rin)

Terras (Brasile, 2009)
Regia, testi: Maya Da-Rin
Musiche: Edson Secco
Fotografia: Pedro Urano
Montaggio: Karen Akerman, Maya Da-Rin, Joaquim Castro
73′

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